Censura vs Banksy – Simpson

Sono “in vita” da oltre 20 anni, ma riescono ancora a far discutere. Si tratta dei Simpson, che hanno suscitato più di qualche polemica a causa della sigla speciale, facendo scattare la censura. La più popolare e amata famiglia americana sta facendo discutere per una sigla giudicata troppo forte dalle associazioni e dal network stesso, la Fox. Il filmato è opera, oltre che del “papà” della saga, Matt Groening, anche dell’artista britannico Banksy famoso per i suoi graffiti. La puntata incriminata, che si chiama MoneyBart, è già andata in onda in America e sarà trasmessa in Gran Bretagna il prossimo 21 ottobre, ma è la sua sigla che ha destato non poche perplessità.  Dopo l’usuale susseguirsi di immagini che vedono Bart in punizione, Homer in fabbrica e Marge al supermercato con la piccola Maggie, la famiglia al completo è sul divano quando ha inizio una sequenza onirica in bianco e nero. Con una triste musica di sottofondo, scorrono immagini che mostrano bambini-schiavi costretti a produrre proprio il merchandise della serie.

Prima della sequenza discussa sono già numerosi i riferimenti all’artista che ha firmato la sigla, Banksy. I suoi graffiti sono sulle strade e sui palazzi di Springfield e lo stesso Bart è costretto a promettere sulla lavagna: “Non devo scrivere sulle pareti”.
La scena incriminata, una volta che la famiglia è riunita sul divano, può avere inizio. Quella che, solo apparentemente, sembra un classe di alunni, è in realtà una schiera di bambini schiavizzati, costretti a intingere fotogrammi della serie nell’acido. Sullo sfondo, sono ben visibili gli scheletri di lavoratori bambini morti nell’opificio. Qualcuno, poi, trita dei gatti per produrre le bambole di pezza con le sembianze di Bart, mentre il corno di un unicorno incatenato viene usato per forare i dvd della serie, anche quando stramazza al suolo.
Insomma, immagini forti, accusatorie, che riescono a far discutere e destano l’interesse di tutto il mondo. Ma la ricetta dei Simpson è sempre stata questa in realtà, la morale presente dentro ogni puntata giustifica il fatto che siano con noi da più di 20 anni.

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