Maestro vetraio e artista Lucio Bubacco usa il vetro a lume, come linguaggio puramente artistico per indagare la condizione umana.
Galleria Bubacco di Venezia ospita la mostra LUCIO BUBACCO. Apollinea, esposizione aperta fino al 4 dicembre

Dal 12 al 20 settembre 2026 torna The Venice Glass Week, Festival internazionale dell’arte del vetro diffuso in più siti tra laguna e terraferma veneziana.
Il Festival è finalizzato alla valorizzazione di una tradizione artistica ed economica che definisce l’identità della laguna da oltre mille anni.
Tra gli eventi in Programma o collegati al Festival rientra anche la mostra “Apollinea”, mostra del Maestro Lucio Bubacco, allestita dal 12 settembre al 4 dicembre 2026 nella galleria Bubacco in Frezzeria, una famosa e storica calle nel centro di Venezia, situata nel sestiere di San Marco a pochi passi da Piazza San Marco e dal Teatro La Fenice.
Nato a Murano nel 1957 Lucio Bubacco inizia da bambino a giocare con il vetro, realizzando animaletti, perline e la consueta tavoletta del lume.
A quindici anni prese la licenza di artigiano e iniziò a commercializzare cimeli veneziani lavorati a fiamma.
La sua passione per l’anatomia, equina e umana, lo ha spinto a spingersi a poco a poco oltre i limiti tecnici percepiti della sua arte.
I suoi pezzi sfidano la nostra nozione di lavorazione a lume come un’attività principalmente decorativa e stravagante, sottolineando la forma e la plasticità, piuttosto che un’elaborazione dettagliata e/o un contenuto narrativo presentato come una mini-installazione.
Le recenti esplorazioni di Bubacco con inclusioni bidimensionali in vetro soffiato, solido e colato, esplodono in una gloria tridimensionale o sono evidenziate dalla lavorazione a freddo attraverso e attorno alle immagini, mentre persiste nella sua ricerca per creare una forza vivente nel vetro.
Nella mostra Apollinea il mito greco prende vita nel vetro a lume, eletto a linguaggio puramente artistico per indagare la condizione umana.
Tra trasparenze e dinamismo, le sculture di dei ed eroi sembrano muoversi nello spazio, animate da una luce che svela forme e armonia.
Un profondo omaggio alle radici di Murano, dove la luminosità rivela l’equilibrio e la bellezza immortale del mito.