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ToggleStefano Faravelli a Racconigi, il Giappone raccontato attraverso i taccuini di viaggio

Foto da cartella stampa
Stefano Faravelli a Racconigi porta negli ambienti del Castello un Giappone osservato attraverso anni di viaggi, studio e disegno dal vivo.
Specchi del Giappone. Stefano Faravelli al Castello di Racconigi apre al pubblico il laboratorio creativo dell’artista e permette di seguire il percorso che ha portato alla nascita di Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante, pubblicato da EDT nel 2026.
Taccuini originali, album, tavole sciolte e strumenti di viaggio restituiscono un metodo nel quale osservazione e disegno procedono insieme. Il progetto entra inoltre in dialogo con un luogo particolare della residenza sabauda: l’Appartamento cinese, segnato a sua volta dalla lunga fascinazione europea per l’Oriente.
Il Giappone nei taccuini di Stefano Faravelli
Pittore e viaggiatore, Faravelli è tra gli autori che hanno contribuito alla diffusione in Italia del carnet de voyage.
Il suo modo di raccontare un luogo nasce dall’osservazione diretta. Immagini e parole convivono sulla pagina insieme a calligrafie, annotazioni, dettagli botanici, figure, animali e vedute urbane.
Nel lavoro dedicato al Giappone compaiono alcuni soggetti profondamente legati al suo paesaggio e alla sua cultura visiva: foreste di bambù, il profilo del monte Fuji, templi, santuari e giardini.
Il risultato non vuole però costruire un repertorio di immagini riconoscibili. Faravelli utilizza il disegno come strumento di conoscenza, cercando di sottrarsi agli stereotipi per avvicinarsi ai luoghi e alle persone attraverso un’osservazione lenta.
Dal viaggio al laboratorio dell’artista
La mostra consente di entrare nel processo che precede la pubblicazione di un carnet.
Accanto ai taccuini compaiono album, tavole sciolte e strumenti utilizzati durante il viaggio. Il visitatore può così seguire il passaggio dall’esperienza diretta alla sua registrazione sulla pagina e, infine, alla costruzione del racconto.
È proprio questo laboratorio a costituire uno degli elementi centrali del progetto: non soltanto il risultato conclusivo, ma il percorso attraverso il quale immagini, appunti e impressioni vengono progressivamente organizzati.
La mostra nasce dal lungo lavoro confluito nel volume Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante e permette di osservare materiali che normalmente rimangono dietro le quinte della pubblicazione.
Il significato del mondo fluttuante
Nel racconto di Faravelli ricorre il concetto giapponese di ukiyo, il “mondo fluttuante”.
Il termine ha assunto significati differenti nel corso dei secoli, ma richiama qui soprattutto la natura mutevole delle cose e dell’esperienza.
Nei taccuini questa dimensione emerge attraverso frammenti: un paesaggio, una figura, un animale, un particolare vegetale o una nota scritta accanto al disegno. Elementi apparentemente autonomi finiscono per costruire una sorta di mappa personale del viaggio.
Disegno e scrittura diventano così due parti dello stesso processo di osservazione.
L’Appartamento cinese e l’immaginario dell’Oriente
La scelta degli ambienti del Castello aggiunge alla mostra un secondo livello di lettura.
L’Appartamento cinese conserva antiche carte dipinte provenienti dalla Cina e testimonia il gusto per l’Oriente che attraversò le corti europee. All’inizio del Novecento questi ambienti furono ribattezzati anche “Appartamento Giapponese” e rinnovati negli arredi.
Le stanze furono inoltre utilizzate nel 1909 per ospitare lo zar Nicola II durante il soggiorno a Racconigi.
Il Giappone osservato direttamente da Faravelli entra quindi in uno spazio che racconta un altro Oriente: quello immaginato, collezionato e reinterpretato dall’Europa.
Il confronto tra queste due prospettive costituisce uno degli elementi più interessanti del percorso.
Le lacche giapponesi delle collezioni del Castello
Il dialogo con la residenza non riguarda soltanto gli ambienti.
Accanto ai lavori di Faravelli sono presentati tre manufatti giapponesi in lacca maki-e appartenenti alle collezioni del Castello.
Tra gli oggetti figurano una piccola scatola decorata con gru, un set da picnic e una scatola portadocumenti. Le decorazioni comprendono motivi vegetali, floreali e animali realizzati attraverso differenti tecniche di laccatura.
La loro presenza permette di mettere a confronto i materiali prodotti durante i viaggi contemporanei dell’artista con testimonianze della cultura giapponese entrate storicamente nelle raccolte della residenza sabauda.
Un legame con il Giappone che attraversa anche la memoria familiare
Nel percorso dedicato al Giappone compare anche una storia appartenente alla famiglia dell’artista.
Negli archivi familiari Faravelli ha ritrovato fotografie della prozia Irma, ritratta all’inizio del Novecento con abbigliamento da geisha.
La documentazione ufficiale della mostra suggerisce una possibile relazione con l’immaginario diffuso dalla celebre attrice e danzatrice giapponese Sada Yakko, la cui tournée europea raggiunse Torino nel 1902.
È un episodio che mostra quanto l’interesse occidentale per il Giappone abbia attraversato epoche e contesti differenti, arrivando a intrecciarsi anche con la storia personale dell’artista.
Dai taccuini al Castello di Racconigi
Specchi del Giappone mette così a confronto due modi di guardare l’Oriente.
Da una parte c’è quello sedimentato negli ambienti e nelle collezioni della residenza sabauda, legato alla fascinazione europea per culture geograficamente lontane. Dall’altra c’è l’esperienza contemporanea di un artista che ha attraversato il Giappone cercando di raccontarlo attraverso ciò che ha osservato.
Tra questi due sguardi si collocano i taccuini, nei quali viaggio, pittura e scrittura diventano parti di un unico racconto.
FAQ
Qual è il titolo ufficiale della mostra?
Il titolo ufficiale è Specchi del Giappone. Stefano Faravelli al Castello di Racconigi.
Chi è Stefano Faravelli?
È un pittore e autore italiano legato alla pratica del carnet de voyage, nella quale disegno, scrittura e osservazione diretta dei luoghi vengono riuniti nel taccuino di viaggio.
Che cosa presenta Specchi del Giappone?
La mostra riunisce taccuini originali, album, tavole sciolte e strumenti di viaggio legati al lavoro di Faravelli sul Giappone.
La mostra comprende soltanto opere di Stefano Faravelli?
No. Il percorso presenta anche tre manufatti giapponesi in lacca maki-e appartenenti alle collezioni del Castello di Racconigi.
Che rapporto c’è tra la mostra e Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante?
L’esposizione permette di conoscere il laboratorio creativo e i materiali che hanno accompagnato la nascita del volume pubblicato da EDT nel 2026.
Dove si trova la mostra all’interno del Castello?
Il percorso è ospitato nell’Appartamento cinese del Castello di Racconigi.