Per la prima volta riunite in un’unica mostra le opere di Ottone Rosai del Lascito al museo del 1963 con quelle della ricca collezione Alberto Della Ragione
Museo Novecento di Firenze ospita la mostra OTTONE ROSAI. Poeta innanzitutto, esposizione aperta fino al 4 ottobre

E’ visitabile fino al 4 ottobre 2026 la mostra monografica che Museo Novecento di Firenze dedica ad Ottone Rosai (1895-1957).
Ottone Rosai, nato a Firenze nel 1895, è stato uno dei protagonisti dell’arte contemporanea italiana.
Fin da giovane, Rosai dimostra un forte interesse per la pittura, perfezionando le sue abilità all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Inizialmente influenzato dal futurismo, sviluppa rapidamente un linguaggio artistico personale, distaccandosi dalle avanguardie del suo tempo.
Negli anni ’20, la sua attenzione si rivolge a temi legati alla vita quotidiana e alla cultura popolare, ponendo in risalto il mondo degli umili e delle persone comuni.
Le opere di Rosai catturano scene di vita di strada, interni di caffè e ritratti di contadini e operai, rappresentando una umanità genuina e semplice, che rende la sua arte un pilastro dell’arte contemporanea.
La mostra dal titolo Ottone Rosai. Poeta innanzitutto prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosaie le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione.
Nel 1963 un importante corpus di opere di Ottone Rosai era stato infatti donato dalla vedova Francesca Fei e dal fratello Oreste al Comune di Firenze.
Il lascito si articola attorno ai due nuclei tematici dei ritratti, della serie dei Tondini e degli Amici realizzati fra gli anni Quaranta e Cinquanta, e delle vedute della Firenze di Rosai risalenti agli anni 1954 e 1955.
Per la prima volta queste opere vengono riunite assieme a quelle della Collezione Alberto della Ragione e, articolate in due ambienti distinti, fanno entrare il visitatore nei luoghi cari ad Ottone e, insieme, indagare le figure che egli amava ritrarre.
Il risultato è un’esposizione che restituisce un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo.