Buy Now Pay Later: cosa cambia con le nuove regole da novembre 2026

Buy Now Pay Later: cosa cambia con le nuove regole in arrivo da novembre 2026

Buy Now Pay Later nuove regole 2026: il sistema “compra ora, paga dopo” entra in una fase nuova, con più tutele, verifiche e obblighi informativi per chi utilizza pagamenti dilazionati.

Ormai basta arrivare alla cassa di molti negozi online per trovarsi davanti alla possibilità di comprare subito e dividere la spesa in tre o quattro rate.

Un paio di scarpe da 150 euro diventano tre pagamenti da 50. Un elettrodomestico da 300 euro può essere distribuito su più settimane. La procedura è rapida, spesso non ci sono interessi e la sensazione è molto diversa da quella che si avrebbe entrando in banca per chiedere un prestito.

Eppure dietro quel semplice “paga dopo” può esserci proprio questo: un finanziamento.

È uno dei motivi per cui le nuove regole sul Buy Now Pay Later previste dal 2026 meritano attenzione. Dal novembre 2026 la nuova disciplina europea sul credito ai consumatori estenderà le proprie tutele anche a gran parte dei sistemi BNPL, finora rimasti in molti casi fuori dalle regole applicabili al credito tradizionale.

Per chi li utilizza non significa necessariamente dire addio alle rate veloci. Significa, piuttosto, che dietro quel clic dovranno esserci più informazioni, maggiori verifiche e nuove garanzie per il consumatore.

Il Buy Now Pay Later è diventato molto più di una formula per lo shopping online

 

Pagamento digitale da smartphone con icona Payment, tema Buy Now Pay Later nuove regole 2026
La semplicità dei pagamenti digitali rende particolarmente importante comprendere condizioni, costi e caratteristiche del credito prima di confermare l’acquisto.

 

Il nome dice già quasi tutto: Buy Now Pay Later, compra ora e paga dopo.

Nella forma più comune, il consumatore acquista immediatamente un prodotto o un servizio e ne divide il prezzo in poche rate. Spesso il finanziamento è senza interessi se i pagamenti vengono rispettati nei tempi previsti.

La semplicità è parte del suo successo. Non sembra di accendere un finanziamento: si seleziona un’opzione al checkout, si inseriscono alcuni dati e nel giro di poco tempo l’acquisto può essere concluso.

Nel frattempo il fenomeno ha assunto dimensioni tutt’altro che marginali. Secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 il valore delle transazioni Buy Now Pay Later in Italia ha raggiunto 9,9 miliardi di euro, con una crescita del 45% rispetto al 2024. Anche la Banca d’Italia rileva una forte espansione dello strumento nel nostro Paese.

Ed è proprio la combinazione tra diffusione, facilità di accesso e scarsa percezione del debito ad aver attirato l’attenzione del legislatore europeo.

Perché cambiano le regole

Il problema non è la rateizzazione in sé.

Dividere una spesa può essere utile, soprattutto quando permette di gestire un acquisto senza sostenere interessi. Il rischio nasce quando un finanziamento molto semplice da attivare smette di essere percepito come un debito.

Tre rate da 30 euro possono sembrare poca cosa. Lo stesso vale per quattro rate da 25 o per un altro pagamento da 40 euro fissato il mese successivo. Ma se più acquisti vengono dilazionati contemporaneamente, tutti quegli importi finiscono per sommarsi.

La Banca d’Italia richiama proprio questo rischio. Le sue analisi mostrano che il BNPL si è progressivamente diffuso anche tra famiglie con redditi medio-bassi, poche risorse patrimoniali e altri debiti già in corso. La facilità con cui si possono accumulare piccole rate può quindi contribuire, soprattutto nelle situazioni più fragili, a rendere meno evidente l’indebitamento complessivo.

Da qui il principio alla base della nuova normativa: se uno strumento funziona come un credito, deve offrire anche le tutele previste per il credito.

Il 20 novembre 2026 e il calendario italiano delle nuove regole

La data di riferimento è il 20 novembre 2026.

