MICHELE CIACCIOFERA. The Hand of Nature

- DATA INIZIO: 23/07/2026

- DATA FINE: 04/10/2026

- LUOGO: Museo della Ceramica / Casa Chironi - Nuoro

- INDIRIZZO: Piazza Su Connottu, 9 - 08100 Nuoro (NU)

- TEL: +39 0784 1672950; +39 0784 242900

- SITO WEB: isresardegna.org; micheleciacciofera.com

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Orari: fino all’11 agosto martedì-domenica 10.00-13.00 e 15.00-20.00; dal 12 agosto al 30 settembre tutti i giorni 10.00-20.00; dal 1° al 4 ottobre tutti i giorni 10.00-19.00. Biglietti Museo della Ceramica: intero 5,00 euro; ridotto 3,00 euro; cumulativo intero 10,00 euro per Museo della Ceramica, Casa Museo Grazia Deledda e Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde. Gratuito la prima domenica del mese e per le categorie previste. Accessibilità: la scheda SardegnaCultura segnala accessibilità fisica facilitata per visitatori con esigenze specifiche.

- NOTE AGGIUNTIVE: The Hand of Nature. La mano della natura presenta al Museo della Ceramica di Nuoro un’installazione di Michele Ciacciofera composta da 163 elementi in ceramica smaltata e da un tappeto circolare in lana irlandese e Tencel del diametro di 230 centimetri. L’opera, già esposta a Venezia nella mostra Forme d’Argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900-2000), entra ora in dialogo con la collezione del museo e con due lavori dell’ISRE: Circoli colorati di Rosanna Rossi e Licuccos di Caterina Lai. L’installazione è esposta a Nuoro per gentile concessione di BUILDING, Milano.

INDICE

Michele Ciacciofera a Nuoro con The Hand of Nature

 

Mostra al Museo della Ceramica di Nuoro di Michele Ciacciofera da titolo The Hand of Nature
Installation view, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito, Michele Ciacciofera, The Hand of Nature, Archivio ISRE

 

Dal 23 luglio al 4 ottobre 2026, Michele Ciacciofera a Nuoro presenta The Hand of Nature. La mano della natura al Museo della Ceramica, negli spazi di Casa Chironi. La mostra propone un’installazione immersiva che riflette sul rapporto tra uomo, natura, memoria e trasformazione attraverso la ceramica, materia centrale nella storia culturale della Sardegna.

L’opera è composta da 163 elementi in ceramica smaltata e da un tappeto circolare in lana irlandese e Tencel del diametro di 230 centimetri.

Già presentata a Venezia nell’ambito della mostra Forme d’Argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900-2000), trova ora una nuova collocazione nel museo nuorese, accanto alla collezione dell’ISRE.

La ceramica come memoria e trasformazione

La storia della ceramica sarda affonda le radici nella cultura materiale dell’isola. Nel corso del Novecento, da pratica artigianale legata al territorio, la ceramica si è progressivamente aperta alla sperimentazione, al design e all’arte contemporanea.

The Hand of Nature si inserisce in questa prospettiva. La ceramica non è considerata solo come tecnica o manufatto, ma come materia capace di custodire memoria, identità e trasformazione. Argilla, smalto, colore e forma diventano strumenti per raccontare il rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale.

Un’installazione immersiva

L’opera di Michele Ciacciofera riunisce una moltitudine di forme organiche in ceramica smaltata, disposte in relazione a un grande tappeto circolare. L’insieme genera un’immagine sospesa tra scultura, paesaggio, organismo e mandala.

Il visitatore è invitato a osservare l’opera non come un singolo oggetto, ma come un ambiente simbolico. Le forme ceramiche sembrano frammenti naturali, reperti, tracce, semi o presenze ancestrali. La loro disposizione suggerisce una natura cosmica, in cui l’uomo non domina, ma partecipa a una rete di relazioni.

