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ToggleThe Venice Glass Week HUB Under35 a Venezia: 39 giovani artisti alla Bevilacqua La Masa

Dal 12 al 20 settembre 2026, nel cuore di Venezia, The Venice Glass Week HUB Under35 riunisce alla Galleria di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa 39 artisti internazionali e 52 opere dedicate alle possibilità contemporanee del vetro.
La collettiva, curata da Stefano Coletto in collaborazione con Marta Gradenigo, è uno degli appuntamenti centrali della decima edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale nato nel 2017 per celebrare e promuovere l’arte vetraria e in programma quest’anno dal 12 al 20 settembre tra Venezia, Murano e Mestre.
Un HUB pensato per gli artisti under 35
La caratteristica fondamentale del progetto è già contenuta nel nome.
L’HUB è riservato ad artisti e designer tra i 18 e i 35 anni e nasce per offrire alle nuove generazioni uno spazio specifico all’interno di una manifestazione internazionale dedicata al vetro.
Il regolamento 2026 prevedeva la possibilità di presentare da una a tre opere per candidato, purché realizzate in vetro o strettamente legate alla ricerca sull’arte vetraria. Il progetto poteva comprendere anche altri materiali o linguaggi, purché il vetro rimanesse il soggetto principale.
Questa apertura permette alla mostra di andare oltre una definizione strettamente tradizionale di arte del vetro.
Il materiale può essere soffiato, fuso, modellato, inciso o assemblato, ma può anche diventare il punto di partenza per installazioni e ricerche nelle quali tecniche differenti si incontrano.
39 artisti e 52 opere da diversi paesi
La selezione definitiva comprende 39 partecipazioni internazionali per un totale di 52 opere.
Gli artisti indicati dalla pagina ufficiale sono:
Alessandro Boscolo, Anna Matczak, Anuar Kadamani González, Aria Kiani, Ariel Aravot, Bastien Thomas, Boldizsár Lukácsi, Catarina Cubelo, Courtney Tanner, Dominyka Gulbinaitė, Emma Wood e Selma Barfod, Erica Tung, France Chappuis, François Briand, Franziska Ruh, Frida Lundén Mörck, Giorgia Prandin, Hale Feriha Hendekcigil, Harsh Vardhan Nowlakha, Jonathan Ausseresse, Karolína Figar Vorlíková, Katarzyna Pilch, Kwun Lan Wong, Lærke Laura, Lena Becerra, María José López Orellana (Maru), Mariia Usova, Matete Martini, Matin Hassani, Miyuki Guo, Nawal Amer, Neda Tirandaz, Teodora Nikolova, Tomáš Prokop, Tyana Verstraete, Wai Tung Jocelyn Chan, Wanja Sturhan, Yuna Kim e Živa Vaukan.
È una selezione molto diversa da quella riportata nel documento iniziale e per questo è importante utilizzare l’elenco aggiornato.
Il vetro come materiale contemporaneo
L’idea di dedicare un HUB specificamente alle nuove generazioni permette anche di osservare quanto sia cambiato il rapporto con il vetro.
Non è più necessariamente soltanto materia per vasi, bicchieri o oggetti decorativi.
Può diventare scultura.
Installazione.
Elemento architettonico.
Oggetto concettuale.
Può essere associato ad altri materiali oppure utilizzato per affrontare temi che riguardano memoria, corpo, ambiente, trasformazione e identità.
Il regolamento stesso dell’HUB ammette opere nelle quali il vetro convive con altri linguaggi e persino lavori fotografici, pittorici o video quando il materiale costituisce il nucleo della ricerca.
Una materia antica osservata da una generazione nuova
A Venezia questa sperimentazione assume un significato particolare.
La città possiede un rapporto con il vetro lungo più di mille anni e Murano ne rappresenta uno dei centri storici più importanti al mondo.
Ma una tradizione continua a essere viva soltanto quando può cambiare.
L’HUB Under35 mette proprio in evidenza questo passaggio.
Gli artisti non sono chiamati a riprodurre modelli veneziani storici.
Sono invitati a confrontarsi con il vetro attraverso le proprie esperienze, provenienze e ricerche.
In questo modo una materia profondamente legata alla storia della laguna viene osservata attraverso sensibilità contemporanee.
Dalla tecnica alla sperimentazione
Lavorare il vetro richiede una conoscenza tecnica difficile da separare dall’idea artistica.
Temperatura, peso, raffreddamento, trasparenza e tensioni interne influenzano il risultato.
Anche quando l’artista cerca una forma fortemente concettuale, deve confrontarsi con il comportamento fisico della materia.
È questo uno degli elementi che rende particolarmente interessante il dialogo tra nuove generazioni e tradizione.
L’innovazione non elimina necessariamente il sapere artigianale.
Molto spesso parte proprio da lì.
I titoli raccontano la varietà della selezione
La diversità delle ricerche emerge già dai titoli delle opere.
Tra quelle presenti figurano The Path of Life di Alessandro Boscolo, It is not a burden di Anna Matczak, Magic Realism di Anuar Kadamani González, Grazing the Feed di Aria Kiani, Olam di Ariel Aravot e Oscillations di Bastien Thomas.
Proseguendo si incontrano, tra le altre, Crystal Charge di Boldizsár Lukácsi, Stone Raft di Catarina Cubelo, The Weight di Courtney Tanner, Synergy. Presence/Absence di Dominyka Gulbinaitė, Moonlight di Erica Tung e Black sun – The point di France Chappuis.
