Sessant’anni di sperimentazioni nella retrospettiva che il museo Madre di Napoli dedica all’artista sarda Maria Lai.
Il Museo MADRE di Napoli ospita la mostra MARIA LAI. Essere è tessere, esposizione aperta dal 25 giugno al 21 settembre

Nel cuore storico di Napoli, i tre piani dell’ottocentesco Palazzo Donnaregina ospitano il Madre · Museo d’Arte contemporanea Donnaregina con una ricca collezione permanente dei più rappresentativi artisti a cavallo tra XX e XXI secolo a livello internazionale.
Dal 25 giugno al 21 settembre 2026 il Museo presenta la mostra Maria Lai. Essere è tessere dedicata a una delle traiettorie artistiche più singolari dell’Italia del dopoguerra.
Maria Lai (Ulassai, 1919 – Cardedu, 2013) è conosciuta soprattutto per le sue opere tessili.
La sua tecnica artistica, infatti, ruota intorno all’uso di materie tessili che rimandano al passato della sua terra e alle antiche tradizioni della Sardegna.
La sua arte è collegata a elementi quali tradizione, scarto, tessitura.
L’opera dell’artista più rappresentativa e nota è Legarsi alla montagna (1981), manifestazione artistica tenutasi a Ulassai nel 1981 lungo un arco di tempo di tre giorni.
La sua storia e la sua persona rappresentano un simbolo di emancipazione femminile affermandosi – in un mondo ove la presenza maschile era ancora dominante – a fianco di artisti con i quali aveva condiviso negli anni Sessanta i nuovi linguaggi dell’arte quali Pino Pascali, Jannis Kounellis, Piero Manzoni e Alighiero Boetti”.
Al Madre di Napoli, il percorso espositivo ripercorre le trasformazioni materiali, formali e concettuali attraverso cui l’artista ha ridefinito il rapporto tra arte, linguaggio, memoria ed esperienza collettiva.
Curata da Mónica Amor e Carlos Basualdo in collaborazione con l’Archivio e la Fondazione Maria Lai la mostra è organizzata secondo un percorso al tempo stesso cronologico e tematico e mette in primo piano la costante sperimentazione di Lai con assemblage, tessile, cucitura, collage e oralità, situando al contempo il suo lavoro all’interno di più ampi dibattiti sull’astrazione, la materialità, il femminismo e la crisi dell’oggetto artistico nell’Italia del dopoguerra.