Délio Jasse utilizza processi analogici per sovvertire la riproducibilità del mezzo fotografico
AF Arte Contemporanea di Bologna ospita la mostra DÉLIO JASSE – The Angolian File, aperta fino al 18 aprile

AF Arte Contemporanea nasce nel 2018.
La galleria è impegnata in una programmazione che riguarda prevalentemente artisti italiani mid carreer e storicizzati operanti prevalentemente nell’ambito di una ricerca concettuale.
Dal 5 febbraio 2026 la galleria presenta The Angolian File dell’artista angolano Délio Jasse.
Nato a Luanda, Angola nel 1980 Délio Jasse, nel suo lavoro fotografico, intreccia spesso immagini trovate che documentano tracce di vite passate, come ad esempio foto di passaporti ritrovati o album di famiglia, per creare collegamenti tra la fotografia, in particolare il concetto di “immagine latente”, e la memoria.
Jasse è noto per la sperimentazione di processi di stampa fotografica analogica, come il platino o i primi processi di stampa “Van Dyke Brown”, oltre che per aver sviluppato le proprie tecniche di stampa.

Utilizza questi processi analogici per sovvertire la riproducibilità del mezzo fotografico, creando sottili variazioni e interventi con la pittura, la luce liquida, la doratura e il collage.