Si combatteva qui! 1914-1918 sulle orme della Grande Guerra di ALESSIO FRANCONI.

Una mostra fotografica che è il risultato di oltre cinque anni di lavoro, durante i quali Alessio Franconi ha percorso centinaia di chilometri toccando anche le più alte cime dei luoghi della Grande Guerra

Si combatteva qui! 1914-1918 sulle orme della Grande Guerra di ALESSIO FRANCONI.

 

 

Palazzo Besta è uno splendido esempio di palazzo rinascimentale: i suoi interni sono decorati con cicli di affreschi a soggetto biblico, mitologico e storico risalenti al Cinquecento.

Collocato a Besta, piccolo comune della Valtellina, il Palazzo è gestito dalla Direzione regionale Musei della Lombardia, dal 30 luglio il Palazzo ospita una impegnativa mostra fotografica di Alessio Franconi sui luoghi del primo conflitto Mondiale: Si combatteva qui! 1914-1918 sulle orme della Grande Guerra.

Nata con lo scopo di ricordare le sofferenze di chi combatté quella Guerra e di non dimenticarne il costo in termini di sacrifici umani, la mostra, allestita in un territorio che ne fu scenario, offre al visitatore l’opportunità di riflettere sul valore della pace e sull’azione dell’Unione Europea per prevenire nuovi conflitti armati entro i propri confini.

Una mostra che spiega la Grande Guerra illustrando i luoghi dei combattimenti.

Una guerra corpo a corpo, con continui assalti in trincee inespugnabili, episodi tragici, orrori, drammi e disumanità.

Per Alessio Franconi, autore del reportage fotografico, “È stato un insegnamento di vita, un percorso introspettivo verso una maggior comprensione del mondo contemporaneo; osservare dal vivo i luoghi della Grande Guerra è un’esperienza faticosa e dolorosa dal momento in cui ancora si possono vedere le ossa sparse sui campi di battaglia“.

Il progetto di Alessio Franconi è il risultato di un lungo lavoro durato oltre cinque anni.

L’autore si è recato, infatti, lungo tutto l’arco alpino passando dalla Slovenia, dall’Italia e dall’Austria lungo quello che fu il fronte italo–austroungarico della Prima Guerra Mondiale, raggiungendo campi di battaglia a oltre 3000 metri di quota.

Nel 2017, con una lunga e delicata missione fotografica, ha attraversato i Monti Carpazi, per ricordare il dimenticato fronte orientale raggiungendo l’Ungheria, l’Ucraina, la Polonia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca.

Alla presentazione della mostra la direttrice di palazzo Besta, Giuseppina di Gangi ha sottolineato come le condizioni climatiche estreme, talvolta di ghiaccio perenne, hanno reso estremamente difficile la vita dei soldati al fronte, ma hanno anche favorito la conservazione di manufatti, postazioni, camminamenti.

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