Oli essenziali e animali domestici: cosa sapere prima di accendere il diffusore

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Oli essenziali e animali domestici: rischi e precauzioni

 

Diffusore di oli essenziali in una casa con animali domestici

 

Un diffusore acceso in salotto, poche gocce profumate e una fragranza che si sparge nella stanza. Oli essenziali e animali domestici, però, non sono sempre una combinazione priva di rischi: quando in casa vivono cani, gatti, uccelli o altri piccoli animali, è importante conoscere alcune precauzioni prima di utilizzare questi prodotti.

Naturale, infatti, non significa automaticamente innocuo. Gli oli essenziali sono sostanze molto concentrate e la loro sicurezza non dipende soltanto dalla pianta da cui provengono. Contano anche la quantità utilizzata, la formulazione del prodotto, il tipo di diffusore, la ventilazione della stanza, la durata dell’esposizione e le condizioni di salute dell’animale.

Non tutte le esposizioni causano un’intossicazione, ma accendere il diffusore senza considerare chi condivide gli ambienti domestici può esporre gli animali a un rischio evitabile.

Non tutti i diffusori funzionano allo stesso modo

La prima distinzione riguarda il modo in cui la fragranza viene dispersa nell’ambiente.

I diffusori passivi, come quelli con bastoncini, le pietre porose o alcuni bruciatori, favoriscono soprattutto l’evaporazione delle sostanze aromatiche. Se il contenitore rimane integro e fuori dalla portata dell’animale, il problema principale è rappresentato dalla possibile irritazione delle vie respiratorie. Il rischio aumenta notevolmente se il liquido viene rovesciato, leccato o finisce sul pelo e sulla pelle.

I diffusori attivi, tra cui quelli ultrasonici e i nebulizzatori, disperdono invece nell’aria minuscole goccioline o particelle. L’animale può inalarle, ma le particelle possono anche depositarsi sul mantello o sulle piume. Nel gatto, che dedica molto tempo alla pulizia del corpo, ciò può trasformare un’esposizione ambientale anche in un’ingestione durante il grooming.

Questo non significa che ogni diffusore attivo provochi necessariamente un avvelenamento. Indica, però, che la modalità di esposizione è più complessa rispetto alla semplice percezione di un odore.

Gatti, cani e uccelli non sono ugualmente sensibili

La reazione agli oli essenziali può cambiare molto da una specie all’altra.

Gatti

I gatti sono considerati particolarmente vulnerabili perché metabolizzano con maggiore difficoltà alcune sostanze presenti negli oli essenziali. A questo si aggiunge l’abitudine di leccarsi frequentemente: eventuali residui depositati sul pelo possono essere ingeriti.

Gattini molto giovani e gatti con problemi epatici o respiratori richiedono una prudenza ancora maggiore. Non bisogna mai applicare un olio essenziale concentrato direttamente sul mantello, sulla pelle, sulle zampe o vicino al muso, né aggiungerlo al cibo o all’acqua.

Cani

Anche i cani possono sviluppare reazioni avverse in seguito all’inalazione, all’ingestione o al contatto cutaneo. Il rischio dipende dall’olio, dalla concentrazione e dalla quantità assorbita.

Cuccioli, cani con patologie epatiche e animali con allergie respiratorie, bronchite cronica o altri disturbi delle vie respiratorie possono essere più sensibili. Una fragranza percepita come leggera dalle persone può inoltre risultare molto intensa e sgradevole per un animale dotato di un olfatto particolarmente sviluppato.

Uccelli

In presenza di uccelli domestici la raccomandazione deve essere più prudente. Il loro apparato respiratorio è molto sensibile ai vapori, alle fragranze e alle particelle aerosolizzate.

Per questo, quando in casa vivono uccelli domestici, la scelta più prudente è evitare l’uso dei diffusori di oli essenziali. Spostare la gabbia all’interno dello stesso ambiente non elimina infatti l’esposizione alle sostanze disperse nell’aria.

Anche per conigli, criceti, porcellini d’India e altri piccoli mammiferi è opportuno evitare esposizioni dirette e chiedere consiglio al veterinario prima di utilizzare sostanze profumate negli spazi in cui vivono.

 

Uccello domestico in un ambiente luminoso e ben ventilato

 

Esistono oli essenziali sicuri per tutti gli animali?

Una lista universale di oli completamente sicuri per ogni animale, concentrazione e modalità di utilizzo non esiste.

Tra gli oli più frequentemente indicati dalle fonti veterinarie come problematici per cani o gatti compaiono:

  • tea tree o melaleuca;
  • cannella;
  • eucalipto;
  • mentuccia o pennyroyal;
  • menta piperita;
  • pino;
  • betulla dolce;
  • wintergreen;
  • agrumi;
  • ylang-ylang.

L’elenco non è completo e non significa che tutti questi oli producano gli stessi effetti o siano pericolosi nelle medesime quantità. Il rischio cambia anche in base alla purezza, alla diluizione e agli altri ingredienti contenuti nel prodotto.

Per la stessa ragione, definizioni commerciali come “naturale”, “puro”, “biologico” o “adatto all’aromaterapia” non garantiscono automaticamente che un olio sia indicato in una casa con animali.

Particolare cautela richiedono le miscele: conoscere il nome della fragranza non basta, perché il prodotto può contenere diversi oli e sostanze aggiuntive.

