XILOGRAFE

- DATA INIZIO: 17/10/2026

- DATA FINE: 10/01/2027

- LUOGO: Museo Civico di Crema e del Cremasco, Crema

- INDIRIZZO: Piazzetta Winifred Terni de' Gregorj 5, 26103 Crema CR

- TEL: 0373 894486 – 894481

- SITO WEB: culturacrema.it

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Inaugurazione sabato 17 ottobre 2026 alle ore 17.30. Orari: lunedì chiuso; martedì 14.30–17.30; da mercoledì a venerdì 10.00–12.00 e 14.30–17.30; sabato, domenica e festivi 10.00–12.00 e 15.30–18.30. Ingresso gratuito, senza prenotazione. La mostra è accompagnata da un catalogo delle Edizioni Museo Civico Crema.

- NOTE AGGIUNTIVE: Mostra a cura di Edoardo Fontana, con Chiara Degetto, Livia Fasolo e Silvia Scaravaggi, prodotta dal Museo Civico di Crema e del Cremasco e promossa dal Comune di Crema, Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Pari Opportunità. Il percorso ricostruisce il contributo delle artiste alla xilografia tra la seconda metà dell'Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, con opere provenienti da collezioni e biblioteche italiane ed europee.

Xilografe: le artiste dell’incisione su legno a Crema

Xilografia in bianco e nero di Norah Borges, «La Verónica», 1918: figure stilizzate dai tratti espressionisti, con titolo e firma a matita in basso.
Norah Borges, La Verónica, 1918, xilografia. Collezione RES, courtesy Galerie St-John, Ghent

Per lungo tempo si è pensato che intagliare il legno fosse mestiere da uomini. La forza del braccio, la durezza della materia, i coltelli: tutto sembrava escludere le donne. «Xilografe», al Museo Civico di Crema e del Cremasco dal 17 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, racconta invece le artiste che tra Otto e Novecento fecero dell’incisione su legno il centro della propria ricerca. La mostra è curata da Edoardo Fontana.

Xilografe a Crema: un’arte considerata maschile

A lungo la xilografia fu ritenuta cosa da uomini. L’intaglio chiamava in causa la forza fisica, oltre all’abilità tecnica, e questo bastava a tenere le donne ai margini. La svolta arrivò con l’incisione su legno di testa, che superava la durezza della lavorazione a sgorbia: il bulino e la ciappola vennero allora accostati, con un rovesciamento significativo, alla «grazia femminile». Considerata arte minore e vicina all’artigianato, la xilografia si insegnava nelle scuole di arti e mestieri, più aperte alle donne di quanto non fossero le Accademie. Fu proprio quella marginalità a offrire un varco. Ben prima dell’Ottocento, del resto, avevano inciso figure come Veronica Fontana, allieva di Elisabetta Sirani, spesso attive in botteghe dirette da padri, mariti e fratelli.

Xilografia in bianco e nero di Annabel Kidston: una sirena stringe due bambini tra le alghe di un fondale marino, frontespizio per «The Forsaken Merman» di Matthew Arnold, 1927.
Annabel Kidston, frontespizio xilografico di Matthew Arnold, The Forsaken Merman and The Scholar Gipsy, London, The Bodley Head, 1927. Collezione privata, Milano

Il fiorire internazionale

Con l’emancipazione il fenomeno crebbe e travalicò i confini. In Germania Käthe Kollwitz diede all’incisione una forte carica sociale, rivendicando nel lavoro d’artista un valore non inferiore a quello della maternità. Gabriele Münter, anch’ella tedesca, portò nel legno la propria intuizione espressionista, arrivando a influenzare Vasilij Kandinskij e ad anticipare i temi dell’astrattismo. A Vienna, tra Secessione e Wiener Werkstätte, incisero Elena Luksch-Makowsky, Broncia Koller-Pinell e Marianne Hitschmann-Steinberger, presenti anche sulla rivista «Ver Sacrum». In Inghilterra Gwendolen Raverat e Clare Leighton rinnovarono l’illustrazione del libro. Attorno a Claude Flight e alla Grosvenor School di Londra si raccolse un gruppo di sperimentatrici del linoleum a più matrici, tra cui Sybil Andrews ed Eileen Mayo. Da una xilografia della scozzese Annabel Kidston proviene l’immagine guida della mostra.

Le italiane e uno sguardo oltre l’Europa

Anche l’Italia della rinascita grafica ebbe le sue protagoniste: Emma Dessau Goitein, Irma Pavone Grotta, Mimì Buzzacchi Quilici e diverse allieve di Adolfo De Carolis. A Milano, nei primi anni del secolo, Anna Beatrice D’Anna, Rosa Menni e Gemma Pero aprirono uno studio comune dove incidevano, illustravano libri e insegnavano disegno, ricevendo critici come Roberto Longhi e Vittorio Pica. Di Gemma Pero la mostra presenta anche una raccolta di legni, talvolta incisi fronte-retro, che ne rivelano la vena scultorea. Lo sguardo si spinge poi fino al Giappone, dove nelle case editrici tradizionali lavorarono incisore e illustratrici come Kawanabe Kyosui, formatasi alla bottega del padre. Tra le presenze più singolari c’è Norah Borges, sorella dello scrittore argentino.

Xilografia a colori di Gwen Raverat: una tigre avanza tra alte canne, con figure raccolte attorno a un fuoco e alberi rossi e ocra sullo sfondo, illustrazione per «The Bird Talisman», 1934.
Gwen Raverat, xilografia a colori per Henry Allen Wegwood, The Bird Talisman. An Eastern Tale, London, Faber and Faber, 1934. Collezione privata, Milano

Un secolo che si chiude

Il periodo scelto va dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento, gli anni in cui l’artista donna divenne una professionista e scelse anche questo linguaggio. Poi la grafica perse vigore tra le due guerre e quasi si spense nel dopoguerra, prima di tornare a interessare, in tempi recenti, chi incide. Resta la forza di certe testimonianze. Tra le più dure, la cartella di Regina Lichter-Liron: scene in un bianco e nero tagliente che restituiscono, viste da chi le ha attraversate, la realtà dei campi di concentramento.

FAQ

Dove e quando si può visitare la mostra «Xilografe»?

Al Museo Civico di Crema e del Cremasco, in piazzetta Winifred Terni de’ Gregorj 5, dal 17 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.

Quanto costa il biglietto?

L’ingresso è gratuito e non richiede prenotazione.

Di che cosa parla la mostra?

Ricostruisce il contributo delle artiste alla xilografia tra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, in Italia e in Europa, con incursioni fino al Giappone.

Chi cura «Xilografe»?

Edoardo Fontana, con la collaborazione di Chiara Degetto, Livia Fasolo e Silvia Scaravaggi. La mostra è accompagnata da un catalogo delle Edizioni Museo Civico Crema.


A cura della redazione di Pikasus ArteNews
Pubblicato il 3 agosto 2026

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