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Giuseppe Tassi

Giuseppe Tassi

É morto John Fultz. Addio “Kociss” leggenda Virtus

John Fultz ci ha lasciato a 74 anni

É morto John Fultz. Addio “Kociss” leggenda Virtus

 

John Fultz con la maglia della Virtus Bologna

 

Kociss, un soprannome da gran capo indiano.
E quegli occhi magnetici, stretti in una fessura, che avremmo ritrovato qualche anno piu tardi in Richard Gere sugli schermi del cinema.
John Fultz non era un ‘American gigolo‘ ma certamente un rubacuori.
Con i lunghi capelli stretti da una fascia, le movenze morbide, il sangue Cherokee nelle vene e quel tiro micidiale che faceva sempre canestro nel cuore delle giovani tifose virtussine dei primi anni Settanta.
Fu proprio Kociss, chiamato a Bologna dal ‘generale’ Porelli (la qualifica di Avvocato gli stava un po’ stretta…) ad aprire la nuova era della Virtus dopo anni complicati e il brivido di una retrocessione sfiorata.
Con Fultz il Palasport tornò a riempirsi, a palpitare per la Virtus, a rivincere un trofeo (la Coppa Italia).
E il dualismo con un altro grande, Gary Schull, l’indimenticabile Barone della Fortitudo, accese la miccia di Basket City, ponendo le premesse di stagioni gloriose e di rivalità furibonde.
Nel 71-72 quell’infallibile cecchino americano vinse la classifica dei cannonieri con 655 punti e fini la sua opera di conquista dei cuori femminili e di tutto il popolo tifoso. Sedotto dal mondo hippy e dall’amore libero,
Kociss fu respinto dalla sua America ma per tre lunghe stagioni restò il beniamino della Bologna bianconera, il simbolo di una città dei canestri che voleva tornare a sognare in grande.
Da questo magico ombelico del mondo Fultz non si è mai più staccato.
E oggi Basketcity lo piange come un eroe da leggenda.

Di Giuseppe Tassi

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