William Kentridge

- DATA INIZIO: 03/07/2026

- DATA FINE: 05/09/2026

- LUOGO: Villa Rufolo / Ravello Festival

- INDIRIZZO: Piazza Duomo, 84010 Ravello SA

- TEL: +39 089 857621; +39 089 858360

- SITO WEB: villarufolo.com; fondazioneravello.com

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Mostra realizzata dalla Fondazione Ravello in collaborazione con Galleria Lia Rumma, nell’ambito della 74ª edizione del Ravello Festival. Inaugurazione: venerdì 3 luglio 2026, ore 18.30. Incontro con Bartolomeo Pietromarchi: venerdì 3 luglio 2026, ore 17.00, Palazzo Avino, ingresso libero fino a esaurimento posti. Orari Villa Rufolo: tutti i giorni 9.00-20.00, ultimo ingresso 19.30. Biglietti Villa Rufolo: intero 8,00 euro; gruppi da 15 persone 7,00 euro; over 65 e bambini 5-12 anni 6,00 euro. Biglietti acquistabili solo in loco. Durante il Ravello Festival l’orario di chiusura del complesso monumentale potrebbe subire variazioni.

- NOTE AGGIUNTIVE: La mostra William Kentridge presenta opere di uno degli artisti contemporanei più riconosciuti a livello internazionale, per il quale musica, teatro, parola e immagine fanno parte di un unico processo creativo. Il percorso si sviluppa tra le sale di Villa Rufolo, il giardino ottocentesco progettato da Francis Nevile Reid e gli spazi esterni affacciati sulla Costiera Amalfitana, con disegni, video, installazioni e sculture in dialogo con architettura, paesaggio e dimensione scenica.

INDICE

William Kentridge a Ravello

 

William Kentridge in mostra a Villa Rufolo
WIKE-1024
William Kentridge
Fugitive words, 2024
Video HD a canale singolo
8:33 minutes
Edizione di 9
© William Kentridge
Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano | Napoli

 

Dal 3 luglio al 5 settembre 2026, William Kentridge a Ravello porta a Villa Rufolo una mostra dedicata a uno dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Il progetto, realizzato dalla Fondazione Ravello in collaborazione con Galleria Lia Rumma, si inserisce nella 74ª edizione del Ravello Festival e costruisce un dialogo tra disegno, musica, teatro, parola, paesaggio e spazio scenico.

La ricerca di Kentridge intreccia storia, politica, letteratura, filosofia, opera, musica e teatro, mantenendo sempre aperto uno spazio di dubbio, ambiguità e contraddizione. A Villa Rufolo, questo universo trova una cornice particolarmente adatta: un luogo in cui architettura, giardino e panorama mediterraneo diventano parte dell’esperienza visiva.

Una mostra nel cuore del Ravello Festival

Il Ravello Festival nasce nel 1953 e nel 2026 raggiunge la sua 74ª edizione. Da sempre legato alla musica, al paesaggio e alla memoria europea della Costiera Amalfitana, il Festival conferma anche quest’anno la relazione tra arti visive e dimensione sonora.

La mostra di William Kentridge si inserisce proprio in questa linea. Non è un progetto laterale rispetto al Festival, ma un’estensione naturale del suo spirito: Kentridge è infatti un artista per il quale musica, teatro e immagine non sono linguaggi separati, ma parti di un unico processo creativo.

Il segno come azione

Uno degli aspetti centrali della ricerca di Kentridge è il modo in cui il disegno viene inteso non come immagine fissa, ma come azione. Il segno nasce, viene cancellato, ritorna, si trasforma, lascia tracce e diventa sequenza.

Nei suoi lavori, il disegno è spesso legato al tempo. Non resta immobile sulla carta, ma assume una dimensione ritmica e performativa. Può diventare animazione, voce, partitura visiva, gesto teatrale. Questa idea attraversa l’intera mostra e permette di leggere le opere come frammenti di un grande teatro mentale.

