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Presepi viventi Italia 2025: storia del presepe da Greccio a Napoli e mappa appuntamenti per Nord, Centro e Sud con date.

In breve
C’è un motivo se il presepe in Italia non è solo “decorazione natalizia”: è un linguaggio. Prima è immagine (nelle catacombe), poi diventa scena, poi diventa casa, poi torna in piazza sotto forma di presepe vivente. E ogni passaggio racconta qualcosa di molto concreto: come le persone hanno bisogno di vedere, toccare, camminare dentro una storia per sentirla vera.
Perché importa
- È un pezzo di identità culturale: il presepe è un “media” antico che si adatta ai secoli, e lo fa restando popolare (nel senso migliore del termine).
- Spiega come cambia la devozione: dalla liturgia alla rappresentazione sensoriale, il presepe è una scorciatoia emotiva che la Chiesa e le comunità hanno usato per parlare a tutti.
- Ha un lato economico e artigianale: soprattutto a Napoli, il presepe diventa industria creativa ante litteram, con scuole, tecniche e botteghe.
- È ancora un fatto contemporaneo: i presepi viventi sono progetti collettivi, spesso costruiti da volontari, e non solo “spettacoli”.
Dalle prime immagini al presepe come “scena”
Le prime rappresentazioni della Natività, tra III e IV secolo, sono soprattutto iconografie: immagini bidimensionali che fissano simboli e personaggi, ma senza la tridimensionalità narrativa che associamo al presepe “classico”.
Il salto avviene nel Medioevo: qui la Natività entra nel territorio del racconto pubblico grazie alle sacre rappresentazioni e ai drammi liturgici (in latino), che costruiscono una vera grammatica scenica: pastori, profeti, Magi, processioni, dialoghi.
Detto in modo operativo: prima l’immagine “si guarda”, poi la storia “si attraversa”.
Greccio 1223: quando la Natività smette di essere solo un’immagine
A Greccio, nella notte di Natale del 1223, Francesco fa una scelta che cambia il modo di raccontare la Natività: invece di limitarsi a parole o immagini, la porta in uno spazio reale, condiviso, davanti alla gente. La tradizione vede in questo gesto uno dei primi modelli di presepe “vivente”, perché non mette al centro l’effetto scenico ma la concretezza: una mangiatoia, il fieno, il freddo, la presenza degli animali, la comunità raccolta attorno a una scena essenziale. Da qui prende forza un’idea che ritroviamo ancora oggi nei presepi viventi: non “spettacolo”, ma rito collettivo che si costruisce insieme.

Napoli: quando il presepe diventa arte (e sistema)
Se Greccio è la scintilla, Napoli è l’officina. Un passaggio chiave è il 1478, quando Pietro e Giovanni Alemanno realizzano un grande presepe scultoreo per San Giovanni a Carbonara: figure lignee policrome, quasi a grandezza naturale, oggi in parte conservate al Museo di San Martino.
Da qui il presepe napoletano prende una direzione precisa: non solo devozione, ma anche regia, materia, stile, mestiere.
La Controriforma: il presepe come “comunicazione” di massa
Arriva poi una fase decisiva: il presepe diventa uno strumento potente di catechesi visiva nel clima della Controriforma. Il Concilio di Trento (1545–1563) spinge verso strumenti capaci di parlare al popolo con forza emotiva e immediatezza.
In questo contesto crescono i presepi “smontabili”, più mobili e adattabili (non più solo grandi impianti fissi), e cambiano anche i materiali: figure più piccole, tecniche leggere, soluzioni artigianali che rendono il presepe replicabile.
E gli ordini religiosi giocano una partita centrale nella diffusione: il presepe diventa un format che viaggia.
San Gaetano e la spinta popolare a Napoli
Secondo le cronache, dopo una visione nel 1516 San Gaetano allestì un presepe a Roma nel 1530 e contribuì a diffonderlo negli oratori; a Napoli arrivò dal 1533, dentro un clima in cui il presepe diventava sempre più ‘popolare’.
Qui si capisce una cosa: il presepe non cresce solo perché “piace”, ma perché è funzionale a un bisogno sociale — dare forma visibile a una fede e renderla quotidiana.
Il Settecento: il presepe diventa teatro del mondo
Nel Settecento il presepe napoletano entra nel suo “secolo d’oro” e cambia pelle: si laicizza, mescola sacro e profano, mette in scena la quotidianità e diventa diorama teatrale, con realismo, moda, mestieri, folla.
Il simbolo di questa maturità è il presepe Cuciniello, donato al Museo di San Martino nel 1879, con una monumentalità impressionante e oltre 800 personaggi, animali e accessori.
In pratica: il presepe non è più solo “la grotta”, è un mondo intero che ti dice com’era (o come immaginava di essere) la società.

