La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste

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 Per le celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante 10 grandi artiste interpretano i temi de “La Vita Nova” al Museo della scultura antica di Roma.

La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste

 

 

La celebrazione dell’amore, l’apparizione e la santificazione della donna amata, il connubio amore e morte, l’elevazione spirituale e la ricerca di Dio attraverso l’amore terreno, ma anche la crudeltà dell’amore sono i temi presenti ne “La vita nova” celebre testo giovanile di Dante Alighieri.

Per le celebrazioni del settimo centenario della morte del Sommo Poeta, il Museo di Scultura antica Giovanni Barracco di Roma ha invitato 10 artiste ad ispirarsi a questi temi per esprimere con la loro arte la celebrazione dell’amore.

La mostra La Vita Nova. L’amore in Dante nello sguardo di 10 artiste aperta il 9 giugno propone gli esiti di questa “commissione” in dieci artiste italiane contemporanee di diverse generazioni.

Queste artiste si sono confrontate con la novità del testo di Dante che si pone in forma autobiografica, in una sorta di diario che indaga il sentimento d’amore e lo distilla in un’opera letteraria dai forti elementi visivi.

Il tema di questa mostra non è illustrativo in quanto intende offrire un confronto ravvicinato fra la contemporanea sensibilità di un’artista donna e l’eternità di un testo che, al di là delle tante interpretazioni mistiche, esoteriche e allegoriche, resta un paradigma del discorso d’amore nella cultura d’Occidente.

L’opera di Micol Assaël (Roma 1979) è una riflessione sul tempo che risponde al testo di Dante attraverso tracce, biglietti, frammenti recuperati dai suoi viaggi e dalla sua vita quotidiana.

La fotografa Letizia Battaglia (Palermo 1935) traduce in storia contemporanea l’incontro fra Dante e Beatrice, ritraendo Rosaria Schifani, (vedova di Vito, agente di scorta di Giovanni Falcone) e la dolcezza mediterranea di un angelo bambina, insieme alla scultura che raffigura Eleonora d’Aragona.

Elisabetta Benassi (Roma 1966) dà il via ad una performance collettiva che concettualmente chiude il cerchio di una mostra che parte da un libro e si diffonde in forma di libro.

La poetessa Patrizia Cavalli (Todi 1947), presente con una opera visiva, gioca a partire dai propri versi con la figura della Musa, l’etimologia della parola, la scrittura automatica e la danza fra verso e colore.

Marta dell’Angelo (Pavia 1970) propone una pittura che supera la dicotomia corpo/mente, ponendo al centro della ricerca la fenomenologia del corpo nella cultura contemporanea.

 

Rä Di Martino (Roma 1975) mette a confronto le foto del paesaggio lunare messe a disposizione dalla Nasa e le sagome di un uomo e una donna ritagliate in foglia d’oro.

Le opere di Giosetta Fioroni (Roma 1932) trasmettono un linguaggio immediato ed eloquente che intreccia le emozioni con forme e simboli popolari dai cuori ai fiori e codifica un moderno romanticismo insieme alla rivendicazione di codici femministi.

Marzia Migliora (Alessandria 1972) rende omaggio all’organizzazione indiana Navdanya che propone modelli di agricoltura sostenibile e promuove il miglioramento della condizione femminile, suggerendo di spostare lo sguardo dalla donna angelicata alla donna che lavora nei campi.

Nella pittura di Sabina Mirri (Roma 1957) il Sommo Poeta è incoronato, tracciato nel segno secco delle miniature medievali, con i molti seni di divinità arcaica.

Infine la pittrice Elisa Montessori (Genova 1931) insegue Beatrice nella Commedia per incontrare il suo pensiero e tradurre con inchiostri e smalti, i versi in cui l’angelicata creatura nel Paradiso finalmente ha una propria voce.

Una mostra di grande impatto emotivo che non finirà con l’esposizione romana il 19 settembre, ma continuerà al Museo Madre di Napoli.

DATA INIZIO: 09/06/2021

DATA FINE: 19/09/2021

LUOGO: ROMA – Museo Barracco

INDIRIZZO: Palazzo Farnesina ai Baullari- Corso Vittorio Emanuele 166/A

TEL: +39 060608

ORARI DI APERTURA

  • da martedì a domenica ore 13.00 – 19.00

INFO

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