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Giuseppe Tassi

Giuseppe Tassi

Messi in paradiso: Argentina campione del mondo

Se c’è un Dio del pallone, ha fatto la cosa giusta, consegnando la terza Coppa del mondo all’Argentina e a Leo Messi

Messi in paradiso: Argentina campione del mondo

 

Agencia de Noticias ANDES, CC BY-SA 2.0 , via Wikimedia Commons
Agencia de Noticias ANDES, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

 

Scaloni e l’Albiceleste vincono ai rigori dopo 120 minuti da batticuore, 80 dei quali dominati da un’ Argentina bella, coraggiosa, motivata, la più affascinante creatura di questo Mondiale.
Dominio assoluto del campo, rigore trasformato da Messi in modo impeccabile e poi azione da manuale con cinque passaggi in velocità chiusi da un gioiello di Di Maria.
Proprio il recupero dello juventino spariglia le carte della finale.
Scaloni rispolvera un 4-3-3 molto offensivo, dove Messi officia il rito pagano del bel calcio, sostenuto dalla fisicità di De Paul e dalla tecnica di Alvarez e Di Maria.
La Francia è stordita dal palleggio dei sudamericani e dal rigore difensivo di un grande Romero.
Anche Pie’ veloce Kylian Mbappé non trova mai un varco utile.
Ma il calcio è un mistero buffo e affascinante, un film sempre imprevedibile.
Un rigore banale al minuto 80 rimette in gioco i galletti.
Trasforma ovviamente Mbappé che un minuto dopo elargisce la seconda perla di giornata.
Un destro al volo di potenza esplosiva che vale il 2-2 e il biglietto per i supplementari.
Deschamps , dopo aver rinunciato a Giroud e Griezmann fida sui giovani muscoli dei suoi ragazzi di colore con Thuram e Kolo Muani ad aggiungere peso e velocità all’attacco.
La partita si trasforma in una saga, un copione ricco di colpi di scena e giocate da infarto.
Sulla scena sempre Messi e Mbappé impegnati in una sfida all’ultimo gol e alla giocata che può valere la Coppa.
Leo fa centro con il destro su cross radente (3-2) ma a cinque minuti dal fischio finale Il ciclone francese colpisce un ingombrante gomito argentino e va sul dischetto per fissare un 3-3 da batticuore.
Sono i rigori, aperti dalle puntuali esecuzioni di Messi è Mbappé, a scrivere la storia.
Argentini implacabili dal dischetto e francesi tremebondi davanti a Emiliano Martinez che ha la nomea e la faccia tosta del pararigori.
Con 4 centri contro 2 l’Argentina risale sul tetto del mondo è chiude la strada al bis dei campioni uscenti.

Mbappe’ si consola con il titolo di cannoniere (8 gol) e con i suoi 24 anni ancora da compiere , che gli permetteranno di scrivere altre storie gloriose.

I più delusi sono il presidente francese Macron in maniche di camicia a sognare il colpaccio e il ct Deschamps, miracolato da Mbappe ‘ in una delle più brutte partite della sua Francia.
Leo La Pulce alza finalmente la Coppa del mondo dopo 36 anni di attesa dalla gloria di Maradona.
A 35 anni Messi completa la sua rincorsa al mito del Pibe, sfata un tabù, si libera dalla sua ossessione.
Lo merita Leo per l’intensità e il genio che mette in ogni giocata, per i 6 gol segnati in Qatar, perla sua leadership silenziosa ma trascinante.
Non è Diego e mai lo sarà ma resta un campionissimo nella storia del calcio.
Divide il merito con Scaloni , l’allenatore 44enne che ha dato cuore e solidità alla sua Argentina dopo il debutto shock contro l’Arabia.
Il Dio del pallone ha scelto lui, un giovane tecnico bravo e coraggioso per affidargli la delicata missione.
E neppure il ciclone Mbappe’ è riuscito a fermare il volo dell’Albiceleste.

Di Giuseppe Tassi

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