VICTOR VASARELY. Einstein in the Sky with Diamonds

Mazzoleni presenta a Londra una grande mostra sul maestro dell’Optical Art, Victor Vasarely.

VICTOR VASARELY. Einstein in the Sky with Diamonds

 

 

La Galleria Mazzoleni è stata fondata a Torino nel 1986 da Giovanni e Anna Pia Mazzoleni, come naturale evoluzione della loro collezione privata iniziata nella prima metà degli anni ’50.

La sede storica torinese, che occupa due piani di Palazzo Panizza, nella centrale piazza Solferino, è stata affiancata dal 2014 da quella di Londra, nel distretto artistico di Mayfair.

Dal 12 ottobre alla sede londinese di Mazzoleni è possibile visitare una grande mostra del maestro dell’OP ART, Victor Vasarely.

Dopo aver studiato medicina a Budapest per un paio d’anni, Victor Vasarely (1906 -1997) decide di dedicarsi all’arte entrando in contatto con i principali movimenti del suo tempo, dal Cubismo al Surrealismo all’Astrazione.

Dal 1965 si dedica interamente alle sue ricerche sull’arte cinetica, approfondendo i suoi studi sul movimento e la percezione e diventando uno degli esponenti più rappresentativi dell’Optical Art.

VICTOR VASARELY. Einstein in the Sky with Diamonds, presenta una selezione di dieci importanti opere del maestro dell’Optical Art e dell’arte cinetica, che coprono quasi la sua intera carriera dagli anni ’50 agli anni ’80.

La mostra presenta alcune delle prime composizioni in cui Vasarely sperimentò l’attivazione della superficie mediante l’uso di piccole unità geometriche ripetute e la vibrante alternanza di bianco e nero.

Risalenti agli anni Cinquanta, queste opere hanno inventato il linguaggio dell’Op Art.

Nel decennio successivo il pittore razionalizzò l’uso di quelle “unità plastiche” distribuendole all’interno di griglie con variazioni di toni e sfumature rigorosamente modulate, come nelle forme scultoree e nei colori contrastanti di Arc Tur (1968).

Nella progettazione delle sue opere, Vasarely era solito preparare disegni e modelli preliminari – o “programmazioni” per usare le sue parole – di cui un esempio sarà esposto in galleria.

I pattern generano onde luminose che modulano la superficie e si irradiano verso lo spettatore. Le griglie stesse si deformano e producono depressioni o protuberanze che trasportano la superficie verso una dimensione superiore.

La mostra è dominata da Einstein-Ker (1976), una grande tela il cui titolo si riferisce al fondatore della teoria della relatività, Albert Einstein.

Affascinato dalle scoperte scientifiche del suo tempo, Vasarely cercò di tradurle in “equivalenti plastici”.

Il trattamento degli elementi formali non si limita al semplice formalismo, poiché producono fenomeni visivi che si collegano con le manifestazioni invisibili della materia o le “sopra-dimensioni” dell’universo.

Secondo la sua ricerca, l’alternanza di positivo e negativo nelle composizioni degli anni Cinquanta esprimerebbe visivamente l’ipotesi dell’antimateria e dell’esistenza di universi paralleli.

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