 

Persona che controlla l’etichetta di un olio essenziale prima di usare il diffusore

 

Prima di accendere il diffusore

Quando in casa vivono cani o gatti sani, un utilizzo breve e occasionale in una stanza alla quale l’animale non può accedere presenta un rischio diverso rispetto a una diffusione continua nello spazio in cui dorme, mangia o trascorre gran parte della giornata. Non può tuttavia essere considerato privo di rischi in assoluto.

Prima di utilizzare oli essenziali in una casa condivisa con animali domestici è opportuno:

  • controllare l’elenco completo degli ingredienti;
  • non utilizzare oli o miscele di composizione poco chiara;
  • sistemare il diffusore in un punto stabile e irraggiungibile;
  • tenere l’animale fuori dalla stanza durante il funzionamento;
  • limitare la diffusione a periodi brevi;
  • arieggiare accuratamente il locale prima di far rientrare l’animale;
  • interrompere immediatamente l’uso se compaiono tosse, agitazione, fastidio o cambiamenti nel comportamento.

Le indicazioni veterinarie raccomandano di limitare il funzionamento a periodi brevi. Anche un utilizzo occasionale, tuttavia, non costituisce una garanzia di sicurezza valida per ogni prodotto e per ogni animale.

In presenza di uccelli o di animali con asma, bronchite cronica, allergie respiratorie o altre patologie, la scelta più prudente è evitare il diffusore e confrontarsi con il veterinario.

Il rischio maggiore può essere il contatto diretto

Accanto all’inalazione, non bisogna sottovalutare la possibilità che il flacone o il diffusore vengano rovesciati.

Gli oli essenziali possono essere assorbiti attraverso la pelle e le mucose. Un animale che si sporca il pelo tenderà inoltre a leccarsi, aumentando la quantità ingerita. Anche poche leccate possono essere problematiche quando il prodotto è molto concentrato o contiene sostanze particolarmente irritanti.

I flaconi devono quindi essere conservati chiusi, lontano da zampe, becchi e musi curiosi. Non vanno lasciati su comodini bassi, tavolini instabili o accanto alle cucce.

Gli oli essenziali non dovrebbero neppure essere utilizzati come antiparassitari, calmanti o rimedi per la pelle senza una precisa indicazione veterinaria. Un prodotto di origine vegetale non sostituisce automaticamente un trattamento formulato e dosato per la specie animale.

I segnali da non ignorare

I sintomi possono comparire da pochi minuti a diverse ore dopo l’esposizione e dipendono dall’olio, dalla concentrazione e dalla via attraverso la quale è entrato in contatto con l’organismo.

Tra i segnali possibili rientrano:

  • lacrimazione o secrezione nasale;
  • tosse, respiro rapido, rumoroso o affannoso;
  • salivazione abbondante;
  • nausea o vomito;
  • debolezza e sonnolenza insolita;
  • difficoltà a camminare o perdita di coordinazione;
  • tremori;
  • irritazione della bocca o della pelle;
  • tendenza a strofinare il muso con le zampe.

Nei casi più seri possono comparire convulsioni, difficoltà respiratorie importanti e alterazioni della funzionalità epatica o renale.

Non è necessario attendere che i sintomi diventino gravi. Se l’animale mostra difficoltà respiratorie, tremori, marcata debolezza o problemi di equilibrio, occorre contattare subito il veterinario o un pronto soccorso veterinario.

Cosa fare in caso di esposizione

Se si sospetta una reazione al diffusore, bisogna spegnerlo e portare l’animale in un ambiente con aria pulita, senza sottoporlo a ulteriori profumazioni.

Se il liquido è finito sul pelo o sulla pelle, è importante impedire che l’animale si lecchi e chiedere immediatamente al veterinario come procedere con la decontaminazione.

Non bisogna provocare il vomito né somministrare latte, olio, carbone attivo o altri rimedi domestici senza indicazione professionale.

Per affrontare con maggiore preparazione gli incidenti domestici può essere utile organizzare anche un kit di primo soccorso per cani e gatti.

Alcune sostanze oleose, se rigurgitate e aspirate nelle vie respiratorie, possono aggravare la situazione.

Quando si contatta il veterinario è utile avere a disposizione:

  • il flacone o la confezione;
  • il nome esatto del prodotto;
  • l’elenco degli ingredienti;
  • una stima della quantità utilizzata o versata;
  • l’orario della possibile esposizione.

Una fotografia nitida dell’etichetta può aiutare il professionista a valutare più rapidamente il rischio.

Una casa profumata deve restare confortevole anche per gli animali

Possedere un cane o un gatto non comporta necessariamente l’eliminazione automatica di ogni diffusore dalla casa. Significa, però, rinunciare all’idea che un prodotto naturale sia innocuo per definizione e adottare un utilizzo più consapevole.

L’animale non dovrebbe essere costretto a respirare continuamente una fragranza, né avere accesso al liquido concentrato. In presenza di uccelli o di patologie respiratorie, evitare la diffusione rimane la scelta più prudente.

Prima di accendere il dispositivo vale quindi la pena controllare cosa contiene, dove verrà utilizzato e chi condivide quella stanza. Una precauzione semplice può evitare che un gesto pensato per rendere più piacevole l’ambiente diventi una fonte di disagio o di pericolo.

Per rendere più sicuri gli ambienti condivisi, ricordiamo inoltre che è utile controllare anche quali piante pet-friendly scegliere per la casa.

 

A cura della Redazione di Pikasus ArteNews – Sezione “Vita a quattro zampe e non solo”

Autore Eleonora Dorigo

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