MARIO CEROLI

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Mario Ceroli è famoso per le sue sagome in legno spesso ispirate ai grandi classici della storia dell’arte.

MARIO CEROLI

 

 

A più di dieci anni dall’ultima retrospettiva dedicata all’opera di Mario Ceroli, Tornabuoni Art Paris ha aperto il 10 giugno 2022 una mostra dedicata a Mario Ceroli, uno dei più importanti esponenti della scena artistica romana del secondo Novecento.

Il focus della mostra si sviluppa attorno ai temi centrali del suo lavoro, ossia la natura, l’antichità greco-romana e il teatro.

Nato nel 1938, Mario Ceroli è uno scultore diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si formò con Leoncillo Leonardi, Pericle Fazzini ed Ettore Colla e dove ancora oggi vive e lavora.

Dopo aver iniziato la sua carriera artistica come ceramista, durante un viaggio ad Assisi nel 1957 Ceroli scoprì l’arte di Giotto, da cui poi trasse ispirazione per creare le sue prime figure in legno.

In breve tempo riscosse grande riconoscimento, ottenendo anche il premio per la giovane scultura della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1958.

Da quel premio è nata la sua ascesa che lo vede affermarsi nello scenario artistico italiano a partire dal 1964.Il suo lavoro era riconoscibile e grande interesse attirarono le opere in legno grezzo, in particolare pino russo, che assembla insieme a materiali diversi – legno bruciato, paglia, vetro, pigmenti .

Questa tecnica particolare lo avvicinò alla poetica dell’Arte Povera, teorizzata da Germano Celant che proprio in quel decennio si faceva riconoscere.

L’interesse di Mario Ceroli si sviluppò, infatti, in concomitanza con l’ascesa dell’Arte Povera, i cui protagonisti mostravano per lo più un interesse per elementi e materiali grezzi come il legno, la terra, il vetro e il fuoco.

Il termine “Arte Povera” fu usato per la prima volta nel settembre 1967, un anno dopo che Mario Ceroli ricevette il premio per la scultura alla Biennale di Venezia per la monumentale opera Cassa Sistina, oggi nelle collezioni del Centre Pompidou.

Tuttavia, possiamo trovare la genesi degli aspetti principali che caratterizzano questo movimento nella mostra organizzata a Roma nel 1965 dalla galleria La Tartaruga, che riunì Ceroli, Boetti, Pascali e molti altri, che in seguito sarebbero stati chiamati “poveristi”.

Ma egli mantenne sempre una sua personale posizione.

Mentre, infatti, negli anni Sessanta, gli artisti della Pop Art reinterpretavano le immagini della vita quotidiana, Mario Ceroli rendeva omaggio ai grandi classici della storia dell’arte italiana, come Leonardo da Vinci, Piero della Francesca e Andrea Mantegna.

Alcune delle opere esposte presso Tornabuoni Art testimoniano questo radicamento culturale.

Profili di teste di antichi guerrieri dorati a foglia d’oro, realizzati dopo il ritrovamento dei monumentali bronzi di Riace nel 1972 in mare al largo delle coste calabresi, si affiancano a una scultura in bronzo del celebre tuffatore di Paestum, dipinto ad affresco su una tomba del V secolo a.C., o a grandi formati ispirati alle teorie geometriche di Paolo Uccello.

In seguito Ceroli ha sperimentato altri materiali, il marmo policromo, il vetro, la polvere e il bronzo, rivisitando opere d’arte dal Rinascimento ai giorni nostri.

Creando un proprio ambiente di lavoro e di vita, l’artista ha raccolto negli ultimi anni oltre 500 opere in uno spazio simile a un museo, destinato a essere costantemente arricchito e progettato per ispirare positivamente le nuove generazioni di artisti.

DATA INIZIO: 10/06/2022

DATA FINE: 30/09/2022

LUOGO: PARIGI - Tornabuoni Art

INDIRIZZO: 16 Avenue Matignon, 75008

TEL: +33 1 53 53 51 51

ORARI DI APERTURA

  • Martedì > sabato 10.30 -18.30
  • Lunedì su appuntamento

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