La mano della natura

Il titolo The Hand of Nature richiama una presenza attiva della natura. Non una natura passiva, osservata dall’esterno, ma una forza che modella, trasforma, genera e lascia segni.

La mano è anche quella dell’artista, del ceramista, dell’uomo che lavora la materia. Il titolo apre così un doppio significato: la natura come potenza creatrice e la mano umana come strumento di trasformazione. Tra questi due poli si colloca l’opera di Ciacciofera, che riflette sulla relazione tra gesto, materia e ambiente.

Michele Ciacciofera, tra Sardegna, Sicilia e Mediterraneo

Michele Ciacciofera è nato a Nuoro nel 1969, è cresciuto a Palermo e vive e lavora a Parigi. La sua ricerca attraversa media diversi: installazione, pittura, disegno, scultura, suono, video e materiali organici o riciclati.

Nel suo lavoro tornano spesso memoria collettiva, archeologia, mito, storia naturale e questioni ambientali. La Sardegna e la Sicilia, sue terre d’origine e formazione, sono rilette dentro un orizzonte più ampio, quello del Mediterraneo, inteso come spazio di passaggi, civiltà, stratificazioni e trasformazioni.

Natura, mito e archeologia

La ricerca di Ciacciofera non separa mai la natura dalla storia. Le sue opere spesso sembrano nascere da un incontro tra paesaggio, reperto archeologico, organismo e immaginario mitico.

Anche in The Hand of Nature la ceramica richiama una dimensione antica e insieme contemporanea. È una materia legata alle prime civiltà, al fuoco, alla terra, alla trasformazione degli elementi.

Ma nelle mani dell’artista diventa anche linguaggio attuale, capace di parlare di ecologia, memoria e convivenza.

Il dialogo con il Museo della Ceramica

La mostra assume un significato particolare perché si svolge nel Museo della Ceramica di Nuoro. Il museo, inaugurato nell’estate del 2023 negli spazi restaurati di Casa Chironi, valorizza una collezione dedicata alla produzione ceramica sarda, con opere che raccontano il passaggio dalla cultura materiale alla ricerca artistica del Novecento.

In questo contesto, The Hand of Nature non appare come un intervento isolato. L’opera si confronta con una storia più ampia: quella della ceramica come linguaggio identitario, come pratica di trasformazione della materia e come campo di sperimentazione artistica.

Dalla tradizione alla ricerca contemporanea

La collezione del Museo della Ceramica comprende testimonianze della produzione popolare e artistica sarda, con opere di autori e scuole che hanno contribuito a rinnovare il linguaggio della ceramica nell’isola.

La presenza di Ciacciofera permette di proseguire questo racconto nel presente. La sua installazione mostra come la ceramica possa ancora essere un materiale vivo, capace di accogliere domande contemporanee: il rapporto con la natura, la crisi ecologica, la memoria delle civiltà, la trasformazione dei paesaggi e il legame tra forme organiche e immaginario simbolico.

Il ritorno da Venezia a Nuoro

L’opera era già stata presentata a Venezia nella mostra Forme d’Argilla. Un secolo di ceramica sarda (1900-2000). A Nuoro trova ora una collocazione particolarmente coerente, perché entra nel luogo da cui proviene gran parte del racconto sulla ceramica sarda proposto dall’ISRE.

Il ritorno negli spazi del museo rafforza il legame tra l’opera, la Sardegna e la collezione dell’Istituto. Dopo il confronto con il contesto veneziano, The Hand of Nature viene restituita a un ambiente museale che permette di leggerla in rapporto diretto con la storia della ceramica isolana.

Rosanna Rossi e Caterina Lai

L’installazione di Ciacciofera è posta in dialogo con due opere appartenenti alle collezioni dell’ISRE: Circoli colorati di Rosanna Rossi e Licuccos di Caterina Lai.

Il confronto mette in relazione generazioni e linguaggi diversi. Le opere sono accomunate dall’attenzione per la dimensione simbolica della forma e del colore, oltre che da una rilettura contemporanea della cultura materiale e visiva della Sardegna. Il risultato è un percorso che non si limita a presentare un’opera singola, ma costruisce una conversazione tra artisti, materiali e immaginari.

