LORENZO BONECHI. La città delle donne

- DATA INIZIO: 04/07/2025

- DATA FINE: 29/10/2025

- LUOGO: Museo Novecento Piazza Santa Maria Novella 10 - Firenze

- INDIRIZZO: Piazza Santa Maria Novella 10 - Firenze

- TEL: +39 0552768224

Le opere di Lorenzo Bonechi sono il risultato di una costante ricerca di equilibrio tra spiritualità e umanità

Museo Novecento di Firenze ospita la mostra LORENZO BONECHI. La città delle donne, aperta fino al 29 ottobre

 

Museo Novecento di Firenze ospita la mostra LORENZO BONECHI. La città delle donne, aperta fino al 29 ottobre
Locandina mostra

 

Fino al 29 ottobre 2025 è allestita al Museo Novecento di Firenze la mostra Lorenzo Bonechi. La città delle donne.

A settant’anni dalla nascita di Lorenzo Bonechi (Figline Valdarno, 1955 – 1994), il museo rende omaggio all’artista valdarnese con una mostra personale composta da 25 opere che dialogano con la collezione permanente del museo.

L’esposizione è curata da Sergio Risaliti ed Eva Francioli in collaborazione con l’Archivio Lorenzo Bonechi.

La mostra intende valorizzare in particolare il ruolo della figura femminile nell’opera dell’artista.

Donne eteree ma concrete, collocate tra paesaggi armoniosi e architetture minimali, appaiono talvolta come sante eremite, talaltra come protagoniste di una sorellanza ispirata.

Solitarie o in gruppo, si presentano come emanazioni di una doppia natura, terrena e divina, evocando al tempo stesso sia immagini della cristianità che le Korai greche.

La mostra attraversa alcuni dei temi più ricorrenti nella pratica dell’artista: le figure sospese nel tempo, l’indagine sulla sacralità dell’esistenza, la Città celeste, il paesaggio – antropizzato o naturale – che diventa talvolta protagonista assoluto della rappresentazione.

Museo Novecento di Firenze ospita la mostra LORENZO BONECHI. La città delle donne, aperta fino al 29 ottobre
Installation view – Ph. Leonardo Morfini

L’esposizione al Museo Novecento vuole gettare nuova luce su un artista di straordinaria profondità, prematuramente scomparso, ma già in vita apprezzato a livello internazionale.

La critica e il mercato hanno riconosciuto il valore del suo linguaggio personale, tanto da celebrarlo post mortem alla 46ª Biennale di Venezia (1995).

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