PROSPETTIVE

Angelo Tabaro

Angelo Tabaro

Scrivere a mano. Alcune riflessioni a ruota libera

L’importanza del corsivo

Scrivere a mano. Alcune riflessioni a ruota libera

 

Scrivere in corsivo

 

Sentivo qualche giorno fa alla radio di un “luminare” (sic!), di cui non ricordo il nome, il quale avrebbe proposto di non perdere tempo ad insegnare la scrittura a mano nella scuola, visto che in futuro scriveremo tutti solo battendo i tasti del Computer.

Mi è venuto un colpo!

Non vorrei che fosse un nuovo sassolino lanciato per modificare l’orientamento didattico di una scuola che già di per sé ha non pochi problemi nell’affrontare il modo di guidare le nuove generazioni ad affrontare un futuro nel quale le trasformazioni tecnologiche e sociali hanno accelerazioni sempre crescenti le cui ricadute sono spesso imprevedibili.

Preoccupa il solo pensiero che qualcuno immagini la scuola come una pura formazione “tecnica” finalizzata prevalentemente a fornire ai giovani gli strumenti per gestire le “macchine” del futuro.

L’idea di una scuola che non perda tempo nello studio di materie che non hanno utilità immediata per la nostra vita quotidiana non è certamente nuova, si pensi alla progressiva scomparsa del latino dalla scuola italiana, eliminato alle medie e sempre più ridotto nei licei.

La questione della scrittura a mano ci porterebbe a riflettere sulla più profonda funzione della scuola, ma già convegni, dibattiti e studi specializzati affrontano con maggior cognizione di causa l’argomento.

Mi limito quindi a riflettere solo sulla funzione della scrittura a mano riportando un breve passo di un’intervista rilasciata qualche anno fa al Sole24Ore da Emanuela Fanton, grafologa e specializzata in evoluzione del gesto grafico, la quale alla domanda “Perché, allora, è importante potenziare la capacità della scrittura manuale?” così rispondeva:

“Perché scrivere vuol dire organizzare il pensiero; scrivere in corsivo, poi, a differenza dello stampato, obbliga ad un gesto grafico più raffinato, più organizzato e dunque richiama funzioni neurologiche più complesse. Il corsivo attiva aree del sistema nervoso decisive e fondamentali, che saranno alla base di tutti gli apprendimenti. Spesso le disgrafie sono conseguenti a problemi della sfera emozionale e affettiva. I bambini che hanno difficoltà a scrivere, o scrivono male, spesso presentano di pari passo, difficoltà di concentrazione o difficoltà nella sfera degli affetti e delle emozioni”.

Il mio pensiero va allora alle memorie personali quando scrivevamo le lettere a mano ed erano ricche di pensieri, di sentimenti, di emozioni e di amore che affidavamo alla nostra mano che, scorrendo sul foglio bianco, lo riempiva di vita.

È studiato scientificamente che esiste una stretta correlazione tra la penna e il cervello, tra la penna e il cuore, non altrettanto tra cuore e Computer.

La scrittura fatta al computer è infatti una scrittura fredda, meccanica, priva di sentimenti; sentimenti, pensieri, emozioni e amore che invece dovremmo aiutare a far crescere nelle generazioni che governeranno il futuro.

Lunga vita alla scrittura a mano e alla scrittura in corsivo!

Di Angelo Tabaro

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