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Lo Storione gioiello liberty di Padova: storia del salone di Cesare Laurenti, smantellato nel 1962, tra foto e frammenti.

Fonte immagine: https://ilbolive.unipd.it/
Il tempo e i cambi generazionali hanno l’effetto di cancellare la memoria, anche di opere ora scomparse, che hanno rappresentato momenti importanti della creatività umana nella città.
Ma sono opere che possono sopravvivere nella memoria collettiva e riacquistare, anche se in forma nuova e virtuale, un ruolo nella collettività contemporanea.
Se ciò è possibile, si deve al lavoro di studio e ricerca di studiosi appassionati oltre che di editori che credono a questo lavoro e lo rendono pubblico e duraturo.
Un esempio ci viene offerto in questi giorni dall’incontro della storica dell’Arte Virginia Baradel con una donna sensibile come Chiara Finesso e la sua Casa Editrice il Poligrafo, con la pubblicazione dell’opera di ricerca di Virginia Baradel “Lo Storione. Il gioiello liberty che non c’è” (Padova – Il Poligrafo 2024 – ISBN 978-88-9387-235-5).
Questa la storia
Nel centro storico della città di Padova, tra il Palazzo del Bo e il Caffè Pedrocchi, esisteva un salone interamente decorato e arredato in stile Liberty.
Si trattava della sala da pranzo dello Storione, celebre albergo-ristorante costruito nei primi anni del Novecento all’interno di Palazzo del Gallo, edificio polifunzionale in stile eclettico edificato tra il 1892 e il 1904.
Oggi quel gioiello della belle époque, protagonista di una travagliata e lunga vicenda, non esiste più.
L’ultimo atto di questa storia si conclude nel 1962 quando, per costruire la sede centrale della Banca Antoniana, fu demolito l’intero Palazzo del Gallo.
Il salone fu decorato tra il 1904 e il 1905 da Cesare Laurenti, uno dei protagonisti dell’arte veneziana e italiana tra Otto e Novecento.
L’incarico dello Storione rappresentò per Laurenti un’occasione importante per almeno due ragioni: avrebbe affrontato il tema della rinascita della bellezza antica e dimostrato la validità artistica della sua tempera, la “tempera Laurenti”.
In sintonia con l’impiego più moderato delle sinuosità Art Nouveau in voga in Italia, Laurenti scelse di rappresentare un rigoglioso giardino ricco di foglie e frutti di melograno, all’interno del quale prendeva vita la danza festosa di giovani fanciulle ridenti.
Un tripudio di colori, fiori e stoffe vaporose per anni accolse e meravigliò gli ospiti dello Storione.
Ma il suo incanto incominciò ben presto ad appannarsi.
I fumi e i vapori della sala ristorante furono solo i primi nemici di quest’opera d’arte.
Insieme ad essi si susseguirono negli anni controversie economiche e legali, noncuranza e disinvolte innovazioni urbane, fino a quando l’intera decorazione venne irrimediabilmente smantellata, rinchiusa in casse di legno e depositata nei magazzini sotterranei di Palazzo Liviano.
Di questo raro esempio di Liberty padovano non ci restano che qualche foto e i frammenti restaurati: tre teste di danzatrici appese all’ingresso dell’ex Banca Antoniana e trenta tavole del soffitto in deposito ai Musei Civici di Padova.
Dunque, solo l’immaginazione potrà ricostruire la bellezza e il fascino d’epoca del ristorante Storione.