The Transparent Breath 2026

- DATA INIZIO: 05/09/2026

- DATA FINE: 21/09/2026

- LUOGO: Fondazione Querini Stampalia - Venezia

- INDIRIZZO: Libreria Giovanni (Space Q): Campo Santa Maria Formosa, Castello 5252, 30122 Venezia VE

- TEL: +39 340 7863695

- SITO WEB: artedesignvenezia.org

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Quinta edizione di The Transparent Breath, mostra internazionale dedicata al gioiello contemporaneo in vetro, promossa da Arte Design Venezia nell’ambito di The Venice Glass Week 2026 e realizzata in collaborazione con Libreria Giovanni – Tlon ed Eleonora Varotto – HOOROON. Orari: martedì-domenica 10.00-13.00 e 14.00-18.00; lunedì chiuso. Sabato 19 settembre 2026, dalle 15.00 alle 16.00, è prevista una visita guidata gratuita e senza prenotazione; per questo evento è indicata anche l’accessibilità alle persone con disabilità.

- NOTE AGGIUNTIVE: The Transparent Breath 2026 mette in dialogo la tradizione veneziana del vetro con la ricerca internazionale nel gioiello contemporaneo. Il vetro viene indagato come materia da indossare e come mezzo espressivo capace di mettere in relazione corpo, identità, memoria, luce e trasformazione.

Modella con gioiello-scultura in vetro per The Transparent Breath 2026 a Venezia
Il vetro si trasforma in una presenza da indossare, mettendo in relazione corpo, materia e sperimentazione contemporanea.

Dal 5 al 21 settembre 2026 torna a Venezia The Transparent Breath 2026, quinta edizione della mostra internazionale dedicata al gioiello contemporaneo in vetro.

L’esposizione è ospitata negli spazi della Libreria Giovanni della Fondazione Querini Stampalia, in Campo Santa Maria Formosa, e si inserisce nel programma legato a The Venice Glass Week 2026, la manifestazione internazionale che dal 12 al 20 settembre riporta l’attenzione sulla tradizione e sulle sperimentazioni contemporanee del vetro.

Promossa da Arte Design Venezia, The Transparent Breath riunisce artisti e designer internazionali che utilizzano il vetro non soltanto come materiale prezioso o decorativo, ma come autentico linguaggio espressivo.

Quando il vetro diventa un gioiello da indossare

Un gioiello in vetro vive in una condizione particolare.

È un oggetto, ma entra continuamente in rapporto con il corpo.

Può essere osservato da vicino, toccato, indossato e portato nello spazio.

La luce lo attraversa e ne modifica continuamente l’aspetto.

È proprio questa mobilità a distinguere il gioiello contemporaneo da molte altre forme artistiche: l’opera non rimane necessariamente ferma nello stesso luogo, ma cambia insieme alla persona che la porta.

The Transparent Breath parte da questa possibilità per interrogare ciò che il vetro può diventare quando entra nel territorio del gioiello d’autore.

Il respiro contenuto nel titolo

Il titolo della mostra lega il vetro a qualcosa di immateriale come il respiro.

Il riferimento non è casuale.

Nella lavorazione del vetro soffiato, l’aria entra fisicamente nel processo creativo e contribuisce a dare forma alla materia.

Fuoco, respiro e mano diventano quindi elementi inseparabili.

Arte Design Venezia descrive le opere come forme nelle quali il vetro può trasformarsi in una sorta di scultura indossabile, capace di trattenere simbolicamente il gesto che l’ha generata.

La trasparenza suggerita dal titolo non coincide così con una semplice qualità ottica.

Diventa un modo per parlare di fragilità, identità, trasformazione e rapporto tra ciò che viene mostrato e ciò che rimane nascosto.

Una materia apparentemente fragile

Il vetro viene associato quasi automaticamente alla fragilità.

Può rompersi.

Può incrinarsi.

Eppure la sua storia dimostra anche una sorprendente capacità di attraversare il tempo.

