Le foto che il fratello dell’autrice del romanzo Monopolis scattò durante le riprese del film omonimo girato nel 1927, sono attuali a quasi cent’anni
Chiesa di San Salvatore di Monopoli ospita la mostra METROPOLIS. Fotografie di Horst von Harbou, fino al 1 novembre

Dall’8 agosto al primo novembre 2026 torna a Monopoli il Festival Internazionale di Fotografia e Arte PhEST.
PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo.
Il tema di quest’anno è What if? con sottotitolo See beyond the stars.
Guardando al di là delle stelle il festival individua nel “se” un dispositivo creativo che rende visibile ciò che non esiste.
Tra le mostre in programma, negli spazi della Chiesa di san salvatore è allestita la mostra METROPOLIS.Fotografie di / Photographs by Horst von Harbou.
Il film fantascientifico Metropolis di Fritz Lang, ispirato all’omonimo romanzo di Thea von Harboupubblicato nel 1925, immaginava come saremmo stati nel 2026.
Le fotografie di scene, scattate dal fratello dell’autrice ci ricordano questa rappresentazione: una realtà distopica nella quale la classe povera vive e lavora sottoterra facendo funzionare la macchina-cuore, un gigantesco generatore che alimenta la città sovrastante dove vivono i ricchi.
A quasi cento anni dalla sua uscita, Metropolis continua a parlarci perché mette in scena problemi sociali, disuguaglianze e speranze ancora molto attuali.
Tra robot umanoidi, crisi del lavoro e città verticali, scopriamo quanto quel mondo distopico sia diventato la nostra realtà quotidiana.
Le macchine sono più moderne, il lavoro è cambiato, ma il rischio di perdere l’umanità venendo fagocitati dalle nostre creazioni è lo stesso.