Villa Rufolo come spazio scenico

Il percorso espositivo si sviluppa tra gli spazi interni di Villa Rufolo e il giardino progettato nel XIX secolo da Francis Nevile Reid. Questa articolazione è importante perché permette alle opere di muoversi tra interno ed esterno, tra architettura e paesaggio.

Villa Rufolo non è solo sede della mostra. Diventa scena. Le sale, i giardini, le terrazze e gli affacci sul mare costruiscono un ambiente in cui le opere possono risuonare con la storia del luogo e con la profondità naturale della Costiera Amalfitana.

Disegno, suono, parola e teatro

In tutta la ricerca di William Kentridge, il rapporto tra disegno, suono, parola, musica, opera e teatro è fondamentale. Le immagini non raccontano mai una storia in modo lineare. Procedono per frammenti, apparizioni, cancellazioni, stratificazioni e ritorni.

Le parole appaiono, si disperdono, si ricompongono. Il significato resta provvisorio, mobile, affidato al ritmo delle immagini e della musica. È proprio questa instabilità a rendere il lavoro di Kentridge così riconoscibile: nulla è mai completamente chiuso, tutto resta in trasformazione.

William Kentridge in mostra a Villa Rufolo a Ravello (Salerno)
WIKE-071
William Kentridge
Theatre Drawing II (La Fenice Theatre), 2008
Acquerello su carta
80 × 120 cm (senza cornice)
91 × 120 × 6 cm (con cornice)
© William Kentridge
Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano | Napoli

Preparing the Flute

Tra le opere presenti nel percorso, Preparing the Flute del 2005 introduce uno dei nuclei più significativi della mostra: il teatro come spazio mentale, visivo e politico.

L’opera è una video-proiezione su un modello in miniatura di un teatrino, collegata alla rilettura che Kentridge ha realizzato de Il flauto magico di Mozart. Il piccolo palcoscenico diventa luogo di proiezioni, figure e apparizioni, in cui l’immaginario illuminista dell’opera mozartiana si confronta con storia coloniale, conoscenza, potere e ambiguità della visione.

L’opera appartiene alla Collezione MAXXI di Roma e riproduce in scala ridotta l’interno di un teatro che rimanda alla produzione di Kentridge per La Monnaie/De Munt Opera di Bruxelles, poi ripresa al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro alla Scala di Milano.

Il teatro come spazio mentale

Per Kentridge il teatro non è soltanto luogo della rappresentazione. È un dispositivo del pensiero. Dentro la scena possono convivere storia, memoria, propaganda, poesia, satira, musica e immagine.

Il palcoscenico diventa uno spazio in cui le idee prendono corpo senza fissarsi definitivamente. Le figure appaiono e scompaiono, i testi si frammentano, le ombre generano nuove immagini. Il teatro permette all’artista di mantenere aperta la complessità del reale, senza ridurla a una sola interpretazione.

Theatre Drawing e la memoria della scena

Il rapporto con il teatro ritorna anche nei lavori legati a Theatre Drawing, come Theatre Drawing I (La Fenice Theatre) del 2008. Qui il disegno si collega all’architettura teatrale e alla memoria della scena.

Il teatro non è soltanto un edificio, ma un luogo di stratificazione. Conserva storie, voci, apparizioni, incendi, ricostruzioni e trasformazioni. Nel lavoro di Kentridge, lo spazio teatrale diventa immagine della memoria: qualcosa che si compone per sovrapposizioni e cancellazioni.

Sibyl e la fragilità del linguaggio

Nell’opera video Sibyl del 2020, legata al più ampio progetto Waiting for the Sibyl, Kentridge rilegge la figura della Sibilla come emblema dell’enigma, del destino e della fragilità del linguaggio.

Le parole si muovono, si disperdono, si ricompongono. Il senso non arriva mai come verità definitiva, ma come possibilità instabile. La Sibilla diventa così figura del nostro rapporto con il futuro: desideriamo risposte, ma riceviamo frammenti, segnali, formule ambigue.

Mayakovsky Diorama

Tra le opere più recenti compare anche Mayakovsky Diorama del 2025, in cui la forma del diorama e l’illusione ottica del teatro d’ombre si intrecciano con la figura di Vladimir Mayakovsky e con l’eredità delle avanguardie storiche.

