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Angelo Tabaro

Una Biennale senza memoria non ha futuro

Biennale senza memoria: la critica di Sgarbi al Ministro Sangiuliano

Biennale senza memoria: Sgarbi critica il Ministro Sangiuliano per la mancata menzione di artisti scomparsi alla Biennale di Venezia

 

Biennale senza memoria: Sgarbi critica il Ministro Sangiuliano per la mancata menzione di artisti scomparsi alla Biennale di Venezia.
Biennale-di-Venezia-2024-MZO_Yinka-Shonibare_1078_Ph-by-Marco-Zorzanello-2048×1639 Fonte: https://hestetika.art

 

Il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura del Governo Meloni, Vittorio Sgarbi, ha polemizzato con il Ministro della Cultura Sangiuliano in occasione dell’inaugurazione della 60ma edizione della Biennale Arte di Venezia.

Biennale Arte di Venezia 2024 senza memoria e le critiche di Vittorio Sgarbi.

Non è nuovo a polemiche Vittorio Sgarbi, spesso anche pesanti. Credo tuttavia che, in questa occasione, abbia ragione nel far presente che il Ministro Sangiuliano, nel suo intervento di apertura della più importante manifestazione d’arte in Italia, avrebbe dovuto dedicare qualche parola al ricordo dei nostri artisti più significativi recentemente scomparsi.

La mancata menzione alla Biennale Arte di Venezia dei quattro artisti scomparsi, ha provocato così la dura polemica di Vittorio Sgarbi.

Il critico si è riferito a Giuliano Vangi, Richard Serra, Maurizio Pollini, Gaetano Pesce, evidenziando che una manifestazione come la Biennale deve avere la forza della memoria per guardare sempre al futuro.

Sono artisti importanti per la storia dell’arte dal secondo Novecento a oggi e che quindi, secondo Sgarbi, dovevano essere riconosciuti e ringraziati con due parole di ricordo.

Ma chi sono questi artisti citati da Sgarbi?

Richard Serra (San Francisco 1938- New York 26 marzo 2024).

Artista californiano che è considerato il padre del Minimalismo che creava opere d’arte con fogli di metallo.

E’ universalmente riconosciuto dalla critica internazionale come uno degli scultori più importanti ed innovativi nella storia dell’arte moderna.

La sua ricerca si focalizza sui processi di fabbricazione e le caratteristiche del materiale di cui è composta l’opera stessa, nonché su una complessa interazione con lo spazio circostante e con lo spettatore.

Nel 2001 aveva ricevuto il Leone d’Oro alla carriera.

Giuliano Vangi (Barberino di Mugello 1931 – Pesaro  26 marzo 2024).

Pittore e scultore  italiano, è stato uno degli artisti contemporanei più importante nel panorama internazionale.

Ripetutamente presente alle più prestigiose rassegne d’arte, dalla Biennale di Venezia, a Documentata di Kassel, dal FIAC di Parigi ad Art di Basilea, dalla Biennale di San Paolo alla Quadriennale di Roma. Ma anche alla Biennale di Scultura di Carrara, nel 2002 è stato insignito in Giappone del prestigioso Praemium Imperiale per la scultura.

Il Praemium Imperiale, istituito nel 1989, viene conferito dalla Japan Art Association e costituisce il più importante e prestigioso riconoscimento internazionale dedicato al mondo delle Arti.

Si tratta di un riconoscimento internazionale che sta alle Arti come il Premio Nobel sta alle Scienze.

Maurizio Pollini (Milano 1942-Milano 23 marzo 2024).

Musicista e direttore d’orchestra che a un talento magistrale al pianoforte ha unito una testimonianza in prima linea nei valori civili.

Figlio dell’architetto Gino Pollini, padre del movimento modernista italiano, Maurizio ha respirato l’aria modernista fin da bambino. Ha continuato quindi a sostenere opere sperimentali di compositori del 20° secolo come Pierre Boulez, Stockhausen, Luigi Nono.

Ricercato a livello internazionale, come uno dei principali interpreti di Beethoven e Chopin e massimo interprete delle musiche di Luigi Nono, nel 2010 era stato insignito del Praemium Imperiale per la musica.

Gaetano Pesce (La Spezia 1939 – New York   3 aprile 2024).

Scultore, designer e architetto è stato tra i fondatori del Gruppo N che si occupava di arte cinetica e seriale.

Si occupa presto di design considerandolo un linguaggio molto profondo e dinamico e inizia a viaggiare nel mondo per incontrare e confrontarsi con culture differenti e facendo della sua ricerca nel design l’attività principale.

Attuando un approccio multidisciplinare, innovativo, fatto di opposti e contraddizioni, le sue opere sono diventate, pertanto, emblemi di un design “poliglotta”. Una rappresentazione in cui non esistono confini tra discipline differenti, le quali si mescolano in un linguaggio ibrido e personale, impossibile da classificare.

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