Da quel giorno gli Stati membri devono applicare la direttiva europea 2023/2225, conosciuta come CCD2, che sostituisce la precedente normativa sul credito ai consumatori e amplia notevolmente il suo campo di applicazione. Tra le novità c’è proprio l’inclusione di gran parte delle formule Buy Now Pay Later.

In Italia la direttiva è stata recepita con il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 212, entrato in vigore il 10 gennaio 2026.

Qui, però, serve una precisazione.

Il decreto stabilisce che finanziatori e intermediari debbano adeguarsi alle nuove disposizioni entro il 20 novembre 2026 oppure, se le disposizioni attuative della Banca d’Italia entreranno in vigore successivamente, entro novanta giorni dalla loro entrata in vigore.

Il 20 novembre resta quindi il riferimento centrale della riforma, ma non va interpretato come se ogni singolo obbligo italiano dovesse necessariamente diventare operativo nello stesso istante.

Anche un acquisto da meno di 200 euro entra nel nuovo perimetro

Questa è una delle novità più interessanti per chi utilizza il BNPL.

La precedente normativa europea sul credito ai consumatori lasciava fuori, tra gli altri, i finanziamenti inferiori a 200 euro e alcune forme di credito gratuite o di breve durata. Proprio caratteristiche molto comuni nei pagamenti Buy Now Pay Later.

La nuova direttiva amplia invece il proprio campo di applicazione anche ai crediti inferiori a questa soglia e ai sistemi “compra ora, paga dopo”.

Questo non significa, però, che un finanziamento da 50 euro sarà trattato esattamente come un prestito molto più consistente.

Per i crediti inferiori a 200 euro, quelli senza interessi o altri oneri — salvo limitate spese per eventuali ritardi — e i contratti da rimborsare entro tre mesi nei quali il consumatore deve corrispondere esclusivamente commissioni di importo non significativo, la normativa consente infatti di semplificare alcuni adempimenti.

Il decreto del 9 luglio 2026, adottato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze in qualità di Presidente del CICR, ha affidato alla Banca d’Italia il compito di individuare nel dettaglio quali disposizioni potranno non essere applicate a queste categorie.

La differenza è importante: sotto i 200 euro non significa più automaticamente essere fuori dalla disciplina del credito ai consumatori.

Prima di concedere le rate bisognerà valutare se possiamo sostenerle

Una delle novità più sostanziali riguarda il merito creditizio.

Prima di concedere il finanziamento, il finanziatore dovrà effettuare una valutazione approfondita della capacità del consumatore di rispettare gli impegni previsti.

Non si tratta quindi soltanto di verificare se una carta funziona o se sul conto ci sono in quel momento abbastanza soldi per pagare la prima rata.

La normativa prevede che vengano considerate informazioni economiche e finanziarie necessarie e proporzionate rispetto alla natura, alla durata, all’importo e ai rischi del credito. Il finanziamento potrà essere concesso quando dalla valutazione emerge che gli obblighi contrattuali potranno verosimilmente essere rispettati. La Banca d’Italia sintetizza questa verifica facendo riferimento, tra gli elementi rilevanti, a redditi, spese e indebitamento del consumatore.

Naturalmente, una verifica per poche decine di euro non dovrà necessariamente essere identica a quella richiesta per un prestito molto più importante: la stessa legge impone che le informazioni utilizzate siano proporzionate alle caratteristiche del credito.

Ma il principio cambia: la facilità del checkout non deve eliminare la verifica della sostenibilità della spesa.

I social non potranno essere usati per decidere se concedere il credito

Dentro la nuova disciplina c’è anche una tutela meno evidente, ma particolarmente interessante in un sistema finanziario sempre più digitale.

Per valutare il merito creditizio potranno essere utilizzate informazioni pertinenti e, quando necessario, potranno essere consultate banche dati sul credito.

La legge italiana esclude però espressamente alcune informazioni: i dati personali ottenuti dai social network non possono essere utilizzati a questo scopo. Sono inoltre escluse le categorie particolari di dati personali tutelate dall’articolo 9 del GDPR.

