Allergeni delle fragranze nei cosmetici: cosa cambia nelle nuove etichette

Cosmetici, cambiano le etichette: cosa sapere sui nuovi allergeni delle fragranze

 

Confezioni di creme, flaconi e contagocce cosmetici disposti su una superficie chiara
Confezioni apparentemente simili possono presentare elenchi degli ingredienti diversi durante il periodo di transizione.

 

Le nuove etichette dei cosmetici sugli allergeni delle fragranze cominciano a farsi vedere sulle confezioni. Una crema acquistata oggi può avere un elenco degli ingredienti più lungo rispetto alla stessa tipologia di prodotto comprata qualche mese fa. E non è detto che sia cambiata la formula.

Con la scadenza del termine fissato al 31 luglio 2026 è entrata nella sua fase operativa una modifica della normativa europea che amplia le sostanze profumanti da indicare singolarmente nell’elenco degli ingredienti. L’obiettivo non è segnalare cosmetici più rischiosi, ma offrire informazioni più precise soprattutto a chi sa già di essere sensibile a determinate fragranze.

Per qualche tempo, però, sugli scaffali continueranno a convivere confezioni vecchie e nuove. Ed è proprio qui che leggere bene l’etichetta diventa più utile che contare quanti nomi contiene.

Perché l’elenco degli ingredienti può diventare più lungo

Nei cosmetici le composizioni profumanti e aromatiche possono normalmente essere indicate nell’elenco degli ingredienti con le parole “parfum” o “aroma”.

Questa indicazione, però, non racconta necessariamente tutte le singole sostanze che compongono una fragranza. Alcuni allergeni devono essere dichiarati separatamente quando sono presenti oltre determinate concentrazioni.

Il Regolamento europeo 2023/1545 ha ampliato questo sistema introducendo l’obbligo di indicazione individuale per 56 ulteriori allergeni delle fragranze, oltre a quelli già sottoposti a questo tipo di etichettatura. Per questo una nuova confezione può mostrare più nomi rispetto a una precedente anche senza che ciò significhi automaticamente che il cosmetico contenga più ingredienti o sia stato completamente riformulato.

È un cambiamento soprattutto di trasparenza dell’informazione: alcune sostanze che prima potevano rimanere comprese nella composizione indicata genericamente come “parfum” devono ora essere rese riconoscibili singolarmente quando superano le soglie previste.

Cosa cambia dopo la scadenza del 31 luglio 2026

Il 31 luglio 2026 è la data fissata dalla normativa europea per la conclusione del periodo transitorio relativo all’immissione sul mercato dei cosmetici non conformi alle nuove prescrizioni sull’etichettatura degli allergeni delle fragranze.

Qui è utile distinguere due espressioni utilizzate dalla normativa. L’immissione sul mercato riguarda il momento in cui un prodotto entra per la prima volta nel mercato dell’Unione europea. La messa a disposizione sul mercato riguarda invece i passaggi successivi della sua commercializzazione, dalla distribuzione fino alla vendita.

La distinzione ha conseguenze molto concrete per chi acquista.

I cosmetici già immessi sul mercato entro il termine previsto possono infatti continuare a essere messi a disposizione e venduti fino al 31 luglio 2028, anche se la loro etichetta segue ancora le disposizioni precedenti.

Significa che per quasi due anni possiamo trovare contemporaneamente confezioni con elenchi degli ingredienti diversi.

Una lista più corta, quindi, non dimostra da sola che una confezione sia irregolare. Potrebbe semplicemente appartenere alla fase precedente della commercializzazione e rientrare nel periodo transitorio previsto dalla normativa.

Non tutti i cosmetici devono riportare ogni allergene

La nuova regola non prevede che tutte le sostanze comprese nell’elenco europeo debbano comparire automaticamente su ogni cosmetico che contiene una fragranza.

L’indicazione individuale è richiesta quando la concentrazione dell’allergene nel prodotto finito supera:

  • lo 0,001% nei prodotti leave-on, cioè quelli destinati a rimanere sulla pelle, sui capelli o sulle unghie;
  • lo 0,01% nei prodotti rinse-off, cioè quelli destinati a essere risciacquati.

Una crema viso, una lozione corpo o un prodotto che rimane sulla pelle rientrano quindi nella prima categoria; shampoo e prodotti detergenti da risciacquare rientrano generalmente nella seconda.

