
Fonte immagine: https://www.ottohainzl.at/de/
Dal 6 luglio al 4 ottobre 2026, alla Mécanique Générale del Parc des Ateliers di Arles, il LUMA Rencontres Dummy Book Award 2026 presenta i dieci progetti selezionati per uno degli appuntamenti delle Rencontres d’Arles dedicati al futuro dell’editoria fotografica.
Il premio, organizzato dalle Rencontres d’Arles con il sostegno della Fondation LUMA, parte da un oggetto che normalmente precede il libro vero e proprio: il dummy, la maquette attraverso cui fotografo e designer definiscono sequenza, ritmo, formato, materiali e rapporto tra immagini e pagine.
Nel 2026 sono arrivati oltre 250 progetti da 40 Paesi differenti. La giuria ne ha scelti dieci, presentati nella mostra ufficiale alla Mécanique Générale. Il vincitore è Otto Hainzl con Europastrasse; a Gabriel Corredor Aristizábal, autore di Piedemonte, è stata assegnata la menzione speciale.
Quando una fotografia diventa un libro
Una sequenza di fotografie e un libro fotografico non sono esattamente la stessa cosa.
Nel momento in cui le immagini entrano nelle pagine, cominciano a stabilire relazioni.
Una fotografia può occupare un’intera doppia pagina.
Un’altra può apparire isolata.
Due immagini affiancate possono creare un confronto che non esisteva nei singoli scatti.
Anche un foglio lasciato quasi vuoto può modificare il ritmo della lettura.
Il dummy serve proprio a verificare tutto questo prima che il progetto diventi una pubblicazione definitiva.
Che cos’è un dummy book
Nel campo dell’editoria fotografica il dummy è una maquette del futuro libro.
Può essere molto vicina all’edizione finale oppure avere un carattere ancora sperimentale.
Contiene già molte delle decisioni fondamentali: formato, successione delle immagini, eventuali testi, carta, rilegatura, copertina e rapporto tra fotografia e design.
Non è quindi soltanto un contenitore provvisorio.
In molti casi rappresenta già una parte essenziale dell’opera.
Il LUMA Rencontres Dummy Book Award nasce precisamente per individuare progetti editoriali non ancora pubblicati e accompagnarne uno verso la produzione.
Un premio nato nel 2015
Il premio è stato avviato nel 2015 dalle Rencontres d’Arles e dalla Fondation LUMA.
È rivolto a fotografi professionisti e artisti che utilizzano la fotografia e presentano una maquette che non sia stata precedentemente pubblicata.
Una particolare attenzione viene riservata alle proposte capaci di sperimentare con il linguaggio editoriale.
Non basta quindi selezionare buone fotografie.
La giuria valuta anche come quelle fotografie diventano un libro.
Un budget di 25.000 euro per arrivare alla pubblicazione
Il premio mette a disposizione un budget produttivo di 25.000 euro.
La cifra comprende 3.000 euro di diritti d’autore ed è destinata esclusivamente alla realizzazione del progetto presentato.
La produzione del libro vincitore è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
È proprio questa caratteristica a distinguere il premio da un semplice riconoscimento.
Il dummy non viene premiato perché rimanga un prototipo.
L’obiettivo è permettergli di diventare un vero libro.
Più di 250 progetti provenienti da 40 Paesi
Per l’edizione 2026 sono state ricevute oltre 250 maquette da 40 Paesi.
La selezione è stata affidata a una giuria composta da Christoph Wiesner, direttore delle Rencontres d’Arles, Aurélie De Lanlay, direttrice aggiunta del festival, Pascale Obolo, curatrice indipendente, filmmaker e ricercatrice, e Matthieu Humery, curatore della Fondation LUMA.
Da questo insieme sono stati individuati dieci progetti.
I dieci dummy book selezionati
La shortlist ufficiale 2026 comprende:
Europastrasse – Otto Hainzl, Austria
Design: Otto Hainzl
Flood & Fire – Gideon Mendel, Regno Unito
Design: Ramon Pez
Jonokuchi / At the Threshold – Tamaki Yoshida, Giappone
Design: Tamaki Yoshida
Men In Grey Suits – Rosa Rodríguez, Spagna
Design: Jaime Narváez
No Carrots for this Disease – Najla Said, Germania/Egitto
Design: Najla Said
Piedemonte – Gabriel Corredor Aristizábal, Germania
Design: Lion Mayer
Presence – Alessandro Silverj, Italia
Design: Alessandro Silverj
Small Book of Endangered Gestures – Bruce Eesly, Germania
Design: Bruce Eesly
They forgot to treat us – Jeanne Frank, Francia
Design: Jeanne Frank
When We Return Home – Jennifer Sakai, Stati Uniti
Design: Jennifer Sakai.
Otto Hainzl vince con Europastrasse
Il LUMA Rencontres Dummy Book Award 2026 è stato assegnato a Otto Hainzl per Europastrasse.
Il progetto, datato 2025, è stato anche progettato graficamente dallo stesso autore.
Il riconoscimento gli permette ora di affrontare la fase successiva: trasformare la maquette presentata alla giuria in una pubblicazione realizzata con il budget messo a disposizione dal premio.
In questo passaggio il libro può ancora evolvere.
Il dummy costituisce infatti una proposta già strutturata, ma il processo produttivo definitivo può comportare ulteriori decisioni sui materiali, sulla stampa e sulla costruzione editoriale.
Piedemonte riceve la menzione speciale
La giuria ha attribuito la menzione speciale a Piedemonte di Gabriel Corredor Aristizábal, con design di Lion Mayer.
Anche questo progetto risale al 2025.
La presenza di un vincitore e di una menzione speciale permette di mettere in evidenza due lavori differenti all’interno di una selezione che resta comunque parte integrante della mostra.
Le immagini hanno bisogno di una sequenza
Uno degli aspetti più interessanti del fotolibro riguarda il modo in cui una fotografia modifica quella che viene dopo.
Sfogliare non equivale a guardare una parete.
L’immagine successiva rimane nascosta fino a quando non viene girata la pagina.
L’autore può quindi controllare almeno in parte il tempo con cui il progetto viene scoperto.
Può creare attese.
Ripetizioni.
Interruzioni.
Contrasti.
È una forma narrativa specifica che appartiene al libro.
Anche il design diventa parte della fotografia
Nella shortlist ufficiale viene sempre indicato anche il nome del designer.
Non è un dettaglio secondario.
In alcuni casi autore e designer coincidono; in altri il progetto nasce dalla collaborazione tra figure differenti.
Formato della pagina, carattere tipografico, margini, materiali e rilegatura possono cambiare profondamente il modo in cui una fotografia viene percepita.
Un fotolibro non è quindi soltanto una raccolta di immagini.
È un oggetto nel quale fotografia e progetto editoriale devono funzionare insieme.
Dal progetto digitale all’oggetto fisico
L’attuale circolazione delle fotografie avviene in larga parte attraverso gli schermi.
Una stessa immagine può essere vista su smartphone, tablet e computer, cambiando continuamente dimensione.
Il libro compie l’operazione opposta.
Attribuisce all’immagine una misura precisa.
Una posizione.
Una carta.
Un ordine.
Il lettore deve fisicamente sfogliare le pagine.
Anche questa materialità contribuisce alla crescente attenzione che festival e istituzioni dedicano al fotolibro.
Il libro può diventare esso stesso un’opera
In alcuni progetti il libro serve soprattutto a mostrare una serie fotografica.
In altri la forma editoriale diventa inseparabile dal contenuto.
Pieghe, inserti, carte differenti, formati irregolari o modalità di rilegatura possono partecipare direttamente alla costruzione del significato.
È proprio verso queste soluzioni che il premio dichiara una particolare attenzione, privilegiando forme editoriali sperimentali e innovative.
Dieci modi differenti di pensare l’editoria fotografica
La shortlist 2026 mette insieme progetti provenienti da contesti geografici molto differenti.
Austria, Regno Unito, Giappone, Spagna, Germania, Egitto, Italia, Francia e Stati Uniti compaiono nella selezione.
Questa varietà permette di osservare non soltanto temi diversi, ma anche differenti modi di costruire un libro.
Alcuni autori firmano personalmente il design.
Altri scelgono di lavorare con un progettista.
Il libro diventa così il risultato di decisioni che possono essere individuali oppure condivise.
Presence porta l’Italia nella shortlist
Tra i dieci progetti selezionati figura anche Presence dell’italiano Alessandro Silverj.
L’autore firma sia il progetto fotografico sia il design della maquette.
La sua presenza inserisce anche l’Italia all’interno della selezione internazionale esposta ad Arles.
Una mostra che permette di guardare il processo
Esporre dei dummy significa mostrare qualcosa che normalmente resta dietro le quinte.
Quando un libro arriva in libreria, il lettore vede il risultato finale.
Non sempre può osservare come quel risultato sia stato progettato.
Alla Mécanique Générale l’attenzione si sposta invece sulla fase precedente.
La maquette permette di comprendere come un progetto fotografico cominci a trovare una forma editoriale prima della stampa definitiva.
La scelta del vincitore durante la settimana inaugurale
La shortlist era già stata individuata prima dell’apertura del festival.
Il vincitore è stato invece annunciato ufficialmente venerdì 10 luglio 2026, durante la settimana inaugurale delle Rencontres d’Arles, al Théâtre Antique.
A essere premiato è stato Europastrasse di Otto Hainzl, mentre Piedemonte di Gabriel Corredor Aristizábal ha ottenuto la menzione speciale.
La mostra permette quindi oggi di vedere insieme il progetto vincitore, quello segnalato dalla giuria e gli altri otto finalisti.
La Mécanique Générale nel Parc des Ateliers
L’esposizione è ospitata alla Mécanique Générale, nel Parc des Ateliers.
Il complesso era originariamente dedicato alla costruzione e alla riparazione delle locomotive a vapore.
Gli edifici industriali ottocenteschi sono stati successivamente recuperati e oggi fanno parte del sito culturale di LUMA Arles.
La Mécanique Générale è stata rinnovata dall’architetta Annabelle Selldorf, mentre poco distante si trova la Torre progettata da Frank Gehry.
Durante le Rencontres, il grande edificio ospita diverse esposizioni fotografiche.