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Man Ray a Milano con la mostra Man Ray: M for Dictionary.
Un’ampia retrospettiva dedicata a una delle figure più influenti della fotografia internazionale del Novecento, ha aperto al pubblico sabato 11 aprile 2026 per iniziativa di Fondazione Marconi e Gió Marconi, la galleria milanese di via Tadino.
L’esposizione “Man Ray: M for Dictionary” proseguirà fino al 24 luglio 2026.
Realizzata in collaborazione con il curatore e storico dell’arte Yuval Etgar e con Deborah D’Ippolito, la mostra è pensata in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa di Man Ray, una delle più grandi figure della fotografia moderna.
Nato a Philadelphia nel 1890 come Emmanuel Radnitzky, da una famiglia di immigrati ebrei russi poi trasferitasi a Brooklyn, Man Ray costruì progressivamente anche la propria identità pubblica, adottando il nome con cui sarebbe diventato celebre.
Fotografo, pittore, autore di oggetti, disegnatore e sperimentatore, Man Ray occupa un posto centrale nelle vicende del Dada e del Surrealismo. La sua ricerca ha attraversato media diversi, mantenendo sempre vivo il dialogo tra invenzione visiva, idea e trasformazione del linguaggio.
Proprio il linguaggio è il filo conduttore di M for Dictionary, mostra che legge una parte importante della sua opera a partire dalle relazioni tra parole, immagini e oggetti.
In questo senso il percorso riallaccia anche il rapporto storico con Milano, evocando l’esposizione allo Studio Marconi del 1969, Je n’ai jamais peint un tableau récent, e il ciclo di disegni Alphabet for Adults.
Il progetto espositivo su Man Ray a Milano è articolato in cinque sezioni principali: The Alphabet, Light Writing, Body Language, Objectives e Mathematical Objects.
Attraverso questo impianto, la retrospettiva alla Galleria Giò Marconi mette in evidenza quanto il gioco linguistico, l’associazione inattesa e la costruzione di significati abbiano avuto un ruolo decisivo nella poetica dell’artista.