INGAR KRAUSS. Pastorale

- DATA INIZIO: 03/05/2024

- DATA FINE: 20/07/2024

- LUOGO: TORINO – Quartz Studio

- INDIRIZZO: Via Giulia di Barolo 18/d

- TEL: +39 338-4290085

Ingar Kraus usa la macchina fotografica per restituire con realismo ciò che ci circonda

Quartz Studio di Torino ospita la mostra fotografica di INGAR KRAUSS. Pastorale, aperta la pubblico fino al 20 luglio

 

Quartz Studio di Torino ospita la mostra fotografica di INGAR KRAUSS. Pastorale, aperta la pubblico fino al 20 luglio
Installation view

 

Quartz Studio è uno spazio d’arte contemporanea fondato a Torino nel 2014, un piccolo spazio espositivo finanziato privatamente che lavora con gli artisti per aiutarli a visualizzare le loro idee.

Fino al 20 luglio 2024 Quartz Studio presenta Pastorale, la seconda mostra personale a Torino del fotografo tedesco Ingar Krauss (Berlino Est, 1965).

Krauss vive in una regione piuttosto remota della Germania dell’Est, vicino al fiume Oder, che separa la Germania dalla Polonia – un habitat rurale molto appartato.

Le caratteristiche peculiari del suo ambiente immediato sono la fonte delle sue immagini, tutte realizzate in un piccolo raggio intorno alla sua casa.

 Rivelano che l’artista è profondamente connesso con la natura che lo circonda, particolarmente interessato a un realismo che è magico in modo naturale, come incorporazione del meraviglioso e del perturbante nel quotidiano.

 L’enigma di come questo rapporto tra realtà e miracolo possa essere percepito attraverso un’immagine conduce al mistero delle forze trasformative che rendono un’immagine un’opera d’arte.

La mostra Pastorale richiama il particolare motivo delle arti visive che raffigura la vita dei pastori in una scena idilliaca di paesaggio rurale, come ideale di semplicità e tranquillità rurale, come immagini romantiche di vicinanza o ritorno alla natura.

Questo motivo di un “luogo di desiderio” per la vita semplice nella natura, che corrisponde all’idea del Giardino dell’Eden nel pensiero e nel sentimento religioso, riappare nelle fotografie di Ingar Krauss come uno scenario interiore onirico, personale e autoriflessivo, che si riferisce al rurale come metafora.

Ingar Krauss evita tutta la tecnologia digitale nel suo lavoro, difendendo la fotografia analogica come un processo alchemico in cui la creazione di una fotografia non è calcolata da programmi ma rimane controllata manualmente, determinando “l’apparenza” dell’immagine.

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