The Black Era

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Una mostra collettiva ove voci varie esprimono la loro idea dell’essere Nero.

The Black Era

 

 

Il 28 ottobre la galleria Primo Marella di Milano inaugura la mostra The black Era.

Una mostra che indaga su come gli artisti contemporanei si stiano avvicinando a questa Black Era.

Come rappresentano questo tempo e come affrontano il presente e il passato, ricostruendo un nuovo sistema di conoscenza, come complicano il sistema antico.

Come vogliono rovesciare i paradigmi e complicarli per permettere all’essere umano di essere più critico, più attento, più riflessivo su un possibile futuro imprevedibile e reinventato.

L’indagine parte dalla considerazione che, in Africa, il colore è un simbolo religioso, ricco di significati e di potere.

Per l’artista maliano Abdoulaye Konaté l’antitesi del bianco e nero, è oscurità e luce, è assenza e conoscenza, è terra e cielo.

«La tintura diversa come mezzo per conoscere l’altro e per agire su di lui.

 I colori hanno il ruolo di esaltare l’energia o la forza sia del tessuto che dell’individuo».

In Africa il bianco è il colore dei morti, ma la sua funzione è quella di “sfidare” la morte, di buon auspicio.

Il nero è il caos, è l’origine, ma essere origine significa essere culla di generazione, culla di possibilità, nido di fertilità.

Piuttosto che eludere il colorismo africano, Abdoulaye Konaté abbraccia beatamente questa pigmentazione mondiale, svelandoci un vasto universo baudelairiano.

I colori ridefiniscono un nuovo spazio utopico, dove emozioni opposte si confondono in un’armonia di opposti, una sinfonia astratta che possiede «la diffusione delle cose infinite».

Per l’artista malgascio Joël Andrianomearisoa i colori assumono un valore simbolico: il bianco è presenza, il nero è mistero.

Artisti come Theaster Gates hanno esplorato in modi diversi l’immaginario fotografico del nero, concorrendo a plasmare il patrimonio estetico e culturale dell’identità afroamericana contemporanea.

Ayana V. Jackson, artista nera di origine africana, ha realizzato una serie di lavori fotografici dove esplora l’immaginario dell’era coloniale.

Gary Simmons, offre uno sfondo scuro o testi neri e in parte cancellati nei suoi dipinti spettrali

Le opere di Rashid Johnson parlano di identità collettive e individuali colte nel mezzo di realtà sociali mutevoli: sogni di fuga verso un paradiso romantico.

DATA INIZIO: 28/10/2021

DATA FINE: 18/12/2021

LUOGO: MILANO – Primo Marella Gallery

INDIRIZZO: Via Valtellina angolo Viale Stelvio, 66 Milano

TEL: +39 0287384885

ORARI DI APERTURA

  • Lunedì > venerdì 9.30 – 13.00 / 14.00 – 18.30

INFO

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