Si tratta di soglie regolatorie per l’obbligo di indicazione in etichetta. Non vanno quindi interpretate come un confine assoluto tra un cosmetico “sicuro” e uno “pericoloso”.

“Allergene” non significa che il cosmetico sia pericoloso

È probabilmente il punto più importante quando si osservano le nuove etichette.

Trovare il nome di un allergene delle fragranze nell’elenco degli ingredienti non significa che il cosmetico sia automaticamente insicuro.

La Commissione europea chiarisce nella pagina dedicata all’etichettatura degli allergeni delle fragranze che la presenza di un allergene nell’elenco non indica, di per sé, che il prodotto sia insicuro. L’informazione è pensata soprattutto per permettere alle persone già sensibilizzate a uno specifico allergene di riconoscerlo ed evitare, quando necessario, i prodotti che lo contengono.

L’allergia da contatto coinvolge infatti una risposta specifica del sistema immunitario. Una persona già sensibilizzata può sviluppare sintomi anche in seguito all’esposizione a concentrazioni inferiori rispetto a quelle tollerate da altri utilizzatori.

Il senso dell’etichetta è quindi molto pratico: rendere identificabile una sostanza che prima poteva essere meno evidente nella composizione della fragranza.

Non è una scala di pericolosità e non è nemmeno un sistema per classificare i cosmetici in “buoni” e “cattivi”.

Perché la parola “parfum” continuerà a esserci

L’ampliamento dell’etichettatura non significa nemmeno che la parola “parfum” sia destinata a scomparire dalle confezioni.

La normativa europea continua a prevedere che le composizioni odoranti e aromatiche e le loro materie prime possano essere indicate con “parfum” o “aroma”. A queste diciture si aggiungono i nomi delle sostanze per le quali è prevista l’indicazione individuale quando vengono superate le relative soglie.

Su una confezione, quindi, potremo continuare a trovare “parfum” insieme ad altri nomi riferibili a componenti della fragranza.

Questo spiega anche perché cercare soltanto la parola “parfum” non sia sufficiente per capire se un prodotto contiene una sostanza alla quale una persona è già sensibilizzata. In questi casi conta l’intero elenco degli ingredienti.

Un nome più lungo non significa una formula peggiore

Le nuove etichette rischiano di produrre un effetto curioso: davanti a due cosmetici simili, quello con più nomi nell’elenco potrebbe sembrare immediatamente più “chimico”, complesso o aggressivo.

Ma la lunghezza della lista non è una misura della sicurezza.

In alcuni casi l’aumento delle voci può derivare semplicemente dal fatto che una parte della composizione profumante viene ora descritta con maggiore dettaglio.

È un meccanismo simile a quello che spesso crea confusione anche davanti alle etichette alimentari: un termine sconosciuto può sembrare automaticamente più preoccupante di una parola familiare. In realtà è necessario capire perché quel nome compare e quale informazione sta offrendo.

Nel caso delle fragranze, una lista più dettagliata è soprattutto uno strumento di identificazione.

Anche le fragranze di origine naturale possono contenere allergeni

Un altro equivoco da evitare è associare gli allergeni delle fragranze soltanto ai profumi sintetici.

 

Contagocce con olio ed elementi vegetali, esempio di ingredienti naturali presenti nelle fragranze cosmetiche
Anche sostanze di origine naturale possono contenere componenti profumanti capaci di provocare sensibilizzazione.

 

Le composizioni aromatiche possono comprendere sostanze di origine diversa e anche ingredienti naturali complessi, come alcuni oli ed estratti vegetali, possono contenere molecole profumanti capaci di provocare sensibilizzazione in alcune persone.

La normativa, infatti, non costruisce una contrapposizione tra “naturale” e “chimico”: prende in considerazione le singole sostanze e il loro potenziale allergenico sulla base delle valutazioni scientifiche. Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori aveva individuato, oltre alle sostanze già note, numerosi ulteriori allergeni per i quali era utile rendere più chiara la presenza nei cosmetici.

Una dicitura come “naturale”, quindi, non permette da sola di stabilire se un cosmetico sia adatto a una persona con una determinata allergia da contatto.

Cosa fare se si conosce già un’allergia

Per chi non ha mai avuto problemi con le fragranze, la nuova etichetta rappresenta soprattutto un’informazione aggiuntiva.