Oggetti realizzati secoli fa continuano a conservare forma, colore e trasparenza.

Questa doppia natura rende il materiale particolarmente adatto alla ricerca artistica contemporanea.

Fragile e resistente.

Trasparente ma capace di riflettere.

Rigido quando è freddo, profondamente malleabile quando raggiunge determinate temperature.

The Transparent Breath lavora proprio dentro queste contraddizioni.

Venezia e il linguaggio del vetro

La scelta di Venezia rende il progetto ancora più significativo.

Il rapporto della città con la lavorazione del vetro non costituisce soltanto uno sfondo storico.

È una presenza ancora viva.

Murano continua a rappresentare uno dei luoghi internazionalmente più riconoscibili della produzione vetraria, mentre Venezia ospita ogni anno artisti, fornaci, designer, istituzioni e studiosi che ne esplorano l’evoluzione.

La mostra utilizza questa tradizione come punto di partenza, non come modello da ripetere.

L’obiettivo è mettere in relazione un sapere antico con pratiche che appartengono pienamente al presente.

Il gioiello contemporaneo supera la decorazione

Definire queste opere semplicemente “gioielli” può essere riduttivo.

La gioielleria contemporanea ha da tempo superato l’idea secondo cui il valore di un oggetto dipende principalmente dalla preziosità dei materiali utilizzati.

Un gioiello può diventare scultura.

Può raccontare un’esperienza personale.

Può riflettere sul corpo, sull’identità, sulla memoria o sulla natura.

Può persino mettere in discussione l’idea stessa di ornamento.

Nel caso del vetro, questa libertà è amplificata dalla quantità di tecniche disponibili e dal comportamento della materia sotto la luce.

Tecniche diverse, risultati completamente differenti

All’interno di The Transparent Breath 2026 convivono approcci molto differenti.

Il vetro può essere lavorato alla fiamma, soffiato, fuso, inciso oppure sottoposto a processi sperimentali.

Ogni tecnica modifica non soltanto la forma finale, ma anche il rapporto dell’opera con luce e corpo.

Una superficie perfettamente trasparente reagisce in modo diverso da una materia opaca.

Una piccola forma realizzata alla fiamma può richiedere una precisione estrema.

Una struttura più complessa può invece utilizzare il vuoto come parte integrante del progetto.

L’idea di “gioiello in vetro” finisce quindi per comprendere oggetti tra loro molto lontani.

Una selezione realmente internazionale

La pagina ufficiale dell’organizzatore presenta una selezione proveniente da numerosi paesi e contesti culturali.

Tra i nomi indicati figurano Jasminka Begić, Dominyka Gulbinaitė, Celina Szelejewska-Pigulla, Agatha Kosobucki, Xin Yue, Katarzyna Gemborys, Stéphane Olivier, Tetiana Dudakova, Lidia Noemi Orandi Godfrid, Ana Viñuela, Anuschka Bayens, Joanna Muzyka, Antonija Gospić, Nawal Amer, Neslihan Sadikoglu, Julie Lasfargues, Marta Edöcs, Luz Arias, María Fernanda Pérez Morales, Malwina Szadkowska, Oksana Koklonska, Nils Schubert, Eri Maeda, Michi Suzuki e Olga Struck, insieme ad altri partecipanti e studi.

La provenienza internazionale non serve soltanto ad ampliare geograficamente la mostra.

Permette di vedere come la stessa materia venga interpretata attraverso tradizioni, esperienze e sensibilità differenti.

Il vetro come memoria

Un gioiello viene spesso conservato per anni.

Può essere associato a una persona, a un momento o a un passaggio della vita.

Questa dimensione affettiva è particolarmente interessante quando incontra il vetro.

Una materia apparentemente neutra può diventare depositaria di ricordi attraverso forma, colore e gesto.

Nella ricerca contemporanea il gioiello smette così di avere soltanto una funzione estetica.

Può trasformarsi in una piccola architettura della memoria.