Essere molto attivi sui social, pubblicare foto di viaggi, acquisti o ristoranti, quindi, non potrà trasformarsi in una fonte da cui ricavare elementi per stabilire se una persona merita o meno di ottenere un finanziamento.

Se decide un algoritmo, possiamo chiedere che intervenga una persona

La rapidità con cui vengono approvate molte richieste BNPL dipende anche dall’automazione.

La nuova normativa non vieta che la valutazione venga effettuata utilizzando sistemi automatizzati, ma introduce maggiori garanzie quando il trattamento dei dati personali viene affidato, almeno in parte, a questi sistemi.

Il consumatore potrà chiedere l’intervento umano, ottenere una spiegazione chiara e comprensibile della valutazione, esprimere la propria posizione e chiedere che la decisione venga riesaminata.

Se una richiesta viene respinta e il rifiuto è collegato a un trattamento automatizzato, il finanziatore dovrà inoltre informare il consumatore dei diritti previsti e della procedura per chiedere il riesame.

In altre parole, un semplice messaggio “finanziamento non approvato” non dovrebbe più trasformarsi necessariamente in un vicolo cieco senza spiegazioni.

Più informazioni prima di cliccare su “paga in tre rate”

Cambierà anche il modo in cui le informazioni vengono presentate.

La nuova disciplina rafforza gli obblighi precontrattuali: le informazioni devono arrivare in tempo utile prima che il consumatore sia vincolato e devono consentirgli di capire le caratteristiche del finanziamento e valutare se sia adatto alle proprie esigenze e alla propria situazione economica.

Se vengono fornite meno di un giorno prima della conclusione del contratto, è previsto anche l’invio successivo di un promemoria sul diritto di recesso e sulle modalità per esercitarlo.

Per un servizio utilizzato in pochi secondi dallo smartphone è un passaggio tutt’altro che secondario.

L’obiettivo non è riempire lo schermo di pagine da scorrere senza leggerle, ma rendere più comprensibili importo, durata, eventuali costi e conseguenze del contratto prima che la scelta sia definitiva.

Anche la pubblicità del credito avrà limiti più precisi

Le nuove regole intervengono anche sulla comunicazione commerciale.

Gli annunci relativi ai contratti di credito dovranno essere corretti, chiari e non ingannevoli. Il decreto del 9 luglio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 agosto, stabilisce inoltre che debbano contenere un avvertimento chiaro ed evidente che renda consapevole il consumatore del fatto che prendere denaro in prestito comporta dei costi, utilizzando la formulazione “Attenzione! Prendere in prestito denaro costa denaro” o una formulazione equivalente.

Sono vietate, tra le altre, le pubblicità che suggeriscono che chiedere credito possa migliorare la situazione finanziaria del consumatore o che possa rappresentare un sostituto del risparmio o un modo per aumentare automaticamente il proprio tenore di vita.

È un cambiamento significativo anche dal punto di vista culturale.

Il messaggio “solo 30 euro al mese” non dovrebbe far dimenticare che dietro quella cifra esiste comunque una spesa complessiva.

Non tutti i “paga dopo” rientrano nella nuova disciplina del credito

Qui è facile fare confusione.

La nuova normativa non trasforma qualsiasi pagamento posticipato in un finanziamento soggetto all’intera disciplina del credito ai consumatori.

Restano escluse, a determinate condizioni, alcune dilazioni offerte direttamente dal venditore, senza l’intervento di un soggetto terzo che conceda o acquisti il credito.

In generale, l’esclusione può riguardare il venditore che concede gratuitamente fino a 50 giorni dalla consegna del bene o dalla prestazione del servizio per completare il pagamento, senza interessi o altre spese salvo costi limitati per eventuali ritardi.

Per alcuni grandi fornitori di servizi online la finestra prevista è invece più breve: il pagamento deve essere completato entro 14 giorni, sempre senza l’intervento di un terzo e senza interessi o altri costi, salvo limitate spese per ritardo.

Due pulsanti che sembrano dire la stessa cosa possono quindi nascondere situazioni diverse.