Per chi invece ha già ricevuto una diagnosi di sensibilizzazione a una sostanza specifica, l’elenco più dettagliato può diventare uno strumento molto più concreto.

In questo caso è utile conoscere il nome con cui l’allergene compare nell’elenco degli ingredienti e controllare le confezioni anche quando si acquista un prodotto utilizzato abitualmente.

Durante il periodo transitorio, infatti, due confezioni dello stesso tipo possono non presentare esattamente lo stesso livello di dettaglio nell’etichettatura.

Questo non significa che sia necessario interpretare da soli liste molto tecniche o cercare possibili allergie partendo dai nomi presenti sulla confezione. Se un cosmetico provoca reazioni cutanee ricorrenti o si sospetta una dermatite da contatto, il problema riguarda la valutazione sanitaria della persona, non il semplice conteggio degli ingredienti.

Vecchie e nuove confezioni possono convivere fino al 2028

Il passaggio alle nuove etichette sarà quindi graduale.

Una confezione già immessa sul mercato entro il termine previsto dalla normativa può continuare a circolare durante il periodo transitorio. Una confezione più recente dello stesso prodotto potrebbe invece avere già l’elenco aggiornato.

La situazione potrebbe apparire strana soprattutto negli acquisti effettuati in punti vendita differenti o quando si confrontano confezioni appartenenti a lotti diversi.

La data finale da tenere presente è il 31 luglio 2028: terminato il periodo transitorio, i cosmetici che non rispettano le nuove prescrizioni sull’etichettatura degli allergeni delle fragranze non potranno più continuare a essere messi a disposizione sul mercato dell’Unione europea.

Fino ad allora, trovare due etichette differenti non è di per sé il segnale che una delle due sia sbagliata.

Come leggere le nuove etichette senza trasformarle in un test di sicurezza

L’elenco degli ingredienti diventa più informativo, ma non serve leggerlo come una graduatoria.

Una lista lunga non rende automaticamente peggiore un cosmetico, così come un elenco molto corto non garantisce che un prodotto sia adatto a qualsiasi pelle.

Per la maggior parte dei consumatori può essere sufficiente sapere perché alcuni nomi stanno comparendo più spesso sulle confezioni. Per chi conosce invece una propria sensibilizzazione, la possibilità di riconoscere più precisamente una sostanza rappresenta il vero vantaggio della nuova normativa.

La novità europea va letta soprattutto in questo senso: non più allarme, ma maggiore possibilità di sapere che cosa contiene la componente profumata di un cosmetico.

E nei prossimi mesi, quando due confezioni apparentemente uguali presenteranno elenchi diversi, prima di pensare che sia cambiato tutto dentro il flacone varrà la pena ricordare che, almeno in alcuni casi, a essere cambiato è soprattutto ciò che il produttore deve raccontarci fuori.

FAQ

Dal 31 luglio 2026 tutti i cosmetici devono avere la nuova etichetta?

No. Il 31 luglio 2026 segna la conclusione del periodo transitorio previsto per l’immissione sul mercato dei cosmetici non conformi alle nuove prescrizioni. I prodotti già immessi sul mercato entro il termine previsto possono continuare a essere messi a disposizione durante il successivo periodo transitorio, fino al 31 luglio 2028.

Se vedo più allergeni nell’elenco degli ingredienti significa che la formula è cambiata?

Non necessariamente. L’elenco può risultare più dettagliato proprio perché è aumentato il numero degli allergeni delle fragranze da dichiarare singolarmente quando superano determinate concentrazioni. Una riformulazione è possibile, ma non può essere dedotta dalla sola lunghezza dell’elenco.

“Parfum” sparirà dalle etichette dei cosmetici?

No. Le composizioni profumanti possono continuare a essere indicate come “parfum” o “aroma”. Quando previsto dalla normativa, però, determinati allergeni devono comparire anche singolarmente nell’elenco degli ingredienti.

Un allergene indicato in etichetta significa che il prodotto è pericoloso?

No. La presenza del nome di un allergene nell’elenco non significa, di per sé, che il cosmetico sia insicuro. L’indicazione permette soprattutto alle persone già sensibilizzate a quella sostanza di riconoscerla e, se necessario, evitarla.

 

Autore Eleonora Dorigo

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