NICOLA SAMORÌ – Petrae Fidei

- DATA INIZIO: 22/12/2024

- DATA FINE: 09/03/2025

- LUOGO: VENEZIA – Abbazia di San Giorgio Maggiore

- INDIRIZZO: Isola di San Giorgio Maggiore

Nicola Samorì è artista tra i più originali della sua generazione e figura che ha saputo creare una versione eterodossa dell’arte

L’ Abbazia di San Giorgio Maggiore di Venezia ospita la mostra NICOLA SAMORÌ – Petrae Fidei, fino al 9 marzo 2025

 

L' Abbazia di San Giorgio Maggiore di Venezia ospita la mostra NICOLA SAMORÌ – Petrae Fidei, fino al 9 marzo 2025
Locandina mostra

 

Si è inaugurata il 22 dicembre 2024 nella Cappella del Conclave dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore in Venezia la mostra Petrae Fidei di Nicola Samorì.

Nato a Forlì nel 1977 Nicola Samorì è considerato un artista tra i più originali della sua generazione e figura che ha saputo creare una versione eterodossa dell’arte.

In genere la sua ricerca parte dallo studio di opere barocche, analizzate e poi dipinte su tela o altro supporto come pietra, legno, rame.

Il suo lavoro però si definisce nel martirio dell’opera.

Samorì la tortura praticando sfregi, bruciature con acido.

L’olio semiumido viene chirurgicamente tagliato.

Le figure private del volto, di mani e pelle.

La materia stessa suggerisce il metodo: naturali deformazioni del supporto diventano la ferita da cui costruire immagine e corpo.

La mostra di Samorì all’Abbazia di San Giorgio Maggiore è organizzata in occasione del prestito della pala d’altare di Vittore Carpaccio raffigurante San Giorgio che uccide il drago alla Staatsgalerie di Stoccarda per la mostra «Carpaccio, Bellini und die Frührenaissance in Venedig».

La Comunità Benedettina di San Giorgio Maggiore ha, infatti, commissionato all’artista romagnolo Nicola Samorì un dipinto che sostituisca temporaneamente il noto capolavoro cinquecentesco.

Raffigurante il Santo Cavaliere nell’atto di annientare il drago, sulla tela di Vittore Carpaccio è accuratamente descritta, in secondo piano, una scena della lapidazione di Santo Stefano – contitolare, insieme a San Giorgio, del Monastero Benedettino.

È proprio dalla rappresentazione congiunta di questi due Santi, che trae origine Primo Martire il dipinto che Samorì ha realizzato per l’Abbazia di San Giorgio Maggiore, nel quale l’artista ha inteso portare in primo piano il martirio di Santo Stefano, ribaltando le proporzioni leggibili nell’opera del Carpaccio.

E’ infatti il Primo Martire a giganteggiare, mentre San Giorgio diventa una sorta di blasone, impresso sul manto di Stefano, in una temporalità inversa, come se il Martire vestisse l’avvenire.

Samorì ha percosso materialmente, con la pressione di pietre sulla tela, l’effige di Santo Stefano che, come noto, fu vittima di lapidazione.

Il risultato è un’opera dal forte impatto emotivo.

 

ORARI DI APERTURA

  • Martedì > domenica 10.00 – 17.00
  • Ingresso libero

INFO

Leave a Comment

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER