NINO MIGLIORI. La dialettica del reale

- DATA INIZIO: 10/10/2026

- DATA FINE: 07/03/2027

- LUOGO: Centro Saint-Bénin Via Festaz, 27 - Aosta

- INDIRIZZO: Via Festaz, 27 - Aosta

- TEL: +39 0165 272687

- SITO WEB: https://www.regione.vda.it/cultura/mostre_musei/musei/saint_benin/default_i.aspx

Tra i più autorevoli e originali protagonisti della fotografia italiana del Novecento, Nino Migliori compirà 100 anni il 29 settembre 2026

Il Centro Saint-Bénin di Aosta ospita la mostra NINO MIGLIORI. La dialettica del reale, aperta fino al 7 marzo 2027

 

Il Centro Saint-Bénin di Aosta ospita la mostra NINO MIGLIORI. La dialettica del reale, aperta fino al 7 marzo 2027
© Fondazione Nino Migliori ETS | Nino Migliori, Il tuffatore, 1951

 

Il Centro Saint-Bénin di Aosta è una delle principali sedi espositive gestite dalla Regione autonoma della Valle d’Aosta, che sin dal 1986 vi realizza mostre d’arte.

Le esposizioni temporanee sono ospitate negli spazi ricavanti all’interno della seicentesca cappella del complesso monumentale del priorato di Saint-Bénin, fondato intorno all’anno Mille e diventato a partire dal 1604 Collegio di studi superiori.

In occasione del suo centesimo compleanno, il Centro Saint-Bénin di Aosta presenta La dialettica del reale, un’importante mostra personale dedicata a Nino Migliori (Bologna, 1926), tra i protagonisti assoluti della fotografia italiana del Novecento.

Curata da Mauro Zanchi, la mostra riunisce alcune delle serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni Cinquanta per arrivare poi agli esiti più recenti della sua ricerca.

Vengono presentate 160 immagini, molte delle quali ormai entrate nella storia della fotografia italiana, che accompagnano il visitatore alla stagione del Neorealismo andando oltre una lettura esclusivamente documentaria, per restituire la complessità dello sguardo di Migliori.

Dalla dignità della miseria all’attesa, dal confronto tra un’Italia ancora arcaica e un Paese in piena trasformazione, fino alle prime sperimentazioni sul linguaggio fotografico.

Alla luce degli studi più recenti, il percorso espositivo propone così una rilettura della fotografia italiana del dopoguerra, mostrando come già negli anni Cinquanta il documento si trasformi in Migliori, in una ricerca sulla materia, sul segno e sulle possibilità espressive dell’immagine.

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