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ToggleVincenzo Agnetti è stato uno dei massimi rappresentanti della ricerca di matrice concettuale in Italia
GAM Torino ospita la mostra VINCENZO AGNETTI. Oggi è un secolo, esposizione aperta dal 21 maggio al 1 novembre

Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo, è la mostra realizzata dalla GAM nell’ambito della QUARTA RISONANZA in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti per celebrare il centenario della nascita di uno dei più importanti artisti concettuali italiani.
A partire dall’opera Photo-graffia del 1980, appartenente alla Collezione e acquistata dalla Fondazione Arte CRT nel 2024, la mostra presenta opere legate alla produzione sperimentale che l’artista ha rivolto alla fotografia, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta.
La mostra, aperta dal 21 maggio al primo novembre 2026 è una interessante retrospettiva di uno degli artisti italiani più importanti del dopoguerra e uno dei meno compresi, perché dei più “difficili”, di tutta l’arte contemporanea italiana, anche dopo tante mostre e relativi cataloghi.
Diverse sue opere sono entrate nell’immaginario come il Libro dimenticato a memoria (1970), con le pagine bucate in tutta la parte riservata al testo, o La macchina drogata (1969) che traduce le parole in numeri, o i suoi Assioni (1971), proposizioni paradossali scritte su quadrati neri di bachelite, e altre, ma restano fluttuanti in una storia che non si riesce a inquadrare nell’insieme.
Un po’ è il destino di tanta arte detta “concettuale”, che continua a rimanere ostica per le menti affaticate degli storici e dei collezionisti, un po’ è che davvero Agnetti è uno dei più enigmatici, ermetici, complessi.
Artista, saggista, scrittore e teorico, Vincenzo Agnetti (Milano 1926-1981), dopo l’esordio nell’ambito della pittura informale, si avvicina alla complessa esperienza che andava coagulandosi intorno alla rivista milanese “Azimuth” (1959-60), fondata da Piero Manzoni ed Enrico Castellani.
Nel 1967 tiene la prima mostra personale (Principia) al Palazzo dei Diamanti a Ferrara, alla quale seguiranno numerose mostre in Italia e all’estero, oltre alla partecipazione alle principali manifestazioni artistiche internazionali, fra cui Documenta 5 a Kassel (1972), Biennale di San Paolo (1973) e Biennale di Venezia (1974, 1976, 1978, 1980), l’ultima un anno prima della prematura scomparsa a 55 anni.