Il tema dell’occupazione di terre palestinesi da parte di coloni israeliani è al centro del progetto fotografico che Victorine Alisse ha presentato a Monopoli
Monastero di San Leonardo a Monopoli ospita la mostra VICTORINE ALISSE. We will stay here as long as there will be thyme and olives

Dall’8 agosto al primo novembre 2026 torna a Monopoli il Festival Internazionale di Fotografia e Arte PhEST.
PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo.
Il tema di quest’anno è What if? con sottotitolo See beyond the stars.
Guardando al di là delle stelle il festival individua nel “se” un dispositivo creativo che rende visibile ciò che non esiste.
Tra le mostre in programma, negli spazi del monastero di San Leonardo è allestita la mostra VICTORINE ALISSE.We will stay here as long as there will be thyme and olives.
Una mostra di una attualità scottante.
Situato in una valle vicino a Betlemme, il villaggio palestinese di Wadi Fukin – che conta 1.400 abitanti – è circondato da due insediamenti israeliani.
La loro incessante espansione e le relative infrastrutture minacciano sempre più le terre del villaggio.
A partire dal 2022, nel corso di diversi soggiorni, Victorine ha condiviso la vita quotidiana degli abitanti, fotografando agricoltori e residenti.
I membri della comunità hanno scelto alcune fotografie, annotandovi sopra i propri pensieri e sentimenti.
Attraverso questa serie, l’autrice intende svelare i volti nascosti delle politiche israeliane di esproprio delle terre e di espulsione, portate avanti da decenni, così come la resilienza e la dedizione degli agricoltori di Wadi Fukin.
Nonostante il peggioramento delle condizioni, essi continuano a opporre una resistenza silenziosa.
Perché senza la terra non può esserci futuro.
L’autrice, Victorine Alisse ha trascorso gli ultimi cinque anni a documentare la scomparsa della comunità agricola con un progetto articolato in due parti: una in Francia e l’altra tra Palestina e Israele.
Il suo approccio documentaristico la porta ad affrontare tematiche sociali e ambientali; è soprattutto l’incontro con l’altro ad alimentare il suo lavoro fotografico.