Arte e stili: Impero

Va dal 1804 al 1830 circa ed è caratterizzato dalla maestosità del mobilio che richiama i grandi Imperi antichi. I materiali usati furono il mogano, il noce ed il ciliegio, ma in Francia di adoperò anche l’olmo, l’acero, il palissandro, la quercia e l’ulivo.  Per quanto riguarda le tecniche costruttive, le gambe del mobilio erano dritte con lo zoccoletto oppure erano tronco-piramidali; alcuni elementi venivano tinti di nero come le colonne e le sfingi. I cassetti avevano grossi incastri a coda di rondine, mentre per quanto riguarda le decorazioni ricordiamo: l’aquila imperiale, sfingi ed erme egizie, corone d’alloro, festoni, rosette e lire. In Francia lo stile Impero assume una notevole importanza grazie all’Imperatore Napoleone Buonaparte (nasce lo stile napoleonico).

Simbolo dell’imperatore fu la “N” dorata circondata o racchiusa da una corona di alloro intrecciata. La corte si riempie di grandi artisti come il pittore Jean Luis David, che affresca le pareti di gran parte della dimora dell’Imperatore, e Jean Pierre La Fontane scultore, ebanista . In questo periodo nasce il letto da riposo chiamato “Agrippina”, comò con specchiera, il lavabo (costituito da un comò con ribaltina che aveva al suo interno una vaschetta di marmo), la toilette con specchiera reclinabile, i tavolini da lavoro con ribalta che contenevano i segreti delle dame. Nasce la specchiera  (coiffeuse) in miniatura che veniva posta sul piano del comò; la poltrona assume la caratteristica dei braccioli finemente intagliati con figure di due cigni alati o di due sfingi: la particolarità degli intagli veniva messa in evidenza mediante l’applicazione di borchie dorate. Molti mobili sono in piuma di mogano lucidata a spirito con particolari dorati a foglia d’oro. In Italia soprattutto a Napoli, in questo periodo, troviamo anche mobili laccati, di solito, la lacca era bianca, (il cosiddetto bianco impero, un bianco grigiastro formato da bianco addizionato al nero o blu) con particolari dorati in oro zecchino. Numerosi sono i mobili nei quali viene raffigurata una lira dorata. I ripiani erano realizzati in finto marmo. L’ebanista più famoso in Italia fu Maggiolini.

 

(Articolo a cura di Loredana Rizzo)

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