L’arte durante il Rinascimento

Il Rinascimento fiorisce in Italia  in particolar modo a Firenze a partire dalla prima metà del XV secolo ed  in seguito si diffonderà in tutta Europa.Epoca di filosofi e di grandi artisti, il Rinascimento abbandona quelli che furono i canoni medioevali carichi di misticismo, per porre l’uomo al centro di ogni cosa e dell’universo stesso.Con la nascita della prospettiva, anche il mobilio si arricchisce di particolari che ben ricordano gli elementi architettonici rinascimentali. Il Rinascimento viene suddiviso in tre periodi storici:
– Primo Rinascimento: va dal 1400 al 1500 e si estende soprattutto a Firenze e in tutta la Toscana;
– Pieno Rinascimento: dal 1450 al 1540 e si estende principalmente nell’Italia centro-settentrionale;
– Tardo Rinascimento o Manierismo: dal 1540 al 1600 in tutta Europa.
Nel Primo Rinascimento, il mobilio veniva realizzato in noce massello .Gli incastri sono a coda di rondine, le cerniere hanno forma di due anelli.La decorazione viene realizzata con la tarsia certosina o con la pastiglia dorata. I mobili in voga sono rappresentati dal tavolo rettangolare che poggia su solidi sostegni; il cassone che abbandona l’aspetto del forziere gotico per assumere quello di un sarcofago che poggia su zampe di leone;la credenza ;lo stipo (credenza ad un’anta); i sedili come il faldistorio, la Savonarola; la dantesca ( variante della Savonarola);lo sgabello a tre gambe ecc.

Nel Pieno Rinascimento gli incastri sono rappresentati da code di rondine più fitte; dalla
Tarsia con prospettiva architettonica (pannelli decorativi); i mobili vengono decorati con le Lesene  sormontate da un capitello;da Cornici decorate con elementi ad ovoli,  baccelli ed da  trecce a “cani correnti ; 
Decorazioni  a candelabro . Nasce l’armadio, il Tavolo rettangolare con gamba a vaso,
le Seggiole “Andrea del Sarto ; i Letti con testiera  baldacchino e colonne tortili.Nel tardo Rinascimento o Manierismo i mobili venivano realizzati in noce o radica di noce, ed impreziositi con Pietre dure ornamentali.Alla fine del ‘500 nasce la tappezzeria (cuoio applicato con borchie) mentre la decorazione comprende colonne, capitelli, teste umane o leonine,  erme o cariatidi ,Dentelli a unghie , cornici con motivi vegetali o geometrici o con motivi a perle, Maniglie a testa di leone con anello.

Anche le cornici veri e propri lavori di scultura e di ebanisteria, vengono realizzate seguendo la ricchezza dei motivi architettonici.Possiamo distinguere a seconda della tipologia tre diversi tipi di cornice rinascimentale:

La cornice a tabernacolo o edicola, che riprende i motivi degli elementi architettonici. Gli elementi che la caratterizzavano erano i frontoni, le colonne e le lesene, che sono dei pilastrini a superficie piatta sormontati da capitelli. A seconda del tipo di cornice, le lesene potevano essere sprovviste di decori o scanalate (scanalature ad unghia), oppure decorate a pastiglia colata a pennello e dorata ed erano indicate col nome di candelabre o candelabri. Tipica cornice a candelabro era la cornice lombarda. Nella cornice a tabernacolo venivano posti specchi o immagini sacre.
La cornice tonda, è una cornice tipicamente toscana, pare che derivi dal cosiddetto desco da parto (piatto rotondo finemente decorato, di ceramica o legno, che veniva regalato alle puerpere). Il tondo più famoso è quello chiamato “tondo Doni” di Michelangelo. La particolarità di questa cornice è quella di essere decorata con elementi scolpiti in altorilievo; le sculture sono rappresentate da teste e busti che fuoriescono quasi dalla cornice, questi figure si chiamano protomi e sono riccamente decorate a lacca e foglia d’oro. La cornice custodisce il dipinto di Michelangelo che ha per soggetto la Sacra Famiglia.
Per quanto riguarda questo tipo di cornice, ricordiamo i fratelli Della Robbia, che realizzavano tondi in ceramica invetriata riccamente decorati con fiori e frutta.
Cornice a cassetta: era costituita da una battuta liscia, da una fascia piatta intermedia, che di solito veniva laccata (lacca nera) e decorata o a graffito o a pastiglia colata, e lateralmente alla fascia da un elemento di contorno, lineare, chiamato profilo. Questa cornice, di solito, conteneva il ritratto del gentiluomo (la cornice ed il ritratto erano commissionati assieme).
Nel 1400 la bottega di cornici più famosa in Toscana era la bottega di Neri di Bicci; ricordiamo tra gli artisti più noti che popolavano tale bottega Giuliano da Maiano, famoso per le sue cornici, tra le quali quella dell’Incoronazione che si trova nella Chiesa di S.Giovagnino dei Cavalieri a Firenze.
Nel periodo rinascimentale il materiale più usato nei manufatti era il noce massello, mentre le tecniche costruttive erano costituite da incastri a coda di rondine, chiodi a due punte ribattute e cardini ad anello.
Gli elementi decorativi erano rappresentati da: ovuli, dentelli, trecce a cani correnti, protomi, erme e cariatidi, zampe di leone, finti marmi e finti legni (cornici marchigiane), bambocci che troviamo nella cornice detta sansovino dall’artista Jacopo Tatti “il Sansovino” (Lombardia e Veneto), perle, palmette nella cimasa, foglie e frutta.
Il bolo più usato era quello arancio. Altre cornici di questo periodo sono le cosiddette cornici a specchio, con la luce molto piccola rispetto alla cornice di contorno.

 

(Articolo a cura di Loredana Rizzo)

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