Il corpo completa l’opera

Un gioiello esposto in una vetrina può essere osservato come una piccola scultura.

Ma la sua natura cambia quando viene indossato.

Il corpo introduce movimento.

La superficie entra in rapporto con la pelle.

La luce cambia a ogni passo.

Anche la scala dell’oggetto assume un significato differente.

Una forma che appare minima su un piedistallo può diventare molto evidente quando viene collocata sul collo, sulla mano o sull’orecchio.

È in questo passaggio che il gioiello contemporaneo mostra una delle sue caratteristiche più interessanti: l’opera non è completamente separabile dalla persona che la porta.

Identità e adornamento

Indossare qualcosa significa inevitabilmente comunicare.

Un oggetto può essere scelto perché discreto oppure perché vuole attirare lo sguardo.

Può raccontare appartenenza, gusto personale o memoria.

Per questo il rapporto tra gioiello e identità occupa uno spazio importante nella ricerca contemporanea.

Il vetro aggiunge un elemento ulteriore.

Può rendere visibile ciò che si trova dietro.

Può deformarlo.

Può riflettere l’ambiente circostante.

L’identità non appare più necessariamente come qualcosa di fisso, ma come una superficie che cambia a seconda del punto da cui viene osservata.

La luce non è mai secondaria

In una mostra dedicata al vetro, l’illuminazione non serve semplicemente a rendere visibili gli oggetti.

Diventa parte del modo in cui vengono percepiti.

Una variazione di pochi gradi può cambiare completamente un riflesso.

Un colore può intensificarsi oppure quasi scomparire.

Una trasparenza può rivelare una struttura interna che da un’altra angolazione rimane invisibile.

Il visitatore è quindi spinto a muoversi.

Non basta osservare frontalmente.

Il vetro richiede spesso di cambiare posizione.

Dal fuoco alla forma

Prima di diventare trasparente e apparentemente immobile, il vetro attraversa una fase completamente diversa.

Il calore lo rende fluido.

La materia può essere stirata, piegata, soffiata o modellata.

Il tempo di intervento è limitato.

L’artista deve conoscere la risposta del materiale e anticiparne i cambiamenti.

È una pratica nella quale progetto e conoscenza tecnica non possono essere facilmente separati.

La forma finale conserva quindi anche la memoria di un processo fisico molto intenso.

L’errore può diventare una possibilità

La lavorazione artigianale non procede sempre secondo un risultato completamente prevedibile.

Una temperatura differente, una variazione di spessore o una risposta inattesa della materia possono modificare il progetto.

Nella produzione seriale queste variazioni vengono normalmente considerate difetti.

Nella ricerca artistica possono diventare opportunità.

Il vetro impone un dialogo continuo tra controllo e imprevisto.

Ed è proprio questo equilibrio a renderlo ancora oggi un materiale fertile per la sperimentazione.

Una quinta edizione che guarda oltre Venezia

Con il 2026 The Transparent Breath raggiunge la quinta edizione.

Il progetto, nato come appuntamento veneziano dedicato alla gioielleria contemporanea in vetro, ha progressivamente ampliato la propria rete di relazioni internazionali.

L’edizione di quest’anno conferma quindi una crescita che non riguarda soltanto il numero degli artisti coinvolti, ma anche il dialogo tra designer, istituzioni, gallerie e mondo della formazione.

Il vetro diventa il punto comune attorno al quale possono incontrarsi pratiche che normalmente appartengono ad ambiti differenti.

The Venice Glass Week 2026

La mostra attraversa temporalmente anche la decima edizione di The Venice Glass Week, in programma dal 12 al 20 settembre 2026.

Il festival coinvolge Venezia, Murano e la terraferma attraverso mostre, installazioni, incontri, dimostrazioni e visite dedicate alle differenti forme della cultura vetraria.

The Transparent Breath ne interpreta un segmento molto preciso: quello in cui la lavorazione del vetro incontra il corpo e il gioiello contemporaneo.

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