Una natura senza gerarchie

Uno degli aspetti più suggestivi di The Hand of Nature è l’idea di una natura inclusiva, in cui l’uomo non occupa una posizione dominante.

Le forme ceramiche sembrano suggerire un sistema di relazioni senza gerarchie rigide, dove ogni elemento partecipa a un equilibrio più ampio.

Questa visione è coerente con la ricerca di Ciacciofera, da sempre interessata al rapporto tra esistenza umana e mondo naturale. L’opera invita a immaginare una relazione più empatica con l’ambiente, fondata non sulla separazione, ma sull’interdipendenza.

Materia e gesto

La ceramica nasce dall’incontro tra elementi primari: terra, acqua, aria, fuoco. È una materia che richiede tempo, trasformazione, cura e conoscenza del processo. In questo senso, porta con sé una forte dimensione simbolica.

Nel lavoro di Ciacciofera, il gesto non è mai solo manualità. È progetto, pensiero, memoria. Le forme non sono semplicemente modellate: sembrano emergere da un processo di sedimentazione, come se conservassero tracce di paesaggi, civiltà, organismi e rituali.

La ceramica come paesaggio

In The Hand of Nature la ceramica non costruisce oggetti isolati, ma un paesaggio. Le forme smaltate dialogano tra loro e con il tappeto circolare, generando un campo visivo in cui ogni elemento appare parte di un organismo più grande.

Il tappeto, con la sua forma circolare, accentua l’idea di un centro simbolico. Può richiamare un mandala, una mappa, un suolo rituale, una superficie cosmica. Su questo spazio si dispongono le ceramiche, come presenze naturali e culturali insieme.

Una mostra organizzata dall’ISRE

La mostra è organizzata dall’ISRE, Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna. L’istituto svolge un ruolo centrale nella conservazione, valorizzazione e divulgazione del patrimonio culturale sardo, anche attraverso i suoi musei e le sue collezioni.

Con The Hand of Nature, l’ISRE conferma l’attenzione verso il dialogo tra tradizione e contemporaneità. La ceramica non viene raccontata come linguaggio chiuso nel passato, ma come campo ancora fertile per interpretare il presente.

Casa Chironi e il Museo della Ceramica

Il Museo della Ceramica è ospitato a Casa Chironi, in Piazza Su Connottu. L’edificio, restaurato e restituito alla città, accoglie un percorso dedicato alla storia della ceramica sarda, con particolare attenzione al Novecento e alla relazione tra artigianato, arte e design.

Visitare la mostra significa quindi attraversare un luogo che unisce architettura, memoria urbana e patrimonio artistico. La presenza di un’opera contemporanea come The Hand of Nature rende ancora più evidente la continuità tra la storia della ceramica e le sue possibilità future.

Un artista nuorese nel museo della città

Il fatto che Michele Ciacciofera sia nato a Nuoro aggiunge un ulteriore livello di lettura. L’opera torna in una città che appartiene alla biografia dell’artista e si inserisce in un museo dedicato a una materia profondamente legata alla cultura sarda.

Questa coincidenza non va letta solo in chiave biografica. La mostra diventa anche un modo per riflettere sui ritorni, sulle radici, sulle trasformazioni dei linguaggi e sul rapporto tra origine e ricerca internazionale.

Arte contemporanea e cultura materiale

The Hand of Nature mostra come l’arte contemporanea possa dialogare con la cultura materiale senza ridurla a repertorio decorativo. La ceramica, in questo caso, non è usata per evocare genericamente la tradizione, ma per interrogare temi profondi: la memoria collettiva, il rapporto con la terra, la trasformazione della natura, l’eredità delle civiltà mediterranee.

Il percorso suggerisce che gli oggetti e i materiali non sono mai neutri. Portano con sé storie, tecniche, gesti, economie, paesaggi e visioni del mondo.

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