TERRAPROJECT – Le forme del lavoro: 80 anni di Baraclit

- DATA INIZIO: 12/06/2026

- DATA FINE: 06/09/2026

- LUOGO: Borgo Martellini - Bibbiena

- INDIRIZZO: Via Borgo Martellini, 52011 Bibbiena AR

- TEL: +39 0575 1653924

- SITO WEB: festivalfotografiaitaliana.it

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Mostra realizzata dal collettivo TerraProject per Baraclit e per il Festival della Fotografia Italiana in occasione degli 80 anni dalla fondazione dell’azienda casentinese. Orari del Festival: giugno e luglio, da giovedì a domenica 10.00-13.00 / 16.00-19.00; agosto, da mercoledì a domenica 10.00-13.00 / 16.00-19.00; settembre, da giovedì a domenica 10.00-13.00 / 16.00-19.00. Ingresso gratuito.

- NOTE AGGIUNTIVE: Le forme del lavoro: 80 anni di Baraclit è un progetto fotografico realizzato da TerraProject per raccontare l’azienda casentinese attraverso le persone che vi lavorano e il rapporto costruito nel tempo con il territorio. Accanto ai ritratti dei lavoratori, il progetto recupera alcuni prototipi in polistirolo realizzati dal fondatore di Baraclit e li ricolloca nel paesaggio, creando un dialogo tra progettazione, materia, memoria industriale e comunità.

TerraProject a Bibbiena con Le forme del lavoro: 80 anni di Baraclit

 

Progetto TerraProject a Bibbiena con forme bianche collocate in un campo e in un bosco
Nel progetto di TerraProject i prototipi legati alla storia di Baraclit vengono ricollocati nel paesaggio del Casentino.

 

Dal 12 giugno al 6 settembre 2026 TerraProject a Bibbiena presenta Le forme del lavoro: 80 anni di Baraclit, progetto fotografico allestito a Borgo Martellini, in Via Borgo Martellini, nell’ambito della terza edizione del Festival della Fotografia Italiana.

Realizzato per Baraclit e per il Festival in occasione degli ottant’anni dalla fondazione dell’azienda, il lavoro mette al centro le persone, il processo produttivo e il rapporto costruito nel tempo tra l’impresa e il territorio del Casentino.

Non è semplicemente un racconto fotografico dell’interno di una fabbrica. TerraProject osserva ciò che accade intorno al lavoro: le relazioni, i passaggi tra progetto e realizzazione, le trasformazioni della forza lavoro e il modo in cui un’attività industriale può diventare parte della storia di una comunità.

Ottant’anni di Baraclit raccontati attraverso la fotografia

Baraclit nasce nel 1946 e ha la propria sede produttiva a Bibbiena.

L’azienda opera nella progettazione e realizzazione di strutture prefabbricate in cemento destinate all’edilizia industriale, commerciale e logistica e ha sviluppato nel corso dei decenni un legame stretto con il Casentino.

Per celebrare gli ottant’anni di attività, la scelta non è stata quella di costruire semplicemente un archivio celebrativo fatto di edifici, date e risultati aziendali.

Il progetto affidato a TerraProject sposta invece l’attenzione sulle persone e sulle relazioni che rendono possibile il lavoro.

La storia industriale diventa così anche una storia umana e territoriale.

Le persone tornano al centro della fabbrica

Uno dei nuclei fondamentali di Le forme del lavoro è costituito dai ritratti delle persone che lavorano in Baraclit.

Il processo produttivo non viene osservato soltanto attraverso macchinari, materiali e strutture. All’interno di questo sistema esistono competenze, esperienze, gesti e relazioni quotidiane.

TerraProject riporta quindi il corpo umano dentro una rappresentazione dell’industria che potrebbe altrimenti apparire dominata esclusivamente dalla scala delle costruzioni e dalla complessità tecnologica.

I lavoratori non diventano semplici presenze accessorie rispetto alla fabbrica. Sono parte attiva del sistema che la definisce.