La selezione comprende inoltre opere intitolate Memory of Water, Rooted, Tactile Table, Aquatilis, Prisms of Time, Nowhere, Now Here, Turning Point, Second skin (rose) e The Melody of Memories.
Senza costringere lavori molto diversi dentro un unico tema, i titoli suggeriscono già quanto il vetro possa essere impiegato per affrontare questioni che vanno ben oltre la forma dell’oggetto.
Trasparenza e opacità
Una delle caratteristiche più evidenti del vetro è la possibilità di lasciarsi attraversare dalla luce.
Ma non tutto il vetro è trasparente.
Può essere opaco.
Colorato.
Stratificato.
Inciso.
Può riflettere invece di lasciar vedere ciò che si trova dietro.
Queste qualità fisiche diventano strumenti espressivi.
Un materiale trasparente può parlare di fragilità o di esposizione.
Uno strato opaco può nascondere.
Una superficie riflettente rimanda invece allo spettatore e allo spazio circostante.
La materia modifica quindi continuamente il rapporto tra opera e osservatore.
La fragilità non è l’unica qualità del vetro
Parlando di vetro si torna spesso alla fragilità.
È certamente una delle sue caratteristiche.
Ma fermarsi a questa idea significa dimenticare tutto il resto.
Il vetro può avere peso.
Può essere spesso e compatto.
Può resistere per secoli.
Può essere lavorato fino a raggiungere dimensioni e strutture molto differenti.
La ricerca contemporanea utilizza anche questa contraddizione.
Una materia che sembra fragile può produrre un’impressione di forza.
Un volume apparentemente massiccio può essere attraversato dalla luce.
Il Premio del Corning Museum of Glass
Uno degli elementi più importanti dell’HUB è il premio dedicato ai giovani partecipanti.
La seconda edizione del Premio The Studio – Corning Museum of Glass per The Venice Glass Week HUB Under35 verrà assegnata alla migliore installazione della collettiva.
Il vincitore, scelto da una giuria, avrà la possibilità di frequentare un corso della durata di una settimana presso The Studio del Corning Museum of Glass, nello Stato di New York, durante l’estate 2027.
Il premio comprende anche voli, sistemazione condivisa e vitto.
Non si tratta quindi soltanto di un riconoscimento simbolico.
Per un giovane artista rappresenta un’opportunità concreta di formazione e confronto all’interno di una delle istituzioni internazionali più importanti dedicate al vetro.
Un premio che continua dopo la mostra
La caratteristica interessante di una borsa di studio di questo tipo è proprio ciò che accade dopo Venezia.
L’esposizione termina il 20 settembre.
Il percorso del vincitore, invece, prosegue.
Un periodo di formazione permette di incontrare altri artisti, sperimentare tecniche e strumenti e lavorare in un contesto differente da quello abituale.
L’HUB assume così una funzione che va oltre l’esposizione temporanea.
Diventa anche un possibile punto di partenza.
La Bevilacqua La Masa e i giovani artisti
La scelta della Fondazione Bevilacqua La Masa come sede possiede una particolare coerenza con il progetto.
L’istituzione veneziana nasce infatti alla fine dell’Ottocento proprio con l’obiettivo di offrire opportunità ai giovani artisti.
La volontà di Felicita Bevilacqua La Masa era quella di mettere a disposizione spazi e strumenti per autori che spesso faticavano ad accedere ai circuiti espositivi più importanti.
Ancora oggi la Fondazione mantiene questa vocazione attraverso mostre, collettive e programmi di Atelier dedicati alle nuove generazioni.
Una delle più antiche esperienze di sostegno ai giovani
Il programma degli studi d’artista della Bevilacqua La Masa risale alla nascita dell’istituzione, alla fine dell’Ottocento, ed è considerato tra i più antichi programmi pubblici europei di questo tipo.
Ospitare l’HUB Under35 significa quindi far incontrare due storie che hanno un elemento fondamentale in comune.
Da una parte The Venice Glass Week cerca nuove interpretazioni dell’arte del vetro.
Dall’altra la Bevilacqua La Masa lavora da oltre un secolo sulla possibilità di dare spazio alle generazioni emergenti.
La Galleria di Piazza San Marco
La mostra occupa la Galleria di Piazza San Marco, al civico San Marco 71/C.
È una delle sedi espositive della Fondazione, insieme a Palazzetto Tito e alla Sala del Camino.
La sua posizione colloca l’HUB nel cuore stesso della città, a pochi passi da uno dei luoghi più riconoscibili di Venezia.
Per un progetto internazionale dedicato ai giovani artisti significa anche disporre di una visibilità particolare durante i giorni del Festival.
The Venice Glass Week compie dieci edizioni
Nel 2026 The Venice Glass Week raggiunge la decima edizione.
Il festival è nato nel 2017 con l’obiettivo di celebrare, sostenere e promuovere l’arte vetraria per la quale Venezia e Murano sono conosciute a livello internazionale.
L’edizione di quest’anno si svolge dal 12 al 20 settembre a Venezia, Murano e Mestre attraverso mostre, installazioni, incontri, dimostrazioni e altri appuntamenti.
Il Festival è promosso da un Comitato Organizzatore che comprende Comune di Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, LE STANZE DEL VETRO – Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e Consorzio Promovetro Murano.