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ToggleMeghann Riepenhoff lavora in collaborazione con l’ambiente, creando grandi cianotipie senza macchina fotografica, attraverso il contatto diretto con il paesaggio
Cloître Saint-Trophime di Arles ospita la mostra MEGHANN RIEPENHOFF. Lame de fond, aperta fino al 4 ottobre

Nel 2026, la 57ª edizione del festival di fotografia Rencontres d’Arles presenta narrazioni radicate in territori diversi, in particolare nel continente africano e nel Mediterraneo.
Nel ricco programma di esposizioni che vengono allestite ad Arles per il Festival rientra la mostra Lame de fond dell’artista statunitense MEGHANN RIEPENHOFF allestita dal 6 luglio al 4 ottobre 2026 negli spazi di Cloître Saint-Trophime.
Nata nel 1979 ad Atlanta, Meghann Riepenhoff vive e lavora a Bainbridge Island, nello Stato di Washington.
Ha conseguito una laurea in fotografia presso l’Università della Georgia e un master presso il San Francisco Art Institute.
Nel suo lavoro l’artista si ispira ai suoi primi ricordi legati alla costa, dove acqua e terra si incontrano e si plasmano a vicenda.
Il mare le sembrava bello e pericoloso, immenso, eppure intimamente connesso al suo essere.
Per lei ogni opera è un’impronta del tempo, del luogo, della natura e delle condizioni in cui è stata prodotta.
Ad Arles l’artista esplora la complessità rapporto dell’uomo con il paesaggio, il sublime, il tempo e l’impermanenza.
La mostra *Lame de fond* riunisce opere provenienti da cinque serie:
*Waters of the Americas* esplora i corpi idrici modificati dall’intervento umano;
*Ecotone* collabora con le precipitazioni sia in paesaggi costruiti che naturali;
*Chronographs* sono libri creati appositamente per la mostra, con una pagina che viene svelata ogni giorno;
*Adaptive Radiation* è realizzato con ecosistemi segnati dall’eredità nucleare degli Stati Uniti; e
*State Shift* comprende opere create durante i due anni in cui la sua famiglia è stata sfollata dopo che un evento climatico ha distrutto la loro casa.