Praemium Imperiale 2026: i vincitori del “Nobel” delle arti

Praemium Imperiale 2026: il “Nobel” delle arti

 

Palco con premio e luci per articolo sul Praemium Imperiale 2026
Il Praemium Imperiale 2026 conferma il prestigio internazionale di un riconoscimento dedicato alle arti.

 

Il Praemium Imperiale 2026 è considerato il “Nobel” delle arti per il prestigio internazionale del riconoscimento e per la serietà del processo di selezione.

Assegnato dalla Japan Art Association, premia ogni anno personalità o gruppi che abbiano dato un contributo particolarmente rilevante allo sviluppo, alla promozione e al progresso delle arti.

Le cinque categorie sono pittura, scultura, architettura, musica e teatro/cinema.

Il premio è stato istituito nel 1988, in occasione del centenario della Japan Art Association, per celebrare la memoria del principe Takamatsu.

La Japan Art Association, tra le più antiche fondazioni culturali del Giappone, è stata fondata nel 1887. L’Associazione organizza mostre d’arte, gestisce l’Ueno Royal Museum, situato all’interno del Parco di Ueno a Tokyo, e dal 1988 assegna il Praemium Imperiale.

La carica di patrono onorario è stata storicamente ricoperta da membri della Casa Imperiale giapponese.

Il premio nasce anche per dare seguito al desiderio, più volte espresso dal principe Takamatsu, di contribuire alla valorizzazione e alla promozione delle culture e delle arti del mondo. Il principe Takamatsu, vissuto dal 1905 al 1987, fu patrono della Japan Art Association per 58 anni.

La procedura di selezione prevede l’intervento di comitati di nomina presieduti dai consiglieri internazionali del Premio, che propongono ogni anno candidature nelle cinque discipline.

La scelta finale spetta ai comitati di selezione della Japan Art Association, che individuano un vincitore per ciascuna categoria.

Nel 2026 è stata annunciata anche la nomina di Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio dei ministri italiano, come nuovo consigliere internazionale del Praemium Imperiale per l’Italia. Gentiloni succede a Lamberto Dini e presiederà il Comitato italiano di nomina.

Tra i premiati dell’edizione 2026 non figurano artisti italiani, che tuttavia sono stati presenti in diverse edizioni precedenti.

Nel corso della storia del premio hanno ricevuto il Praemium Imperiale, tra gli italiani, Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini.

I vincitori del Praemium Imperiale 2026 sono stati annunciati l’8 settembre 2026, in contemporanea a Tokyo, Parigi, Roma, Berlino, New York e Londra.

I vincitori del Praemium Imperiale 2026

Jenny Holzer – Pittura

Il riconoscimento per la pittura è stato assegnato a Jenny Holzer, artista statunitense che ha posto il linguaggio nello spazio pubblico al centro della propria ricerca.

Manifesti, proiezioni luminose, insegne elettroniche, incisioni e installazioni sono alcuni degli strumenti attraverso i quali Holzer ha sviluppato una pratica incentrata sulle possibilità della parola e sulla sua relazione con i luoghi e con il pubblico.

La sua opera ha contribuito ad ampliare il campo della pittura e dell’arte visiva, portando il testo fuori dai supporti tradizionali e trasformandolo in presenza urbana, politica e poetica.

Andy Goldsworthy – Scultura

Per la scultura è stato premiato Andy Goldsworthy, artista britannico noto per opere realizzate in rapporto diretto con la natura e il paesaggio.

La sua ricerca comprende installazioni effimere e interventi monumentali, spesso costruiti con materiali naturali e destinati a trasformarsi nel tempo.

Il lavoro di Goldsworthy riflette sul rapporto tra uomo, natura, territorio e scorrere del tempo, facendo della fragilità e della trasformazione parti essenziali dell’opera.

Daniel Libeskind – Architettura

Il Praemium Imperiale 2026 per l’architettura è stato assegnato a Daniel Libeskind, architetto statunitense nato in Polonia.

La sua attività è caratterizzata da una forte attenzione alla memoria storica, tradotta in architetture riconoscibili per le forme angolari, le composizioni spaziali complesse e la capacità di trasformare l’edificio in racconto.

Tra i suoi progetti più noti figurano il Jewish Museum di Berlino e il masterplan per la ricostruzione del sito del World Trade Center a New York.

In Italia ha realizzato a Padova la grande installazione Memoria e Luce, dedicata alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001.

Herbert Blomstedt – Musica

Per la musica è stato premiato Herbert Blomstedt, direttore d’orchestra svedese nato negli Stati Uniti.

La sua lunga carriera è segnata da rigore analitico, fedeltà alla partitura, intensità espressiva e attenzione alla dimensione umana dell’interpretazione.

Blomstedt è riconosciuto come una delle grandi figure della direzione d’orchestra internazionale, con un percorso che ha attraversato repertori, istituzioni musicali e generazioni di interpreti.

Cate Blanchett – Teatro/Cinema

Il riconoscimento per il teatro/cinema è stato assegnato a Cate Blanchett, attrice australiana attiva nel teatro, nel cinema e nella televisione.

Interprete di grande versatilità, Blanchett ha costruito una carriera internazionale attraverso ruoli e produzioni molto diversi, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui due premi Oscar.

Accanto al lavoro artistico, è impegnata anche in ambito umanitario ed è Goodwill Ambassador dell’UNHCR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

La cerimonia di premiazione del Praemium Imperiale 2026 si terrà a Tokyo il 28 ottobre 2026.

Il riconoscimento conferma la vocazione internazionale del premio, che attraversa discipline diverse e mette in relazione arti visive, architettura, musica e arti performative.

Anche l’edizione 2026 restituisce un’idea ampia di cultura: una cultura capace di abitare lo spazio pubblico, il paesaggio, la memoria, l’ascolto e la scena.

Il Praemium Imperiale continua così a proporsi come uno degli osservatori più autorevoli sulle traiettorie dell’arte contemporanea e sulle figure che hanno contribuito a trasformare il linguaggio artistico a livello globale.

 

Autore Angelo Tabaro

Immagine di Angelo Tabaro

Angelo Tabaro

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