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Angelo Tabaro

ShareArt: un progetto innovativo di ENEA per misurare il gradimento di un’opera d’arte da parte del pubblico

Riesce a “misurare” il gradimento di un’opera d’arte

ShareArt: un progetto innovativo di ENEA per misurare il gradimento di un’opera d’arte da parte del pubblico

 

Maestro del Lume di Candela – San Sebastiano curato da Irene e dalle pie donne (XVII sec.)
Maestro del Lume di Candela – San Sebastiano curato da Irene e dalle pie donne (XVII sec.)

 

Uno dei quesiti che i curatori delle mostre si sono sempre posti, nel progettare, organizzare e allestire una mostra temporanea o permanente, è capire il comportamento del pubblico di fronte alle opere.

Quanto possono influire fattori esterni – come la luce, la collocazione nel percorso, l’abbinamento con altre opere – nel gradimento di un’opera oltre il valore intrinseco o l’immaginario collettivo collegato all’opera stessa?

Quello che poteva essere un i sogno sembra poter diventare realtà, attraverso un innovativo sistema informatico in fase di sperimentazione denominato ShareArt.

Questa sperimentazione si sta oggi realizzando attraverso un progetto di collaborazione tra l’Istituzione Musei di Bologna ed ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico.

Nella sua attività di ricerca ENEA ha dedicato attenzione anche a nuove tecnologie al servizio alla conoscenza, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio artistico e culturale quale componente non trascurabile dell’economia del Paese.

Utilizzando competenze avanzate, tecnologie innovative, strutture di prova complesse, elevata capacità di elaborazione ed interpretazione dei risultati ENEA ha sviluppato dal 2016 il progetto ShareArt, un programma che permette di “misurare il gradimento” di un’opera d’arte attraverso la condivisione di molteplici informazioni.

Un programma che non interroga i fruitori dell’opera, bensì opera monitorando la registrazione nel tempo di alcuni indicatori.

Una misura resa possibile dall’utilizzo delle nuove tecnologie e, più in particolare, da una tipica applicazione Big Data capace di ricavare informazioni esplorando grandi quantità di dati diversi.

Attraverso una telecamera, collegata all’opera d’arte, il sistema ShareArt rileva automaticamente i volti che guardano nella sua direzione acquisendo, contestualmente, una serie di informazioni relative al comportamento nell’osservazione delle opere.

Una molteplicità di dati come, ad esempio, il percorso compiuto per avvicinarsi all’opera, il numero di persone che l’hanno osservata, il tempo e la distanza di osservazione, il genere, la classe di età e lo stato d’animo dei visitatori che osservano e altro ancora, entra in gioco per misurare il gradimento.

L’applicazione al mondo dell’arte di questo sistema, che cambiando la prospettiva rivolge la telecamera dall’opera verso il pubblico in modo che rilevi i volti che la osservano all’interno di un percorso museale, in una mostra temporanea, in una galleria o in un sito archeologico, consente di monitorare, tramite la generazione di dati oggettivi, il gradimento e la fruizione da parte dell’osservatore dell’opera e degli spazi antistanti la stessa”

Quello che è interessante di questo sistema è che, a differenza di altri metodi di monitoraggio del pubblico dei musei, ShareArt non richiede alcuna attività da parte del visitatore né dispositivi da indossare che, agendo sul suo comportamento naturale, influenzerebbero i dati raccolti alterandoli.

Inoltre, la tecnologia impiegata è compatibile con il regolamento GDPR sul rispetto della privacy perché non acquisisce né memorizza dati associabili a una persona fisica o che ne indichino la posizione geografica.

Per l’avvio del progetto a Bologna sono state individuate le Collezioni Comunali d’Arte situate al secondo piano di Palazzo d’Accursio.

La sperimentazione si rivolge quindi a un ricco e variegato patrimonio di dipinti, sculture, mobili, arredi e suppellettili sedimentatosi nel tempo grazie a successive donazioni di magistrature cittadine e collezioni private.

I primi dispositivi, installati all’interno del percorso espositivo nel luglio 2020, hanno permesso di strutturare una più estesa rete di monitoraggio che, a pieno regime, andrà ad interessare complessivamente 20 opere dello stesso museo.

Con tale numero significativo di 20 dispositivi, uno per ogni opera selezionata, si potranno raccogliere dati sufficienti per valutare oggettivamente il comportamento dei visitatori. L’impiego di algoritmi Big Data consentirà l’estrazione di informazioni significative mettendo in relazione la fruizione delle opere con caratteristiche dei visitatori.

I risultati di questo monitoraggio potranno offrire all’Istituzione museale  ed espositiva l’opportunità di incrementare, sia sul piano quantitativo che qualitativo, le attività di raccolta dati e analisi del pubblico negli ambiti di interesse della percezione e dell’interazione verso i propri spazi e percorsi, confermando l’apertura verso gli approcci più innovativi offerti dalle tecnologie digitali in un costante orientamento al visitatore, all’accessibilità degli spazi espositivi e al miglioramento del racconto museale.

Attendiamo quindi i risultati della sperimentazione di Bologna per rendere partecipi del progetto tante altre istituzioni culturali pubbliche e private e rendere ShareArt un patrimonio comune condiviso da quanti operano nel nostro Paese per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Per maggiori informazioni:

Giuseppe Marghella, ENEA – Laboratorio Tecnologie per la Dinamica delle Strutture e la Prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, giuseppe.marghella@enea.it

Video progetto ‘Share Art’ con particolare dell’alert anti Covid

 

 

Focus cultura è la nuova sezione di Pikasus ArteNews che invita alla riflessione sul valore dell’arte, in tutte le forme espressive del pensiero e della creatività umana. Focus indaga il ruolo e il contributo fondamentale dell’arte per uno sviluppo equilibrato, sostenibile e “umano” della società. Le materie saranno le più varie, dalla presentazione di riviste specializzate anche di nicchia, alla recensione di libri, ad ogni altra iniziativa che nasca da donne e uomini creativi ispirati e capaci di formulare ipotesi coraggiose per il bene comune

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