Una forza lavoro che racconta le trasformazioni del territorio

Dai ritratti emerge anche una realtà oggi multiculturale.

È un elemento significativo perché permette al progetto di superare la dimensione puramente aziendale. Le persone fotografate raccontano indirettamente anche trasformazioni demografiche e sociali che interessano il Casentino e, più in generale, molti territori produttivi italiani.

La fabbrica diventa così un punto di osservazione privilegiato.

Dentro lo stesso luogo di lavoro possono incontrarsi provenienze, esperienze e generazioni differenti. Il ritratto fotografico rende visibile questa pluralità senza separarla dal contesto produttivo nel quale prende forma.

Il lavoro come sistema di relazioni

Il titolo Le forme del lavoro può essere letto in più direzioni.

Le forme sono naturalmente quelle fisiche prodotte dall’azienda: strutture, componenti e soluzioni nate attraverso progettazione e produzione.

Ma esistono anche forme meno immediatamente visibili.

Sono le relazioni tra le persone, il passaggio delle competenze, il rapporto tra chi progetta e chi realizza, il legame tra un’impresa e il luogo nel quale opera.

TerraProject porta la fotografia proprio dentro questa rete.

Il lavoro non viene quindi rappresentato come un gesto isolato, ma come il risultato di una serie di connessioni.

Dai disegni alla materia

Ogni struttura industriale nasce prima di tutto come progetto.

Prima della realizzazione esistono ipotesi, verifiche, modelli e tentativi. Il passaggio dall’idea alla materia costituisce una parte fondamentale del lavoro che normalmente rimane poco visibile.

Il progetto fotografico di TerraProject recupera anche questa dimensione.

Accanto ai ritratti dei lavoratori compare infatti un nucleo di oggetti molto particolari: alcuni prototipi in polistirolo realizzati dal fondatore di Baraclit e ritrovati all’interno della sede aziendale.

Sono oggetti nati originariamente come strumenti di progettazione.

I prototipi in polistirolo escono dalla fabbrica

TerraProject sceglie di sottrarre questi prototipi alla loro collocazione abituale.

Una volta portati nel paesaggio, gli oggetti perdono almeno in parte la funzione per cui erano stati costruiti.

Non sono più soltanto modelli utilizzati per verificare una soluzione progettuale.

Cambiano scala percettiva e cambiano relazione con ciò che li circonda.

Collocati fuori dal contesto industriale, diventano forme da osservare nuovamente e introducono una distanza tra l’idea originaria dell’oggetto e ciò che l’immagine fotografica permette di immaginare.

Quando uno strumento di lavoro diventa immagine

È proprio questo spostamento a rendere interessante il rapporto tra i prototipi e la fotografia.

Un oggetto pensato per svolgere una funzione pratica viene estratto da quel sistema e collocato altrove.

La fotografia registra questa nuova condizione.

Il prototipo continua a portare con sé la propria origine industriale, ma non è più leggibile soltanto attraverso quella funzione. Può ricordare un frammento architettonico, una forma astratta o una presenza estranea all’interno del paesaggio.

Non si tratta quindi di illustrare semplicemente la storia dell’azienda.

TerraProject costruisce uno scarto che permette di guardarla da una prospettiva diversa.

Fabbrica e paesaggio non sono due mondi separati

Uno dei temi che attraversano il progetto è il rapporto tra produzione industriale e territorio.

Baraclit opera nel Casentino da ottant’anni e la sua presenza ha contribuito alla storia economica e occupazionale della valle.

La fabbrica non può quindi essere considerata un elemento completamente separato dal paesaggio che la circonda.

L’impresa utilizza spazi, genera lavoro, modifica relazioni e partecipa alle trasformazioni della comunità.

Quando TerraProject porta i prototipi fuori dalla sede aziendale, questo rapporto diventa visibile anche sul piano simbolico: ciò che nasce dentro la fabbrica ritorna nel territorio sotto una forma differente.

