Tullio Pericoli è l’artista conosciuto in tutto il mondo per i suoi ritratti di scrittori e uomini di cultura, ma è anche un grande disegnatore di paesaggi
Il Museo del Paesaggio di Verbania ospita la mostra TULLIO PERICOLI. Terre inquiete, aperta al pubblico dal 30 maggio al 1 novembre

Il Museo del Paesaggio di Verbania è un’istituzione culturale profondamente legata al territorio del Lago Maggiore e delle sue valli retrostanti.
Questo legame, che è alla base della sua costituzione, si è consolidato in più di un secolo di vita ed è anche il fondamento della sua missione.
Dal 30 maggio al primo novembre 2026 il Museo presenta Terre inquiete, mostra personale di Tullio Pericoli a cura di Elena Pontiggia.
Tullio Pericoli è l’artista conosciuto in tutto il mondo per i suoi ritratti di scrittori e uomini di cultura, ma è anche un grande disegnatore di paesaggi.
Nato nel 1936 a Colli del Tronto, dal 1961 Tullio Pericoli vive a Milano.
Nel 2024 l’Accademia dei Lincei gli conferisce il Premio Internazionale Feltrinelli per l’Arte.
Nello stesso anno il Palazzo Reale di Milano dedica un’esposizione antologica alla sua pittura di paesaggio, che fa seguito a quella di disegni ospitata nel 1991 nella Sala delle Cariatidi.
Terre Inquiete, un percorso espositivo di 50 opere, metà delle quali inedite, presenta una selezione significativa della ricerca di Pericoli, da sempre centrata sul tema della natura.
Tuttavia, i suoi non sono paesaggi tradizionali: il paesaggio diventa una lingua espressiva, uno strumento per interpretare la realtà.
Come afferma l’artista, non si tratta di rappresentare fedelmente il mondo, ma di filtrarlo attraverso la pittura, restituendo sensazioni, inquietudini e riflessioni sul presente.
Le opere suggeriscono più che descrivere: anche i titoli offrono indizi aperti, lasciando allo spettatore la libertà di completare il significato.
La mostra mette in luce l’evoluzione del linguaggio di Pericoli: dalle prime composizioni fino ai lavori più recenti, emerge una crescente frammentazione del paesaggio e una tensione sempre più evidente.
Secondo la curatrice Elena Pontiggia, si tratta di una pittura che supera il naturalismo tradizionale per trasformarsi in una visione concettuale, dove luoghi e forme vengono reinventati in chiave simbolica e contemporanea.
Nel panorama artistico italiano, Pericoli si distingue per un approccio alla natura lontano dal verismo ottocentesco, in dialogo diretto con le sfide del presente.