Maria Lai recuperava nelle sue opere elementi simbolici come il telaio, simbolo della condizione femminile
Studio Trisorio di Napoli ospita la mostra MARIA LAI. Tessere la notte, esposizione aperta fino al 24 ottobre

Inaugurato nel 1974 da Pasquale e Lucia Trisorio lo Studio Trisorio segue fin da subito tutti i linguaggi dell’arte contemporanea inclusi la fotografia, il video e l’installazione.
A Villa Orlandi ad Anacapri la galleria ha ospitato alcuni dei nomi più importanti dell’arte del XX secolo quali Cy Twombly, Jannis Kounellis, Joseph Beuys, Mario Merz, Sol LeWitt, Pier Paolo Calzolari, Luigi Ontani, Kenny Scharf, Cindy Sherman, Ettore Spalletti.
Nel viale d’ingresso di quella villa nel 1971 Joseph Beuys ha realizzato l’opera iconica “La rivoluzione siamo Noi”.
Fino al 24 ottobre 2026, nella sede di Riviera di Chiaia a Napoli la galleria presenta Tessere la notte, mostra retrospettiva dell’artista sarda Maria Lai.
Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013) è artista conosciuta soprattutto per le sue opere tessili.
Definita dal critico Giorgio Di Genova come una poetica amanuense del cucito, la tecnica artistica di Maria Lai ruota intorno all’uso di materie tessili che rimandano al passato della sua terra e alle antiche tradizioni della Sardegna.
La sua arte è collegata a elementi quali tradizione, scarto, tessitura.
La sua storia e la sua persona rappresentano un simbolo di emancipazione femminile in quanto è stata in grado di trasformare quel che sarebbe dovuto essere l’ordinario per una donna (come il lavoro al telaio o in cucina) nella sua arte, riuscendo così ad evadere da un futuro già scritto.
Nella sede della Riviera di Chiaia sono in mostra opere comprese fra il 1978 e il 2011, rappresentative dei diversi linguaggi da lei sperimentati, dal telaio al libro cucito, dalla ceramica al lenzuolo ricamato.