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Toggle“Ozempic” per i gatti? Cosa sappiamo davvero dei nuovi farmaci contro l’obesità felina
Dopo il successo dei farmaci GLP-1 nella medicina umana, la ricerca sta guardando anche agli animali da compagnia. Nel 2026 diversi farmaci GLP-1 per gatti destinati allo studio dell’obesità felina sono entrati in una fase di sviluppo più concreta: ci sono candidati già arrivati a studi con oltre cento animali, sperimentazioni cliniche su gatti di proprietà e almeno un programma che ha avviato un percorso di registrazione in Cina.
Da qui è nata una definizione tanto efficace quanto fuorviante: “Ozempic per gatti”.
In realtà, oggi non esiste un Ozempic veterinario normalmente disponibile in Italia per far dimagrire il proprio animale. Ozempic è il nome commerciale di un medicinale per uso umano a base di semaglutide, autorizzato nell’Unione europea per il trattamento degli adulti con diabete di tipo 2. I candidati studiati nei gatti appartengono alla stessa grande area della farmacologia metabolica, ma sono prodotti differenti e si trovano ancora lungo il percorso di sperimentazione o valutazione regolatoria.
La novità, quindi, è reale. Ma è diversa da quella suggerita dai titoli più facili: la ricerca veterinaria sta cercando di capire se alcuni dei meccanismi che hanno cambiato il trattamento dell’obesità nell’uomo possano diventare utili anche per i gatti.
Perché si studiano i farmaci GLP-1 per gatti
L’eccesso di peso nei gatti non è soltanto una questione estetica.
Gli studi veterinari associano sovrappeso e obesità a una maggiore probabilità di diversi problemi di salute e a possibili ripercussioni sulla mobilità e sulla qualità della vita. Le percentuali cambiano molto a seconda del Paese, dell’età degli animali e del metodo utilizzato per valutarne la condizione corporea, ma il fenomeno è tutt’altro che marginale.
Un ampio studio pubblicato nel 2025, basato sui dati di oltre 1,3 milioni di gatti visitati in strutture veterinarie statunitensi, ha rilevato una condizione di sovrappeso o obesità in quasi il 40% dei gatti classificati come giovani adulti, con percentuali ancora più elevate nelle categorie adulte e mature.
Il problema è anche pratico. La gestione del peso si basa innanzitutto sull’alimentazione, sul controllo delle calorie, sull’attività e sul monitoraggio veterinario. Nella vita quotidiana, però, raggiungere e mantenere il peso ideale può essere difficile.
È proprio qui che si inserisce l’interesse verso farmaci capaci di intervenire sui meccanismi che regolano appetito, sazietà e metabolismo.

Cosa sono i farmaci GLP-1
Il GLP-1, o glucagon-like peptide-1, è un ormone coinvolto nella regolazione della glicemia e dell’assunzione di cibo.
I farmaci che ne imitano o ne potenziano l’azione possono influenzare diversi processi metabolici, tra cui la secrezione di insulina, il rilascio di glucagone, lo svuotamento gastrico e i segnali di sazietà.
È un campo diventato molto conosciuto grazie ai medicinali utilizzati nell’uomo. Questo non significa, però, che un farmaco umano possa essere semplicemente trasferito a un gatto cambiando la dose.
I candidati oggi in sviluppo veterinario vengono valutati specificamente negli animali e devono dimostrare efficacia, sicurezza, corretta posologia e modalità di somministrazione prima di poter arrivare alla pratica clinica.
HDM7006: i dati più avanzati presentati nel 2026
Uno dei programmi che ha attirato maggiore attenzione è HDM7006, un agonista a lunga durata che agisce su due bersagli, i recettori GLP-1 e GIP.
I risultati sono stati presentati il 12 giugno 2026 all’ACVIM Forum, il congresso dell’American College of Veterinary Internal Medicine.
Il programma comprendeva una prima fase su 48 gatti adulti e successive sperimentazioni su gatti con obesità: 133 animali nella fase II e 128 nella fase III.
Nelle fasi dedicate alla perdita di peso, il farmaco veniva somministrato per via sottocutanea una volta alla settimana per sei settimane consecutive.
I dati presentati indicano un effetto crescente con l’aumentare della dose. Al termine dei 42 giorni, nella fase II la diminuzione media del peso era pari a circa il 4,5%, l’8% e il 12,4% nei tre gruppi trattati, mentre nel gruppo placebo la variazione era minima.
