Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda

- DATA INIZIO: 12/09/2026

- DATA FINE: 06/12/2026

- LUOGO: Fondazione Paolo e Carolina Zani, Sala Esposizioni - Cellatica

- INDIRIZZO: Via Fantasina 8, Cellatica

- TEL: 030 2520479

- SITO WEB: fondazionezani.com

- ULTERIORI INFORMAZIONI: Opening sabato 12 settembre alle 18. Orari: da martedì a venerdì 9-13, sabato e domenica 10-17; chiuso il lunedì. Biglietto unico per giardino e sala espositiva 12 euro.

- NOTE AGGIUNTIVE: Mostra ideata e coordinata da Massimiliano Capella, con comitato scientifico Mara Bertoli, Alberto Craievich, Luigino Piccolo e Giovanni Valagussa e allestimento di Massimo Marcomini. Trentasei opere tra dipinti, disegni, abiti originali del Settecento e sette costumi di Danilo Donati per Il Casanova di Fellini, con prestiti da Fondazione Musei Civici di Venezia, Gallerie d'Italia – Vicenza, Sartoria Farani e collezioni private. È la prima mostra della nuova sala per le esposizioni temporanee della Casa Museo Zani.

Magnifica Eleganza, la moda veneziana del Settecento a Cellatica

Magnifica Eleganza
Pietro Longhi (Venezia 1701-1785), Due gentiluomini in mantello, carboncino e gessetto bianco

Nel Settecento, mentre la Serenissima perde peso politico, Venezia conquista l’Europa con l’eleganza. È da qui che parte Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda, la mostra aperta dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 alla Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica, nel Bresciano. Trentasei opere, a cura di Massimiliano Capella, rileggono la pittura veneziana attraverso il rapporto tra i dipinti e gli abiti che vi compaiono.

Quando i pittori diventano cronisti della moda

Il punto di vista della mostra è semplice e insieme sorprendente: i grandi maestri veneziani non furono soltanto pittori della Serenissima, ma osservatori acutissimi del costume. Nei loro dipinti e nei loro fogli, ogni piega, ogni ricamo, ogni accessorio registra con precisione il gusto e i codici sociali del tempo. Così le opere diventano documenti, e la pittura si legge come un capitolo di storia della moda.

Il percorso riunisce trentasei pezzi tra dipinti e disegni di Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi e Pietro Antonio Rotari, abiti originali del Settecento mai esposti prima e sette costumi da cinema. A tenerli insieme è il continuo rimando tra ciò che l’artista dipinge e ciò che il visitatore può vedere dal vero.

Il Ridotto di Longhi e il teatro del Carnevale

Al centro della mostra c’è Il Ridotto in Venezia di Pietro Longhi, tra le immagini più note della società veneziana del secolo. Più che una scena di genere, è un catalogo dell’eleganza: dame in andrienne sostenute dai panier, gentiluomini in velada, tricorni, sete e broccati compongono l’atmosfera dei Ridotti, i luoghi del gioco e della mondanità dove ci si metteva in scena.

Attorno a questo nucleo ruota il grande tema del Carnevale. La bautta e la larva popolano le scene di Longhi, mentre l’inedita Dama con moretta di Rotari fissa il fascino ambiguo della maschera femminile più celebre della Serenissima, la piccola muta che le dame tenevano ferma con un bottone stretto tra le labbra. È il volto teatrale di una città che aveva fatto dell’apparire un linguaggio.

Dai dipinti agli abiti veri

Accanto ai dipinti, gli abiti originali del Settecento — presentati per la prima volta al pubblico — permettono di verificare dal vero ciò che gli artisti raffigurano. Le ampie volumetrie dei panier, i damaschi e i velluti, la leggerezza delle sete, la finezza dei ricami trovano un riscontro concreto negli esemplari storici, in un confronto diretto tra tela e stoffa.

Il dialogo corre lungo tutto il percorso. L’andrienne dei disegni di Longhi ricompare negli abiti in mostra; la robe à la polonaise si riconosce nella Veduta di Villa Loredan a Paese di Guardi, un capolavoro della collezione Zani riletto per l’occasione; le robe à la française con i plis Watteau ricorrono nei fogli di Guardi e Tiepolo. A completare il quadro, i disegni del Gabinetto di Ca’ Rezzonico, veri e propri “figurini” ante litteram in cui i maestri osservano abiti e panneggi con occhio quasi sartoriale.

Casanova secondo Fellini e Donati

Il percorso si chiude con un salto di due secoli. Sette costumi ideati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini, del 1976, arrivano dalla Sartoria Farani ed entrano in dialogo con i dipinti settecenteschi. Marsine in velluto rosso, sete cangianti, panier esasperati: le creazioni che valsero a Donati l’Oscar nel 1977 non ricostruiscono l’abito storico, ma ne reinventano l’immaginario.

Il confronto tra la tela e il costume da cinema dice qualcosa sulla lunga vita di un mito. La Venezia del Settecento continua a nutrire il cinema, la moda e la cultura visiva, molto oltre il secolo che la produsse.

La nuova sala per le mostre temporanee

Magnifica Eleganza inaugura la nuova sala espositiva della Fondazione Paolo e Carolina Zani, uno spazio di circa cento metri quadri aperto nel 2026 e pensato per le esposizioni temporanee. Separata dal percorso permanente della Casa Museo, la sala ha illuminazione orientabile e controllo termo-igrometrico per la conservazione delle opere.

La Fondazione, a Cellatica alle porte di Brescia, custodisce una collezione d’arte barocca e settecentesca e un giardino monumentale. Con questa mostra prosegue una programmazione che intreccia storia dell’arte, storia del costume e cultura materiale.

FAQ

Quando e dove si visita Magnifica Eleganza?

La mostra è aperta dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 alla Fondazione Paolo e Carolina Zani, in via Fantasina 8 a Cellatica, nel Bresciano. L’apertura al pubblico è sabato 12 settembre alle 18.

Quanto costa il biglietto e quali sono gli orari?

Il biglietto unico per il giardino e la sala espositiva costa 12 euro. Si visita da martedì a venerdì dalle 9 alle 13 e sabato e domenica dalle 10 alle 17, con chiusura il lunedì.

Quali artisti sono in mostra?

Dipinti e disegni di Pietro Longhi, Giambattista Tiepolo, Francesco Guardi e Pietro Antonio Rotari, accanto ad abiti originali del Settecento e a sette costumi di Danilo Donati per Il Casanova di Fellini.

Che cosa rende particolare la mostra?

Rilegge la pittura veneziana del Settecento attraverso la moda, mettendo a confronto diretto i dipinti con gli abiti e gli accessori dell’epoca esposti dal vero.

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