L’opera mette in relazione poesia, politica, satira, memoria e movimento. Anche in questo caso, Kentridge costruisce un teatro della mente, dove il passato non viene ricostruito in modo lineare, ma riattivato attraverso immagini, testi, ombre e frammenti.

Paper Procession nei giardini

Il percorso prosegue negli spazi esterni, nei giardini e sulle terrazze di Villa Rufolo. Qui sculture dalle silhouette antropomorfe, come Paper Procession del 2023, entrano in dialogo con l’architettura della villa e con il paesaggio circostante.

Negli spazi aperti, il segno diventa corpo nello spazio. La processione non è più soltanto disegno o immagine in movimento, ma presenza fisica. Le figure si stagliano nella luce, incontrano il cielo, il mare, la pietra e la vegetazione.

Il paesaggio come parte dell’opera

A Ravello, il paesaggio non è un fondale neutro. Le terrazze, il mare, il profilo della costa e la luce mediterranea partecipano alla costruzione dell’esperienza espositiva.

Le opere di Kentridge, spesso legate a storia, memoria e teatro, acquistano in questo contesto una nuova apertura. La dimensione scenica non si chiude dentro la sala, ma si espande verso il paesaggio. Il visitatore attraversa un percorso in cui immagine, architettura e natura si riflettono continuamente.

Storia, politica e ambiguità

La ricerca di William Kentridge è profondamente segnata dalla storia politica del Sudafrica, dall’apartheid, dalla memoria coloniale e dalle contraddizioni del potere. Tuttavia, le sue opere non funzionano mai come spiegazioni didascaliche.

L’artista lavora sull’ambiguità. Preferisce mostrare conflitti, paradossi, errori, fallimenti, illusioni e frammenti di verità. Il dubbio è parte integrante del suo linguaggio. Le immagini non chiudono il discorso, ma aprono domande.

Apparizione e cancellazione

Uno dei procedimenti più noti di Kentridge è il disegno animato attraverso cancellazioni successive. L’immagine viene modificata, cancellata, ridisegnata; ciò che resta sulla carta conserva la memoria dei passaggi precedenti.

Questo processo è anche una metafora della storia. Nulla scompare del tutto. Ogni cancellazione lascia una traccia. Ogni immagine contiene i resti di ciò che è stato prima. A Villa Rufolo, questa poetica dialoga con un luogo che a sua volta è fatto di stratificazioni storiche, architettoniche e paesaggistiche.

Musica e immagine

Il legame tra musica e immagine è particolarmente importante nel contesto del Ravello Festival. Kentridge ha lavorato a lungo con l’opera, il teatro musicale e la dimensione sonora. Nei suoi progetti, il suono non accompagna semplicemente l’immagine: ne modifica il ritmo e il significato.

La musica introduce tempo, attesa, ripetizione, accelerazione, sospensione. In questo senso, la mostra non va letta solo con lo sguardo. Invita anche a percepire le opere come partiture visive, costruite attraverso pause, ritorni, variazioni e movimenti.

Ravello, Wagner e la memoria europea

Ravello è una città profondamente legata alla storia della musica e alla memoria di Richard Wagner. La tradizione del Festival nasce anche da questo immaginario: un incontro tra paesaggio mediterraneo, cultura europea e ascolto.

Presentare Kentridge in questo contesto significa inserire la sua ricerca dentro una storia più ampia del rapporto tra arti visive, teatro e musica. L’artista sudafricano porta però una visione contemporanea e critica, capace di interrogare le eredità culturali senza trasformarle in pura celebrazione.

Il catalogo della mostra

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato per l’occasione, con un’introduzione del presidente del Festival Alessio Vlad e un testo critico di Bartolomeo Pietromarchi.

Il volume approfondisce il rapporto tra disegno, musica, teatro, parola e spazio scenico che attraversa l’intera ricerca di Kentridge, offrendo una chiave di lettura per il percorso realizzato a Villa Rufolo.

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