The new orchestra. From Mountain Communities to Communities of the Future

- DATA INIZIO: 30/10/2025

- DATA FINE: 31/05/2026

- LUOGO: Museo della Montagna Piazzale monte dei cappuccini, 7 - Torino

- INDIRIZZO: Piazzale monte dei cappuccini, 7 - Torino

- TEL: +39 011 6604104

Una mostra che riflette su come un rinnovato senso di comunità possa generare una maggiore cura per l’ambiente

Museo della Montagna di Torino ospita la mostra The new orchestra. From Mountain Communities to Communities of the Future

 

Museo della Montagna di Torino ospita la mostra The new orchestra. From Mountain Communities to Communities of the Future
Locandina mostra. Fonte Immagine: https://www.museomontagna.org/

 

L’idea di costituire un Museo della Montagna nacque nel 1874 tra i primi soci del Club Alpino Italiano che da un decennio era nato nella stessa città.

Oggi il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino è un punto di riferimento centrale per tutti gli amanti della montagna e dell’alpinismo, per la ricchezza e varietà della sua esposizione permanente e per il valore delle mostre temporanee.

A due anni dalla personale presentata alla galleria Mazzoleni di Torino nel 2023, torna nella città sabauda Rebecca Moccia con una mostra collettiva negli spazi del Museo della Montagna.

La mostra dell’artista napoletana nata nel 1992 dal titolo The new orchestra. From Mountain Communities to Communities of the Future si presenta infatti  in realtà come una mostra collettiva che resterà aperta al pubblico fino al 31 maggio 2026.

Accanto a Rebecca Moccia si possono ammirare in mostra opere di Hannes Egger, Olivia Mihălţianu, Eugenio Tibaldi ed Emilija Škarnulytė.

Museo della Montagna di Torino ospita la mostra The new orchestra. From Mountain Communities to Communities of the Future
Opera in esposizione. Fonte Immagine: Facebook.com

La mostra riflette su come un rinnovato senso di comunità possa generare una maggiore cura per l’ambiente.

The New Orchestra muove dalla consapevolezza che le montagne − nonostante le difficoltà che abitare questi luoghi comporta − hanno storicamente favorito la dimensione dell’incontro, della condivisione e della socialità, alimentando quelle dimensioni di togetherness, appartenenza e solidarietà che le società urbano- industriali hanno smarrito.

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