Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli

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Una mostra che apre il dibattito sul rapporto tra arte e presenza di artisti “foresti” a Napoli, oltre al Caravaggio.

Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli

 

 

Il museo di Capodimonte di Napoli dedica bel 24 sale al primo piano per una grande mostra dedicata a Caravaggio, uno dei maestri dell’arte di tutti i tempi, e all’influenza della sua arte nella città partenopea.

Oltre Caravaggio. Un nuovo racconto della pittura a Napoli che si è aperta il 31 marzo a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello, presenta 200 opere provenienti tutte dalle collezioni permanenti del museo, senza prestiti esterni.

Al centro della mostra è il dibattito sul Seicento napoletano, diventato per amatori e storici il secolo di Caravaggio.

Solo nella prima metà del Novecento si è cominciato a parlare di Seicento napoletano, come di un periodo artistico ben definito ed identificato per iconografie, tagli compositivi e utilizzo delle luci.

Per primo ne parlò lo storico dell’arte Roberto Longhi (1890-1970) secondo il quale il naturalismo di Caravaggio sarebbe la spina dorsale dell’arte napoletana.

Gli studi sull’arte del Seicento nel Sud fanno infatti riferimento alle sue proposte formulate in una serie di saggi pubblicati nel secondo decennio del secolo scorso.

Ora i curatori di questa mostra propongono di riconsiderare lo schema di Longhi, ormai ampiamente storicizzato, e di ripensare l’intera articolazione di un secolo che non fu solo quello di Caravaggio, ma anche di Jusepe de Ribera, uno spagnolo arrivato a Napoli nel 1616, sei anni dopo la morte di Caravaggio.

Infatti, la mostra “Oltre Caravaggio…” porta Ribera, rappresentato nelle collezioni di Capodimonte da opere sacre, mitologiche e nature morte, al centro della scena artistica napoletana.

Una mostra che indaga i rapporti di Napoli con l’arte anche attraverso la storia economica e sociale di una città che, nel Seicento, era una grande città portuale, crocevia della vita e della cultura italiana.

Nel XVII secolo era diventata una delle megalopoli più popolose del mondo esercitando una profonda influenza sulla cultura europea; la sua storia si presenta come una ricca stratigrafia, fatta di diverse civiltà, popoli ed espressioni artistiche che hanno lasciato tracce nel patrimonio artistico e monumentale.

Presentare la civiltà artistica napoletana richiede quindi di mettere in giusto risalto gli apporti esterni e gli scambi con gli altri centri, l’invio da fuori di opere e progetti, la residenza in città degli artisti ‘forestieri’.

Vengono quindi evidenziati in mostra gli apporti in città, oltre del lombardo Caravaggio, degli emiliani Domenichino, Lanfranco e Guido Reni, dello spagnolo Jusepe de Ribera, dei romani Artemisia Gentileschi e Gregorio Guglielmi, dei francesi Simon Vouet e Pierre-Jacques Volaire, e di altri ancora, italiani o stranieri.

DATA INIZIO: 31/03/2022

DATA FINE: 07/01/2023

LUOGO: NAPOLI – Museo di Capodimonte/secondo piano

INDIRIZZO: Via Miano, 2

ORARI DI APERTURA

  • Giovedì > martedì 10.00 – 17.30 (ultimo accesso ore 17.00)

INFO

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