Oggi: presepi viventi tra comunità e turismo (con un caveat sui numeri)
Qui serve lucidità: i dati “solo presepi viventi” sono spesso frammentari, e molte stime includono presepi viventi e statici insieme. Nel dicembre 2024, CNA Turismo e Commercio stima che oltre 10 milioni di turisti si spostino nel periodo festivo per ammirare i presepi (categoria aggregata).
Su scala regionale, emergono però segnali interessanti: in Abruzzo, dal 2019 al 2024, secondo una stima di Confcommercio Abruzzo (ripresa dalla stampa locale) gli arrivi nel periodo natalizio sono indicati in crescita del 38%; nello stesso quadro si cita una spesa media di circa 700 euro e un indotto stagionale sopra i 400 milioni (dati riportati da osservatori e associazioni locali).
E poi ci sono i casi studio con numeri più “da evento”: Matera ha avuto un dato storico di 70.000 visitatori (2015–2016) e per l’edizione 2025–2026 vengono riportate stime nell’ordine di 30–40 mila (con dinamiche di prenotazione in crescita).
Il punto editoriale, per noi, è questo: il presepe vivente oggi funziona quando non si vende come cartolina, ma come esperienza comunitaria (volontariato, mestieri, identità locale) e come turismo lento che non divora il luogo, ma ci passa in punta di piedi.
Box di approfondimento: il presepe vivente
Cos’è
Una rappresentazione della Natività “in scala umana”, spesso itinerante, dove il pubblico percorre un borgo o un’area scenografata e incontra scene, mestieri e quadri narrativi.
Come scegliere il presepe
Scegli quelli in cui il territorio non è solo sfondo: comunità coinvolta, mestieri coerenti con la storia locale, cura per accessibilità e gestione dei flussi (pochi fronzoli, molta sostanza).
Uso
Se lo visiti (o lo racconti), guarda tre cose: regia del percorso, qualità dei costumi e soprattutto come il luogo “si riconosce” dentro la rappresentazione.
Conservazione
Per chi lo organizza: la tradizione regge se si documenta (archivi locali, foto, memorie), si forma il ricambio generazionale e si evita l’effetto luna park.
Una chiave di lettura in più
Il presepe in Italia non è una linea retta: è un pendolo tra sacro e sociale. Quando è troppo “arte” rischia di diventare oggetto; quando è troppo “evento” rischia di diventare intrattenimento. I presepi che restano nel tempo sono quelli che tengono insieme i due piani: la scena come comunità, la comunità come racconto.

Guida pratica ai presepi viventi
NORD ITALIA
| Dove | Quando (2025–2026) | Orari | Cosa trovi | Note rapide (logistica / prenotazioni) |
|---|---|---|---|---|
| San Biagio (Bagnolo San Vito, MN) | 25, 26, 28 dic; 4, 6, 11 gen | dalle 15:30 | Borgo storico, percorso tra scene | Parcheggi periferici + centro a piedi; possibili scalinate (ok check accessibilità) |
| Piubega (MN) | 24, 25, 26, 28 dic; 1, 3, 4, 6 gen | 24 dic 23:45; altri 15:00–18:00; 3 gen 17:00–20:00 | Itinerante tra vicoli e piazze | Serata “Vigilia” suggestiva: meglio arrivare attrezzati per freddo/sera |
| Barbariga (BS) | 26, 28 dic; 4, 6 gen | 15:00–18:00 | Statico in borgo rurale | Facile “mordi e fuggi”, buono per famiglie |
| Bagnasco (CN) | 24, 26, 27 dic | apertura 19:30; inizio 21:00 | Grande produzione (200+ figuranti) | Zona montana: valutare navette/parcheggi; biglietto indicativo da confermare |
| Codevigo (PD) | dal 20 dic al 6 gen (giorni da verificare) | da confermare | Allestimento nel paese | Utile come opzione “last minute”: da bloccare calendario appena escono le date certe |
| Lundo (Comano Terme, TN) | date da riconfermare (fonte riportava 26–28 dic di un anno precedente) | dalle 17:00 | Mestieri e botteghe in contesto di valle | Carino se vuoi esperienza “calda” con soste lungo il percorso (ma prima: verifica date) |
CENTRO ITALIA
| Dove | Quando (2025–2026) | Orari | Cosa trovi | Note rapide (logistica / prenotazioni) |
|---|---|---|---|---|
| Greccio (RI) | 24 dic; 26, 27, 28 dic 2025; 1, 3, 4, 6 gen 2026 | 24 dic 22:40; altre date 17:40 | Rievocazione storica “modello” di Greccio, quadri viventi in costume | Meglio arrivare con anticipo; freddo “serio”; verifica gestione ingressi/posti |
| Civita di Bagnoregio (VT) | 26, 28 dic 2025; 1, 4, 5, 6 gen 2026 | 16:00–18:30 | Itinerante nel borgo, atmosfera scenografica (Valle dei Calanchi) | Possibili scalinate e passaggi stretti: controlla accessibilità e navette/parcheggi |
| Assisi – Petrignano (PG) | 25, 26, 27, 28 dic 2025; 1, 4, 6 gen 2026 | Da specificare | Presepe in frazione, clima francescano, scene diffuse | Orari/ingresso da confermare; ottimo in abbinata a giornata ad Assisi |
| Cortona – Pietraia (AR) | 25, 26 dic 2025; 1, 4, 6 gen 2026 | 17:30–19:30 | Borgo medievale “da cartolina”, percorso tra scene | Buono per visita breve; verifica parcheggi e percorribilità serale |
| Pereto (AQ) – Abruzzo | 26 dic 2025 (spesso anche tra 1–6 gen: da confermare) | 15:00 (da confermare) | Presepe vivente comunitario nel centro storico | Calendario da bloccare quando esce quello definitivo (Comune/Pro Loco/organizzatori) |
SUD ITALIA
| Dove | Quando (2025–2026) | Orari | Cosa trovi | Note rapide (logistica / prenotazioni) |
|---|---|---|---|---|
| Matera (Sassi) | 6–7, 13–14, 20–21, 27–28 dic; 3–4 gen | 16:20–19:40 | Percorso nei Sassi (1,5 km), 200+ figuranti | Prenotazione obbligatoria; durata 60–90 min; accessibilità “parziale” ma organizzata |
| Agerola – Campora (NA) | 26, 27 dic; 2, 3, 4 gen | Da specificare | Stile settecentesco, mestieri e vita tradizionale | Spesso unisce percorso + degustazioni (prezzi da confermare) |
| Prata Sannita (CE) | 27, 28 dic | 18:30–22:30 | Borgo medievale, scene tra architetture antiche | Serale: abbigliamento a strati + scarpe comode |
| Custonaci (TP) – Grotta Mangiapane | 25–28 dic; 3–6 gen | Inizio tipico 16:00 (da confermare) | Grotta + mestieri dal vivo, 150+ figuranti | Terreno irregolare: non ideale per mobilità ridotta; meglio giorni meno affollati |
| Gangi (PA) | 28–29 dic | 20:00–23:00 | Vicoli medievali come set naturale | Molto suggestivo, ma attenzione a pendenze/scale |
| Sant’Alfio (CT) | 27–28 dic; 4–6 gen | Da specificare | Scenario etneo + prodotti tipici | Da confermare ticket/orari; idea perfetta per “Natale sull’Etna” |
| Caprarica di Lecce (LE) | 25–28 dicembre; 1–4–5–6 gennaio | 16:45–21:00 | Parco rurale, taglio “salentino” | Fascia oraria comoda; adatto anche a famiglie |
| Galtellì (NU) | 27 dic | Dalle 18:00 | Castello e borgo storico | Tappa speciale se sei in Sardegna in quei giorni |
IMPORTANTE: date e orari vanno verificati con Comune/Pro Loco/organizzatori 1–2 settimane prima della visita: il calendario può cambiare fino a dicembre.
FAQ
Chi “inventa” il presepe vivente?
La tradizione identifica in San Francesco l’episodio fondativo a Greccio nel 1223.
Il presepe napoletano quando diventa un’arte?
Si struttura tra XV e XVIII secolo, con momenti chiave come il grande presepe del 1478 degli Alemanno.
Che ruolo ha la Controriforma?
Rafforza l’uso di strumenti visivi ed emotivi per la catechesi: il presepe diventa più diffuso e “comunicativo”.
Perché nel Settecento cambia tutto?
Perché il presepe diventa teatro del quotidiano: mestieri, folla, realismo, sacro e profano insieme.
Quanti turisti muovono i presepi a Natale?
Esistono stime aggregate: CNA parla di oltre 10 milioni di turisti legati ai presepi in generale nel periodo festivo.
Esistono numeri “puliti” solo sui presepi viventi?
Raramente: spesso si lavora per proxy (turismo natalizio, borghi, turismo religioso) e con casi studio.
Un esempio con numeri verificabili?
Matera ha dati storici e stime pubbliche per alcune edizioni, con ordini di grandezza tra decine di migliaia.
Tabella riassuntiva
| Situazione pratica | Cosa fare | Cosa evitare | Mindset |
|---|---|---|---|
| Vuoi capire “da dove viene” il presepe | Parti da Greccio (1223) come svolta esperienziale | Ridurlo a “tradizione generica” | Leggilo come linguaggio, non come oggetto |
| Vuoi raccontare il presepe napoletano | Metti a fuoco botteghe, materiali, regia | Trattarlo come folklore senza storia | È industria culturale prima del marketing |
| Vuoi parlare di presepi viventi oggi | Racconta comunità, mestieri, accessibilità | Solo lista di eventi “dove e quando” | Prima il senso, poi la logistica |
| Vuoi usare numeri | Cita stime aggregate + casi studio | Spacciare proxy per dati certi | Trasparenza: “cosa sappiamo / cosa manca” |
Autore
A cura della redazione di Pikasus ArteNews – “Sezione Lifestyle”
Revisione editoriale: 19 dicembre 2025
Contatti: redazione@pikasus.com