Come riparare uno strappo in una vecchia stampa

Talvolta capita che la superficie di una vecchia stampa o la pagina di un libro, presenti un danno abbastanza frequente, come può essere uno strappo. Naturalmente, prima che la situazione peggiori, occorre intervenire tempestivamente, procedendo in modo corretto, evitando ad esempio l’uso di nastro adesivo, la cui componente acida, rovinerebbe in modo irreversibile la stampa in questione.Per eseguire il nostro piccolo restauro occorrerà procurarsi della carta velina o carta giapponese, un paio di forbici, della colla per il restauro della carta tipo Tylose o Klucel, un paio di pennelli piatti n. 2 , una stecca in plastica o d’osso, una pinzetta in metallo, ed un foglio di carta siliconata  per evitare che la stampa rimanga incollata sul piano di lavoro. Alcuni di questi materiali sono facilmente reperibili, in quanto si possono acquistare nei negozi specializzati per il restauro della carta.Dopo aver diluito in acqua la colla, si stende sul piano da lavoro la carta siliconata e si tagliano due striscioline di carta giapponese o di carta velina, di cui una di essa viene collocata al di sotto della parte da restaurare. Dopo aver controllato che i due lembi lacerati coincidono perfettamente , con un pennello si prende una piccola dose di colla e si bagna la carta lungo lo strappo. Si sovrappone al taglio la seconda striscia di velina e coprendola momentaneamente con il foglio di carta siliconata, si esercita sulla velina una pressione, facendo passare la stecca d’osso.Dopo aver lasciato asciugare la colla, la carta velina in eccesso, può essere eliminata sfilacciandola con una pinzetta. Infine si ripassa il pennello umido di colla sullo strappo ricomposto, in modo da fissare le fibre di carta velina trattenute dalla colla nella fessura. Si esercita ancora una pressione sulla sutura dando il tempo alla colla d’asciugarsi, ripetendo la stessa operazione sul verso della stampa, che così restaurata può fare mostra di sé all’interno di una bella cornice.

(Articolo a cura di Loredana Rizzo)

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