
Mimmo Paladino a Capalbio mette in dialogo teatro e cinema attraverso due nuclei di opere su carta riuniti nella mostra Drammaturghi / Storyboard. Il progetto, curato da Davide Sarchioni, attraversa oltre un decennio della ricerca dell’artista e mostra come il disegno possa diventare luogo di passaggio tra parola, immagine, scena e movimento.
Da una parte compaiono i protagonisti della storia del teatro, trasformati in volti e maschere; dall’altra gli Storyboard, nei quali il segno conserva qualcosa del momento in cui una sequenza cinematografica sta ancora prendendo forma.
Mimmo Paladino tra disegno, teatro e racconto
Pittura, scultura, disegno, architettura, scenografia e cinema convivono da tempo nella ricerca di Mimmo Paladino.
Il disegno occupa però una posizione particolare. Non funziona soltanto come preparazione di un’opera successiva, ma come spazio autonomo nel quale figure, simboli e forme possono comparire senza essere ancora fissati in una soluzione definitiva.
È da questa libertà che nasce il rapporto tra i due nuclei della mostra. I Drammaturghi guarda alla parola teatrale e ai suoi protagonisti; Storyboard sposta invece l’attenzione verso la costruzione dell’immagine cinematografica.
In entrambi i casi il segno diventa un mezzo per raccontare.
I Drammaturghi: sedici volti della storia del teatro
La selezione presentata a Capalbio comprende sedici opere della serie I Drammaturghi.
Antonin Artaud, Samuel Beckett, Bertolt Brecht, Eschilo, Carlo Goldoni, Eugène Ionesco, Molière, Luigi Pirandello, William Shakespeare, August Strindberg, Henrik Ibsen, Sarah Kane, Carmelo Bene, Vladimir Majakovskij, Tadeusz Kantor e Dario Fo diventano presenze costruite attraverso segni, frammenti, campiture e colori.
Paladino non cerca una somiglianza fotografica. I tratti individuali vengono ridotti, trasformati o ricomposti fino a fare del volto una sorta di maschera.
Il riferimento ai protagonisti della drammaturgia diventa così anche una riflessione sull’identità e sulla capacità del teatro di trasformare continuamente l’essere umano attraverso personaggi, voci e rappresentazioni.
Dai diciannove del Teatro Valle ai sedici di Capalbio
La serie ha una storia precedente alla mostra toscana.
Un primo nucleo risale al 2005 e nel 2018 il progetto fu ampliato per l’installazione Paladino al Teatro Valle. 19 drammaturghi e un sipario in scena.
In quell’occasione diciannove ritratti occupavano altrettanti palchetti del Teatro Valle di Roma insieme al grande Sipario di attesa.
A Capalbio la selezione è differente: sono sedici le opere esposte. Il riferimento ai diciannove appartiene quindi alla precedente configurazione della serie e non al numero dei lavori presenti nell’attuale mostra.
Gli Storyboard e l’immagine prima del film
Il secondo nucleo comprende otto carte appartenenti alla serie Storyboard.
Qui Paladino porta nello spazio espositivo un processo normalmente destinato a rimanere dietro le quinte: quello attraverso il quale un film comincia a essere immaginato prima delle riprese.
Segni, figure, collage e possibili sequenze conservano la natura provvisoria dell’idea. Sono immagini che suggeriscono un tempo e un movimento ancora da costruire.
I lavori derivano dalla rielaborazione di materiali visivi utilizzati dall’artista nella preparazione di La Divina Cometa, film del 2022 liberamente ispirato all’universo di Dante.
Lo storyboard perde così la sola funzione tecnica per diventare opera autonoma, pur continuando a conservare la traccia del processo cinematografico da cui nasce.
Dal Quijote alla Divina Cometa
L’interesse di Paladino per il cinema non rappresenta un episodio isolato.
Nel 2006 l’artista realizza Quijote, primo lungometraggio nato da una libera rilettura dell’opera di Cervantes e interpretato, tra gli altri, da Peppe Servillo e Lucio Dalla. Vent’anni dopo, proprio in occasione dell’apertura della mostra di Capalbio, il film è tornato sullo schermo in una proiezione speciale.
Con La Divina Cometa del 2022 Paladino affronta invece l’immaginario dantesco attraverso incontri, apparizioni e figure che costruiscono un percorso lontano da una trasposizione letterale della Divina Commedia.
Gli Storyboard esposti permettono di osservare una parte del lavoro che precede questo tipo di costruzione cinematografica: il momento in cui il racconto è ancora fatto di segni, intuizioni e immagini possibili.
Drammaturghi / Storyboard e il Capalbio Film Festival
Il rapporto tra arti visive e cinema diventa ancora più evidente nel contesto del Capalbio Film Festival.
Per la quinta edizione Mimmo Paladino ha infatti realizzato anche l’immagine ufficiale della manifestazione. Il progetto grafico ruota intorno a una figura dal carattere arcaico, accompagnata da lettere, numeri, segni e forme geometriche.
La mostra amplia questo dialogo mostrando ciò che accade quando il linguaggio del disegno entra direttamente in relazione con la scena e con l’immagine in movimento.
Teatro e cinema non vengono quindi presentati come territori separati, ma come differenti possibilità narrative all’interno di una ricerca che continua a muoversi tra linguaggi diversi.
FAQ
Che cosa presenta Drammaturghi / Storyboard?
La mostra mette in relazione due nuclei di opere su carta di Mimmo Paladino: sedici lavori della serie I Drammaturghi e otto carte della serie Storyboard.
Perché si parla anche di 19 drammaturghi?
Il numero 19 si riferisce alla precedente installazione realizzata al Teatro Valle di Roma nel 2018. Nella mostra di Capalbio sono invece presentate sedici opere della serie.
Che cosa rappresentano gli Storyboard di Mimmo Paladino?
Sono rielaborazioni di materiali legati alla preparazione cinematografica, nei quali disegno e collage anticipano possibili scene, sequenze e immagini.
Gli Storyboard sono collegati a un film?
Le otto carte esposte sono legate ai materiali sviluppati da Paladino intorno a La Divina Cometa, il film realizzato dall’artista nel 2022.
Qual è il rapporto di Mimmo Paladino con il cinema?
Paladino ha affiancato nel tempo la pratica delle arti visive alla regia cinematografica, realizzando tra gli altri Quijote nel 2006 e La Divina Cometa nel 2022.