Nella fase III, il gruppo trattato con la dose selezionata ha registrato una diminuzione media del peso del 9,26%, mentre nel gruppo placebo il peso è aumentato mediamente del 3,67%.
Tra gli eventi avversi riportati nell’abstract figuravano soprattutto episodi transitori di vomito e una riduzione dell’assunzione di cibo legata alla dose.
Sono risultati importanti, soprattutto per il numero di animali coinvolti rispetto alle precedenti ricerche sui farmaci GLP-1 per gatti. Vanno però letti per quello che sono: dati presentati a un congresso scientifico dal gruppo che sviluppa il farmaco. Al momento della verifica non risultava disponibile una pubblicazione completa peer-reviewed dei trial di fase II e III. Per una valutazione più solida saranno quindi importanti sia la pubblicazione dettagliata dei risultati sia il percorso delle autorità regolatorie.
In Cina è già iniziato il percorso verso la registrazione
Tra i programmi descritti in questo articolo, HDM7006 è quello che ha compiuto il passaggio regolatorio pubblico più avanzato.
Alla fine del 2025 Huadong Medicine ha comunicato che l’autorità competente aveva accettato la domanda di registrazione della formulazione destinata alla gestione del peso nei gatti adulti obesi.
Accettazione della domanda e autorizzazione alla commercializzazione, però, non sono la stessa cosa.
Nel rapporto annuale pubblicato nel 2026, Huadong Medicine continuava a indicare il prodotto tra quelli sottoposti a revisione regolatoria e confermava che la domanda di registrazione per la gestione del peso nei gatti adulti obesi era stata accettata.
Questo non significa quindi che esista già un farmaco che possa essere acquistato o utilizzato liberamente, né tantomeno che sia disponibile in Italia.
È però un segnale significativo: la ricerca sui farmaci contro l’obesità felina non è più confinata esclusivamente ai primi esperimenti di laboratorio.
AKS-562c: un’altra strada allo studio negli Stati Uniti
Un secondo programma riguarda AKS-562c, un candidato GLP-1 a lunga durata sviluppato da Akston Biosciences.
Anche in questo caso i primi dati richiedono qualche attenzione per evitare equivoci.
Uno studio presentato all’ACVIM Forum 2026 ha coinvolto complessivamente 16 gatti maschi sani, giovani e non obesi, suddivisi fra tre candidati GLP-1 e un gruppo di controllo.
Tra i candidati valutati, AKS-562c ha mostrato la riduzione più consistente dell’assunzione di cibo. I gatti trattati con questa molecola hanno comunque aumentato il proprio peso, ma meno del gruppo di controllo: in media 0,36 chilogrammi contro 1 chilogrammo.
Trattandosi di animali giovani e ancora in crescita, questo risultato non dimostra quindi che AKS-562c faccia dimagrire gatti con obesità.
Per rispondere proprio a questa domanda è stato avviato un diverso progetto presso il College of Veterinary Medicine della Cornell University, dedicato a gatti di proprietà sovrappeso o obesi.
Il protocollo prevede somministrazioni settimanali del farmaco e punta a verificare sia la perdita di peso sia i possibili effetti indesiderati.
AKS-562c rimane un prodotto sperimentale e non è un medicinale approvato dalla Food and Drug Administration statunitense per il trattamento dell’obesità felina.
OKV-119: dall’impianto sperimentale allo studio MEOW-1
Un altro programma oggi in sviluppo negli Stati Uniti riguarda OKV-119, un piccolo impianto sottocutaneo progettato per rilasciare in modo prolungato exenatide, un agonista del recettore GLP-1.
Nel dicembre 2025 è iniziato MEOW-1, uno studio clinico randomizzato e controllato dedicato a gatti di proprietà sovrappeso o obesi.
Il progetto punta a valutare la capacità dell’impianto di favorire e mantenere la perdita di peso, insieme alla sicurezza e alla tollerabilità del trattamento.
OKV-119 rimane un prodotto sperimentale: lo studio è ancora in corso e non sono ancora disponibili risultati clinici conclusivi sulla sua efficacia nel trattamento dell’obesità felina.
La storia dei GLP-1 nei gatti non comincia con Ozempic
L’interesse scientifico per i farmaci GLP-1 per gatti, in realtà, precede di molti anni l’attuale boom mediatico.
Già nel 2016 uno studio randomizzato e controllato aveva valutato l’exenatide, un farmaco della famiglia GLP-1, in 12 gatti obesi di proprietà.