TerraProject e la scrittura collettiva

TerraProject nasce a Firenze nel 2006 ed è formato da Michele Borzoni, Simone Donati, Pietro Paolini e Rocco Rorandelli.

Fin dalle origini il collettivo ha sviluppato una pratica fondata sulla collaborazione tra i suoi componenti.

Gli autori parlano di una vera e propria scrittura collettiva, nella quale i singoli fotografi partecipano alla costruzione di un progetto comune cercando una coerenza capace di superare la somma delle singole immagini.

È un metodo particolarmente adatto a un lavoro come quello realizzato per Baraclit.

La fabbrica e il territorio vengono osservati da più sguardi, ma devono infine diventare parte dello stesso racconto.

Fotografare le terre di provincia

Nel corso degli anni TerraProject ha dedicato particolare attenzione a territori e storie lontani dai grandi centri urbani e dalla rappresentazione più consueta dell’Italia.

La provincia non viene trattata come uno spazio marginale in senso negativo.

Diventa piuttosto un luogo nel quale osservare trasformazioni sociali, economiche e ambientali spesso meno visibili nella narrazione nazionale.

Il Casentino entra naturalmente in questa ricerca.

È un territorio dotato di una forte identità paesaggistica e storica, ma anche attraversato da attività produttive, cambiamenti nel mondo del lavoro e nuove composizioni sociali.

Documentare significa anche costruire relazioni

Il metodo di TerraProject non si limita alla raccolta di immagini.

Nei progetti sviluppati sui territori, il collettivo lavora spesso con persone, associazioni, istituzioni e altri interlocutori locali.

La fotografia nasce quindi anche attraverso un processo di conoscenza.

Per raccontare un luogo non basta arrivare, fotografare e andarsene. È necessario comprendere quali relazioni lo tengano insieme e quali voci possano aiutare a leggerlo.

In Le forme del lavoro questa modalità assume un significato particolare perché il soggetto stesso della ricerca è una rete: quella costruita tra lavoratori, azienda e comunità.

Una storia che attraversa le generazioni

Gli ottant’anni richiamati nel titolo introducono inevitabilmente anche il tema del tempo.

Dal 1946 al 2026 cambiano tecnologie, processi produttivi, esigenze del mercato e persone che attraversano la fabbrica.

Alcuni elementi rimangono, altri vengono trasformati.

I prototipi recuperati dalla sede aziendale rendono visibile proprio questa stratificazione: appartengono alla storia della progettazione, ma vengono osservati oggi in un contesto nuovo.

Anche i ritratti dei lavoratori parlano del presente, sapendo però di inserirsi dentro una vicenda iniziata molto prima.

Tra memoria industriale e presente

Le forme del lavoro evita di trasformare l’anniversario in una semplice celebrazione nostalgica.

La memoria industriale viene utilizzata come materiale con cui osservare ciò che l’azienda è diventata.

Il passato appare nei prototipi e nella lunga presenza di Baraclit nel territorio; il presente emerge invece nei volti delle persone e nella composizione multiculturale della forza lavoro.

I due tempi non sono separati.

La mostra li mette uno accanto all’altro per mostrare come la continuità di un’impresa sia fatta proprio di trasformazioni.

Una produzione del Festival della Fotografia Italiana

La mostra rientra tra le produzioni del Festival della Fotografia Italiana 2026, manifestazione ideata e promossa dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.

La terza edizione si sviluppa dal 12 giugno al 6 settembre tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia, trasformando il Casentino in un percorso diffuso dedicato alla fotografia contemporanea.

Il tema generale dell’edizione è Riti e Visioni. Tra Spirituale e Materiale.

Accanto alle mostre direttamente concentrate su questa ricerca, il programma comprende progetti speciali e produzioni capaci di mettere la fotografia in relazione con le comunità e con il territorio.

Il lavoro di TerraProject appartiene proprio a questa seconda dimensione.

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