Per una ripresa della Cultura nel nostro paese

E’ stato approvato il decreto “Disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché pe l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali.”

Per una ripresa della Cultura nel nostro paese

 

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al "Summit for democracy" in videoconferenza con Washington, Roma, 9 dicembre 2021. ANSA/ FILIPPO ATTILI ++HO - NO SALES EDITORIAL USE ONLY++
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al “Summit for democracy” in videoconferenza con Washington, Roma, 9 dicembre 2021. ANSA/ FILIPPO ATTILI ++HO – NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

 

Il decreto prevede le nuove capienze per teatri, musei, cinema, discoteche ed eventi sportivi in genere. dall’11 ottobre con ritorno per cinema e teatri al 100% della capienza.

È un segno di grande speranza che ci fa intravedere la fine del tunnel che da quasi due anni ha stravolto la vita di tutti.

Con la speranza che la maturità e la responsabilità della stragrande maggioranza del paese rende questa conquista un fatto consolidato, è oggi occasione per alcune riflessioni.

La prima considerazione è che la pandemia da Covid-19, che ha pesantemente inciso sulle attività economiche e sociali del Paese, ha colpito in modo particolare ogni forma di attività culturale.

Sul piano economico, l’emergenza sanitaria ha messo in risalto ancor di più le difficoltà e la fragilità del settore culturale nel nostro Paese.

Tra i settori produttivi quello culturale, infatti, è tra quelli maggiormente colpiti e corre il rischio di subire danni che nel tempo potrebbero rivelarsi irreparabili.

Guardando al futuro sarebbe utile considerare che, tra le ragioni di questa estrema debolezza e vulnerabilità, vi è senz’altro il carattere molto parcellizzato del sistema culturale con la presenza di un numero elevato di piccole imprese, associazioni e professionisti e operatori autonomi, posizioni individuali, piccole realtà imprenditoriali.

Il sistema cultura del nostro paese è troppo frammentato e presenta quindi una realtà difficilmente o scarsamente raggiungibili dalle misure di ristoro fin qui adottate e che avrebbero potuto alleggerire i danni che l’intero settore ha subito per l’impossibilità del contatto diretto con il pubblico e tra il pubblico nello spettacolo dal vivo e riprodotto (sale cinematografiche, Teatri) e il blocco dei servizi culturali e socioeducativi (Musei, sale espositive, scuole)

Questa difficoltà non è cosa da poco, perché il settore in Italia ha un rilevante impatto anche economico.

Nel 2019 il Sistema Produttivo Culturale e Creativo era in crescita e rappresentava il 5,7% del valore aggiunto italiano: oltre 90 miliardi di euro, cioè l’1% in più dell’anno precedente.

Ma nel 2020, il 44% degli operatori della filiera ha stimato perdite di ricavi superiori al 15% del proprio bilancio, mentre il 15% prospetta perdite che superano addirittura il 50%.

A soffrire di più, infatti, sono state le imprese dei settori dello spettacolo, delle arti visive e quelle operanti nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Ora è il momento di cogliere tutte le opportunità che la ripresa, rafforzata dal sostegno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR, è in grado di offrire.

Per questo il mondo della cultura dovrà essere pronto ad attivare sempre più incisive forme di coordinamento, con partenariati progettuali tra più soggetti, ricerca di modelli efficaci di gestione dei beni e delle attività culturali, dare valide risposte allo stimolo all’innovazione e alla qualità della produzione culturale, sostegno e promozione a realtà giovani e emergenti e alle espressioni creative più moderne.

Uno dei primi obiettivi che l’intero sistema produttivo della Cultura, intesa nel senso più ampio del termine, dovrà porsi è infatti il superamento del fenomeno della parcellizzazione e diseguaglianza economica che connota gran parte del sistema delle imprese e delle associazioni culturali.

La prima voce della programmazione dovrebbe essere la ricerca di forme di partenariato e collaborazione con altri soggetti come forma naturale di lavoro, assieme all’adozione di strumenti operativi che puntano al recupero della efficienza economica e al perseguimento di obiettivi d’innovazione culturale e riqualificazione dell’offerta

Sono questi alcuni degli strumenti indispensabili per favorire la partecipazione delle imprese culturali alle progettualità nazionali ed europee, per semplificare i rapporti a livello territoriale e con le amministrazioni, per far crescere le professionalità ed essere pronti ad affrontare la sfida del futuro.

Immagine di Angelo Tabaro

Angelo Tabaro

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