Dopo 12 settimane, la perdita mediana di peso era stata del 5,1% nel gruppo trattato contro il 3,2% nel gruppo placebo. La differenza tra i due gruppi, però, non aveva raggiunto la significatività statistica.
Era quindi un segnale interessante, non una dimostrazione definitiva di efficacia.
Nel 2024 un altro piccolo studio aveva sperimentato proprio OKV-119, prima dell’avvio dell’attuale MEOW-1. Lo studio comprendeva cinque gatti sani allevati per la ricerca ed era rivolto soprattutto a verificare le caratteristiche del sistema progettato per rilasciare exenatide per un periodo prolungato.
In quattro animali furono osservate una riduzione dell’assunzione calorica e una diminuzione del peso nelle prime settimane.
Anche in questo caso le dimensioni del campione erano troppo limitate per trarre conclusioni cliniche definitive.
La differenza rispetto ad allora è soprattutto nella scala e nel tipo di studi oggi in corso: HDM7006 è stato valutato in gruppi molto più numerosi, mentre altri programmi stanno passando a sperimentazioni controllate su gatti di proprietà con sovrappeso o obesità.
Una “puntura dimagrante” non risolverebbe tutto
Anche se uno o più di questi farmaci dovessero arrivare sul mercato, difficilmente trasformerebbero il controllo del peso del gatto in una semplice questione di iniezioni.
Il peso corporeo dipende da molti fattori: quantità e densità energetica del cibo, sterilizzazione, età, attività fisica, ambiente domestico, comportamento alimentare e condizioni di salute.
Un farmaco capace di ridurre l’appetito potrebbe diventare uno strumento aggiuntivo all’interno di un programma veterinario, non necessariamente il sostituto della gestione nutrizionale.
Rimangono inoltre diverse domande da chiarire: quanto durerà il trattamento, cosa accadrà dopo la sospensione, quale sarà l’effetto sulla composizione corporea e sulla massa muscolare, quali animali potranno essere trattati e quali invece dovranno essere esclusi.
Serviranno anche dati più ampi sulla sicurezza nel lungo periodo.
No, non significa poter dare Ozempic al proprio gatto
È probabilmente il chiarimento più importante.
La presenza di studi veterinari sui GLP-1 non rende sicuro utilizzare autonomamente sul gatto Ozempic, Wegovy o altri medicinali destinati alle persone.
Ozempic contiene semaglutide ed è un farmaco per uso umano. Questo non consente al proprietario di ricavare autonomamente una dose per il gatto facendo una proporzione con il peso: l’eventuale impiego di un medicinale umano in un animale richiede precise valutazioni e ricade sotto la responsabilità del medico veterinario.
Nell’Unione europea esistono infatti regole che, in determinate circostanze e in assenza di alternative veterinarie appropriate, consentono al veterinario di ricorrere in deroga a medicinali al di fuori delle normali condizioni di autorizzazione.
Si tratta però di una scelta che ricade sotto la responsabilità diretta del veterinario e che segue precise regole. Non è una possibilità di automedicazione per il proprietario.
Utilizzare sul proprio animale una penna di semaglutide disponibile in casa sarebbe quindi qualcosa di completamente diverso dalle sperimentazioni veterinarie controllate di cui si sta parlando.

Siamo davvero vicini all’“Ozempic per gatti”?
Più vicini rispetto a qualche anno fa, probabilmente sì. Ma chiamarlo già “Ozempic per gatti” continua a essere fuorviante.
Nel 2026 la ricerca sui farmaci GLP-1 per gatti comprende candidati studiati specificamente per il controllo del peso felino, sperimentazioni che coinvolgono numeri di animali superiori rispetto al passato, trial clinici su gatti di proprietà e almeno un programma arrivato alla richiesta di registrazione in Cina.
Non risulta però disponibile in Italia un GLP-1 veterinario autorizzato specificamente per il trattamento dell’obesità felina.
La vera novità è un’altra: il controllo farmacologico del peso sta diventando un campo concreto della ricerca veterinaria.
Se i risultati verranno confermati e i candidati supereranno le valutazioni di efficacia e sicurezza, in futuro dieta, attività e controllo veterinario potrebbero essere affiancati anche da farmaci sviluppati o valutati specificamente per alcuni gatti con obesità.
Per ora, però, tra una sperimentazione promettente e una terapia pronta per l’ambulatorio resta una distanza che è importante non cancellare con un titolo.
Autore Eleonora Dorigo