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ToggleRiflessione sull’arte italiana contemporanea e presenza italiana ad Art Basel

Arte italiana contemporanea ad Art Basel: presenza limitata e riflessione sulle debolezze del sistema italiano.
Fondata da tre galleristi di Basilea – Trudl Bruckner, Ernst Beyeler e Balz Hilt – nel 1970, la Fiera Internazionale d’Arte Art Basel è cresciuta costantemente nel numero di espositori, visitatori e nella qualità delle proposte e degli eventi in programma, generando manifestazioni analoghe in diverse parti del mondo.
Nel 2002 è nata la fiera gemella Art Basel Miami Beach negli Stati Uniti, seguita poi nel 2013 da Art Basel Hong Kong, quindi da Art Basel a Parigi, e infine – a partire da febbraio 2026 – da Art Basel Qatar.
Oggi Art Basel è una delle manifestazioni fieristiche d’arte più rinomate al mondo: ogni anno ospita quasi 300 gallerie internazionali, che presentano in media migliaia di artisti.
Per chi non ha avuto occasione di visitare la fiera madre di Basilea, che si è tenuta dal 17 al 22 giugno 2025, con accesso pubblico dal 19 al 22, può essere interessante scoprire quali artisti sono stati proposti da alcune delle principali gallerie presenti.
Viene in aiuto uno dei siti più autorevoli nella comunicazione degli eventi espositivi internazionali:
www.galleriesnow.net
Con sede a Londra, il sito propone agli iscritti una newsletter con comunicazioni periodiche generali e approfondimenti speciali dedicati a città, territori o eventi d’arte di particolare rilevanza.
In occasione di Art Basel, GalleriesNow ha pubblicato – secondo quanto riportato da fonti riservate agli iscritti – uno speciale dedicato a 50 gallerie selezionate, tra le più importanti al mondo, indicando anche gli artisti che hanno presentato in fiera.
La presenza italiana: gallerie e artisti
Tra le gallerie incluse nello speciale di GalleriesNow, poche sono italiane, anche se quelle presenti risultano tra le più attive e ricche di proposte:
- Alfonso Artiaco – Napoli
- Galleria Continua – San Gimignano
- Galleria Mazzoleni – Torino
- Galleria Pace – Milano
- Victoria Miro – sede a Venezia (ma galleria britannica)
Anche il numero di artisti italiani rappresentati – sia da gallerie italiane che internazionali – è limitato. Tra i nomi segnalati:
Paolo Bini, Veronica Bisesti, Diego Cibelli, Giulio Paolini, Niele Toroni, Lucio Fontana, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Arcangelo Sassolino, Enrico Donati, Francesco Bonami, Piero Golia, Domenico Gnoli, Piero Manzoni, Valerio Adami, Luigi Ghirri.
Pochi, se si considera la ricchezza e la qualità dell’arte italiana.
È vero che il focus dello speciale riguardava solo 50 gallerie su quasi 300 presenti a Basilea, ma i dati emersi mettono in evidenza una debolezza strutturale dell’Italia nel mercato dell’arte contemporanea internazionale.
Le criticità del sistema italiano
Poche sono le gallerie italiane presenti con proprie sedi all’estero, anche se quelle che ci sono svolgono certamente un ruolo fondamentale di promozione di artisti italiani contemporanei.
Non credo sia un problema di qualità delle proposte degli artisti italiani che, ove presenti, si fanno valere ed apprezzare.
Oggi la fortuna di un artista è determinata molto dal mercato che è prerogativa primaria delle Gallerie. Quanto più rinomate a livello internazionale sono queste Gallerie tanto più la loro attività di promozione e comunicazione incidono nel far emergere artiste e artisti di qualità.
Non mancano le gallerie d’arte in Italia, nelle grandi come nelle piccole città.
Sono anche gallerie che presentano artisti giovani ed emergenti ma il loro campo d’azione è spesso limitato territorialmente per avere la forza di lanciarli a livello internazionale.
Verso nuove sinergie
Potrebbe essere d’aiuto l’avvio di partenariati con grandi gallerie internazionali che mostrano interesse al nostro Paese, come nel caso di Venezia che negli anni di Biennale Arte diventa un’autentica calamita per molte di quelle realtà che ricercano in laguna spazi per presentare i propri artisti.