Per capire quale disciplina si applica bisogna guardare chi concede realmente la dilazione e come è strutturato il rapporto.

Comprare con il BNPL significherà finire automaticamente nel CRIF?

È una conclusione che sarebbe facile trarre dalle nuove regole, ma sarebbe sbagliata.

Il rafforzamento della valutazione del merito creditizio comporta un ruolo più preciso delle banche dati utilizzate dagli operatori. La normativa stabilisce anche maggiori tutele quando vengono registrate informazioni negative: il consumatore deve essere informato e i dati devono essere esatti e aggiornati.

Questo però non significa che ogni acquisto effettuato con Buy Now Pay Later produca automaticamente una segnalazione negativa al CRIF.

Le banche dati sul credito, infatti, non funzionano tutte nello stesso modo. La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia è un archivio pubblico con proprie soglie di censimento. I Sistemi di Informazioni Creditizie privati, come CRIF, Experian, CTC e Assilea, sono invece gestiti da soggetti privati e gli operatori possono scegliere se aderirvi. Questi archivi possono contenere informazioni sia positive sia negative sui rapporti di credito.

La stessa Banca d’Italia ricorda che alcuni finanziamenti possono non comparire negli archivi, per esempio per il loro importo contenuto oppure perché non tutti gli operatori partecipano ai SIC privati.

Una cosa è quindi l’utilizzo di una banca dati per valutare una richiesta di credito, un’altra è la presenza di un finanziamento negli archivi, un’altra ancora è una informazione negativa dovuta a problemi nei pagamenti.

Rimane il diritto di ripensarci

L’ingresso del BNPL nel sistema di tutela del credito ai consumatori porta con sé anche diritti già caratteristici di questo settore.

Tra questi c’è il diritto di recesso dal contratto di credito entro 14 giorni, senza dover fornire una motivazione. È inoltre possibile rimborsare anticipatamente il credito e, nei casi previsti dalla normativa, beneficiare delle tutele che collegano il finanziamento al contratto con cui è stato acquistato il bene o il servizio.

È importante però non confondere il recesso dal finanziamento con la restituzione dell’acquisto: sono rapporti distinti, anche se in alcuni casi il contratto di credito è giuridicamente collegato alla vendita.

Quando il credito è collegato e il consumatore esercita validamente il diritto di recesso dall’acquisto secondo il Codice del consumo, la nuova disciplina prevede anche la risoluzione del relativo contratto di credito senza penalità.

Il vero rischio resta la somma delle piccole rate

Le nuove regole possono aumentare la protezione del consumatore, ma nessuna normativa può sostituire completamente una valutazione molto semplice: quante rate abbiamo già in corso?

Il Buy Now Pay Later tende a separare mentalmente il prezzo dal momento dell’acquisto.

Non vediamo più 240 euro. Vediamo quattro rate da 60.

Il problema arriva quando a quelle quattro rate se ne aggiungono tre per un altro acquisto, altre quattro per un viaggio o una spesa imprevista e magari una rata del telefono o di un altro finanziamento.

Ciascun importo può sembrare sostenibile preso singolarmente. È la loro somma a raccontare quanto denaro dei mesi successivi abbiamo già impegnato.

 

Persona usa una calcolatrice per controllare spese e rate, tema Buy Now Pay Later nuove regole 2026
Tenere sotto controllo l’insieme delle rate aiuta a valutare quanto reddito futuro sia già impegnato da acquisti precedenti.

 

Prima di scegliere il pagamento dilazionato vale quindi la pena controllare almeno quattro cose: il prezzo totale, tutte le rate già attive, le date dei prossimi addebiti e le conseguenze di un eventuale ritardo.

Non perché il BNPL sia necessariamente una scelta sbagliata. Utilizzato con misura e con scadenze sotto controllo può semplicemente distribuire nel tempo una spesa.

Ma “senza interessi” non significa “senza impegno”.

Ed è forse proprio questo il messaggio più importante delle nuove regole: il pulsante “paga dopo” rende più leggero il pagamento di oggi, non il prezzo dell’acquisto di domani.

 

Autore Eleonora Dorigo

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